cercando legalità

Riflettevo su qualche fatto accaduto negli ultimi mesi dalle mie parti: diversi comuni della mia zona hanno installato la primavera scorsa degli autovelox. Molti autovelox, l’unione dei comuni ne ha sparpagliati in diversi punti “strategici” dove il limite di 50 kmh non viene mai rispettato.

Scelta dalle dubbie ragioni: alcuni sono certo ben posizionati per obbligare i cittadini a rallentare in tratti pericolosi, altri -molti- sono più o meno palesemente piazzati lì per fare cassa, raccimolare multe e portare a casa qualche migliaio di euro.

Francamente quest’ultimo atteggiamento non lo considero corretto. Per quanto formalmente ineccepibile (il limite c’è), è molto truffaldino: un modo surrettizio per prelevare ancora soldi, una tassa occulta. Soprattutto a considerare le condizioni della strada (larga, in ottimo stato, dritta).

Ovviamente i sindaci qualche protesta devono averla sentita, se in estate è apparso un articolo sul giornale locale nel quale precisavano che erano per la sicurezza e mai, mai per far cassa.

Poco dopo l’apposizione degli autovelox sono però cominciati anche i sabotaggi da parte, immagino, di cittadini esasperati: un paio sono stati bruciati (uno, ben due volte), diversi sono stati oscurati con vernice sulle lenti delle fotocamere…. Insomma, è cominciata una vera e propria ribellione agli autovelox.

Molto tipico del Nord Est “leghista” mi verrebbe da dire: i fisco ci opprime? evadiamo! Le quote latte ci danneggiano? Blocchiamo le strade coi trattori! Gli autovelox causano multe? Bruciamoli! 

Sintomatico insomma di una società insofferente ad ogni forma di limitazione e controllo. Una società che ha scordato come limitazioni e controlli siano alla base di ogni convivenza, ad un punto tale che ogni limite viene vissuto ora come un’arbitraria ed ingiustificata imposizione.

Ecco, si perde ogni senso della legalità. Parafrasando Brecht mi viene da chiedere “autovelox, è più criminale posizionarli o bruciarli?” La domanda è forzata, ma credo molto rivelatrice del nostro modo di ragionare.

-Non lo sto facendo apposta, lo giuro, a ripetere l’incipit del titolo… però ci sto prendendo gusto.-

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “cercando legalità

  1. …gli autovelox esistono pure sul lato opposto, ossia a nordovest. Anche qua i Comuni si associano per acquistare l’autovelox e impiegarlo secondo turni ben precisi.

    Tuttavia, non è mai capitato che un autovelox sia stato manomesso nottetempo o distrutto con sottile piacere. Non che qui il concetto di legalità sia superiore rispetto al resto dell’Italia, anzi.

    Dobbiamo forse ammettere che l’italiano medio risulta particolarmente insofferente alla legge e alle regole, considerandole alla stregua di fastidiosi impedimenti. Salvo, poi, urlare la propria rabbia per situazioni degenerate e fuori controllo (vedasi l’evasione fiscale)

    Finché la gente non capirà che non vi può essere vera democrazia là dove non vi è legge gli autovelox continueranno a essere bruciati e sabotati.

    O.

  2. Però c’è anche da dire (che mi tocca fare, difendere il nord est leghista 😉 ) che quando una situazione è palesemente ingiusta, forse ribellarsi non è una grande colpa/peccato.

    Ma qui si entrerebbe anche nella spinosa questione giusnaturalismo/giuspositivismo, e tutto partendo da un autovelox !

    Il tono leggero è dato dal sabato mattina…

  3. Bruno, hai colto perfettamente nel segno del problema!
    La situazione è che questi autovelx, per come sono posizionati, confessano non una ricerca della “giustizia” o comunque del rispetto delle norme stradali da parte delle amminsitrazioni locali; quanto un abuso delle situazioni per fare cassa…. siamo quindi proprio di fronte al confronto fra la concezione giuspositivista e quella giusnaturalista del diritto.
    Ora, data la situazione, si spiega la mia brechtiana domanda: è più criminale (quindi, in-giusto) metterli o bruciarli gli autovelox?

    Olivier, non so se il sentimento di legalità è maggiore nel nord-ovest. Forse sì, forse no e semplicemente lombardi, piemontesi, valdostani e liguri reagiscono alle “ingiustizie” legali in modo diverso… Ovviamente anche qui i balordi che li bruciano sono un netta minoranza, solo esemplificativa.
    Giustamente, anche tu concludi dicendo che la comprensione dei limiti e delle norme (per quanto antipatiche possano essere) è necessaria ad ogni convivenza civile. Tanto più lo è in democrazia, dove gli spazi di libertà individuale di ognuno devono essere massimi.

  4. Caro Redpoz, se ti può consolare anche qua nel Ponente Ligure ci sono stati attentati agli autovelox. Uno, posizionato a Borghetto Santo Spirito, è stata bruciato, un altro, a Borgio, è stato circondato da copertoni di camion fino al punto “fotografico” (geniale questa soluzione, anche solo per l’impegno e la fatica di portare copertoni , metterli attorno al malefico oggetto etc…).

    Dovrei riprendere un po’ in mano qualche libro di filosofia del diritto e di storia del diritto medievale, ma il tempo è così poco….

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