benedetto Veneto

Un amico mi ha fatto gentilmente vedere il mitico video sull’ALFABETO VENETO.

Pagato dal Consiglio Regionale!

Ogni volta che sento questioni di “venetudine” mi viene da piangere… come se esistesse una cultura veneta da difendere. Certo, esistono mirabili opere di artisti veneti, anche in letteratura.

Certo, il veneto potrebbe persino essere considerato una lingua. Ma da qui pagare un video per diffonderne l’alfabeto ce ne manca! Soprattutto perchè è una lingua orale, fatta di tradizioni trasmesse non per iscritto ma a voce. Soprattutto perchè è estremamente diversificata nel territorio… in 7 provincie del Veneto, ci saranno almeno 70 dialetti! In certi paesi a distanza di 20 km già si usavano termini o pronunce diverse per lo stesso oggetto.

Francamente mi pare una spesa vergognosa… specialmente in un momento di crisi come questo. Anche se non so quanto sia costato, so per certo che è troppo. Anche se non ci fosse crisi, rimane stupido: perchè nel mondo globale bisogna sapere lo spagnolo, l’hindi, l’inglese, il mandarino… non il veneto!

Per fortuna che abbiamo un presidente leghista che taglia le spese inutili…. (come alcuni reparti degli ospedali!).

Questo per me non è solo uno spreco, è anche una forma surrettizia di propaganda politica per un certo partitino che ha fatto del localismo sfrenato la sua bandiera. Uno spreco al limite della propaganda “di regione”. Una vergogna.

 

 

Rincaro la dose, perchè lo stesso Consiglio Regionale da notizia della protesta di alcuni consiglieri del PD contro i “buoni scuola” (formalmente una buona cosa): dato un avanzo di 2,3 milioni anzichè dirottare le risorse su altri temi più urgenti (trasporto pubblico locale?) si è alzata la soglia di possibili beneficiari…

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “benedetto Veneto

  1. Mossa che si inserisce nel solco della propaganda leghista più becera. Qualcuno si ricorda quanto successo ad Adro? Così… giusto per fae un esempio… ma tanti altri ce ne sarebbero!

  2. …copia e incolla di quanto avviene qui a nord ovest.

    Qui l’Amministrazione regionale vuole istituire corsi di “patois” (dialetto franco provenzale, almeno fino a metà del secolo scorso quando il dialetto venne italianizzato) nelle scuole di ogni ordine grado. Vi è, però, un problema pratico di non facile soluzione, ossia quale versione del “patois” verrà insegnata? Quella del capoluogo di regione oppure quella di uno dei 74 Comuni? Questo perché due abitanti di due diversi Comuni possono anche non capirsi, pur parlando il “patois” … un po’ come nel tuo Veneto.

    In un mondo globalizzato, alcuni politici “avveduti” ritengono primordiale la conoscenza del dialetto locale piuttosto che la conoscenza dell’inglese, del francese o perché no del mandarino.

    O.

  3. Esulo un po’ dal tema del tuo post, ma da voi in Veneto quanti ancora parlano il veneto e quanti lo capiscono ? Purtroppo io, pur capendo perfettamente il dialetto ligure (anche questo molto vario, da Genova a Loano, il mio paese, ci sono già alcune varianti) non sono capace di parlarlo, tranne poche frasi…

  4. Bruno: il problema è comune anche qui. Ad eccezione di alcune frasi fatte o piccole cose di uso comune il dialetto sta scomparendo dalle lingue conosciute ed usate dai giovani.
    Un pò, certo, è un peccato. Ma non è certo con corsi a scuola o video su youtube che lo si recupera… molto dipende dall’uso familiare, comune.

    RW: potrei citarti anche le svariate “feste dei veneti”, pagate sempre dal C. R. ad uso e consumo dei leghisti; o le “griglie roventi”… ce ne sarebbero migliaia!

    Olivier: io non sono contrario all’uso del dialetto e del suo apprendimento, solo sono convinto che questi metodi siano errati. Come dici tu, a scuola non si possono insegnare 70 dialetti! Molto meglio sarebbe tenere vive le comunità locali, far dialogare giovani ed anziani, suscitare interesse per la storia e la cultura locale…. Sempre tenendo bene a mente che, salvo poche eccezioni, sarà piuttosto l’inglese a farci lavorare e vivere domani

  5. … far dialogare giovani ed anziani: qui in Valle c’è una generazione intera di anziani che è stata messa in naftalina. I loro ricordi, le loro testimonianze erano troppo dure e avvilenti per l’immagine che il partito di maggioranza voleva imporre ( e che è riuscito ad imporre). Meglio il passato idealizzato, in cui tutti erano belli, forti e onesti, che il passato vero, quello in cui le debolezze dell’uomo assieme alle leggi di madre natura hanno imposto dure prove.

    Non so se da te esiste un teatro popolare, ma qui ogni anno e per una settimana intera alcune compagnie teatrali locali recitano in patois. Il successo è tale che per riuscire ad avere un biglietto si organizzano anche nottate con vin brulé e canti …

    Dimenticavo: la Lega si è fortemente ispirata all’Union Valdotaine (partito di maggioranza assoluta in Consiglio regionale), anzi senza il fortuito incontro tra l’allora segretario di partito e lo sconosciuto Bossi niente sarebbe avvenuto.

  6. Si, a scuola si deve insegnare bene l’italiano, e anche l’inglese (e anche corsi facoltativi per un’ulteriore lingua, tedesco, francese o spagnolo), certo non il dialetto… quello si può recuperare magari con manifestazioni culturali (teatro ? pubblicazioni ?)…

  7. Olivier, ho appena guardato la rubrica del TG3 regionale, con storie mezzo idilliache su vecchi paesini di montagna del bellunese (di cui uno travolto dall’acqua nel 1966….) e grandi lodi per Cortina.
    Come vedi, il difetto sulla narrazione del passato è comune. Basti solo pensare a Rigoni Stern: ottimo scrittore, ma anche la sua “narrazione” da una specifica chiave di lettura, affascinante, piacevole, di un bel passato povero (molto “pasoliniano”). Posso concordare con queste narrazioni, pur ricordando che anche allora esistevano ladri, ipocriti, infami…
    Insomma, età dell’oro non ne sono mai esistite.

    Anche qui c’è una grande cultura in veneto (Paolini) e diversi attori in dialetto con discreto successo. Non male per preservare una cultura

    Infine, se ben ricordo la Lega deve anche essersi ispirata alla Liga Veneta…

    Bruno: concordo

  8. Pingback: 14. e la chiamano Padania! discutendo di secessione per i blog. « Cor-pus

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