per un pugno di F 35 in più

Una delle maggiori critiche a questa manovra economica, così come alle precedenti, riguarda l’acquisto dei costosissimi caccia F-35, costruiti da un consorzio americano-italiano-norvegese-e chissà chi altro.

Molti governi (già da Prodi) hanno confermato questa decisione, per quanto costosa sia economicamente che politicamente. Di certo, c’è del lobbysmo in questa scelta. Ma c’è anche un triplice vantaggio che non può essere sottovalutato:

  1. tecnologia ed innovazione: l’industria bellica è quella che crea la maggiore innovazione (satelliti, internet…), quindi partecipare al consorzio consente di fare ricerche avanzatissime
  2. occupazione: alcune componenti dei caccia dovranno essere prodotte in Italia, con vantaggi occupazionali e di formazione qualificata (ma questo punto è controverso, lo riconosco)
  3. strategia: gli F-35 sono i caccia più avanzati attualmente in progettazione e costruzione al mondo. Sono caccia da superiorità aerea, che consentono di acquisire il pieno controllo dell’aria -determinante nella guerra moderna.

Se anche diamo poco peso ai primi due punti, il terzo resta decisivo: tutti i paesi geopoliticamente importanti devono sviluppare armamenti di livello (India, Cina, Russia, Germania, Gran Bretagna, Turchia, Brasile, Francia….). Purtroppo la questione è radicale: o si sceglie di non contare nulla a livello internazionale e si rinuncia a forze armate di qualità e capacità operative decisive (allora tanto vale fare come il Costa Rica: 8.000 uomini e basta, poi ci si fa difendere dagli USA) o si deve investire nella difesa (persino la neutrale Svizzera acquista modernissimi caccia, meno di un paio di mesi fa). Per contare nella geopolitica, le forze armate sono decisive: non solo per andare in Afghanistan, ma anche per la Bosnia, il Libano, la Libia…. L’Italia è ancora al centro di un scacchiere importante, e deve poter far sentire la propria voce ed i propri interessi. Serve professionalità ed efficienza: i nostri alpini, stimatissimi in Afghanistan non possono operare con mezzi inadatti, altrimenti li si sacrifica, li si manda al macello per puro gioco. In questo gli F-35 sono il top.

Capisco che la spesa sia importante, forse eccessiva dato il momento. Capisco l’irritazione verso l’aumento ICI, benzina, la riforma pensioni… ma nel ragionamento a lungo termine, la difesa non ha un ruolo meno importante.

Questa è una scelta costosa, difficile, ma una scelta che se ben impiegata potrà ripagarsi.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

5 thoughts on “per un pugno di F 35 in più

  1. Diciamo che ci siamo adagiati all’idea che dato che non ci sono guerre da parecchio tempo, vicino a noi, allora non serve a niente. Ma poi nel momento del bisogno, che si fa?
    Non si può di certo fare come al tempo di Mussolini che portavano i pochi mezzi che avevano da una parte all’altra per far sembrare che fossero tanti.
    Oppure si accetta il fatto di avere basi USA in Italia che possono fare quello che vogliono, o il fatto che qualcuno prenda l’iniziativa di prendere provvedimenti in Libia, e scaricarti le conseguenze e i danni economici poi, quando invece certe cose sarebbe stato necessario gestirle direttamente.
    Diciamo che il danno economico della guerra in Libia è stato poco considerato, ma comunque c’è stato.. i prezzi del petrolio son saliti, come quelli del gas..
    E tra una cosa e l’altra tutto questo va a impattare su bilancia commerciale (sostenibilità dei conti), PIL, e quindi crescita, e meno tasse da dover aumentare per rispettare i conti.

  2. Idea che non è neppure vera: nel ’92-’94 v’era la Bosnia, nel ’98 Kosovo e Serbia, nel 2006 il Libano, nel 2011 la Libia: insomma, il Mediterraneo è tutt’altro che sopito! e il nostro intervento in un contesto NATO potrebbe esserci richiesto in qualsiasi momento (non dimentichiamo che c’è sempre Cipro! ad alta tensione).
    Per non parlare delle missioni ONU: le operazioni si svolgono sul terreno, ma il controllo dell’aria è sempre fondamentale.
    Insomma, o si è radicali e si rinuncia a qualsiasi difesa e qualsiasi potere d’intervento, facendoci -come dici- proteggere dagli USA e sballottare dalla politica estera delle altre potenze (vedi proprio la Francia nella questione Libica), oppure si deve mantenere uno standard minimo di efficienza.

  3. …come diceva il generale De Gaulle, “vaste programme” quello del caccia F35.
    Così imponente che persino il Presidente degli Stati Uniti ha iniziato a lamentarsi: non ci sono date certe per l’inizio della produzione e i costi di progettazione e di produzione sono esplosi (informazione presa al seguente link: http://www.marianne2.fr/blogsecretdefense/Le-Rafale-trop-cher-Bienvenue-au-cafe-du-commerce-_a452.html). (Mi puoi anche dire che l’articolo è di parte … però fin’ora di F35 neanche l’ombra…).

    Svizzera: la settimana scorsa Berna ha deciso per il SAAB Gripen. I piloti svizzeri avevano scelto il Rafale, per la sua duttilità e la sua ottima capacità di combattimento anche in montagna (pilotare un caccia in mezzo alle montagne è esercizio tosto …) ma i politici (forse impauriti dal prezzo del Rafale o, secondo alcuni, per piccole ripicche avverso la Francia) hanno optato per la soluzione meno onerosa per la Confederazione, ossia per il Gripen non proprio apprezzato dai piloti elvetici.
    N.B.: la gara era tra l’Eurofighter, il Saab e il Rafale. Dei tre solo quest’ultimo ha volato in Afghanistan e nelle recenti operazioni in Libia, dimostrando un potenziale enorme e un’affidabilità nelle lunghe ore di volo. Altrettanto non si può dire per l’Eurofighter: in Afghanistan gli inglesi non l’hanno schierato e in Libia lo hanno vincolato a quote tali da amputarne il suo potenziale. In tanti si sono chiesti “perché” ma fin’ora nessuno ha fornito risposte certe.

    Italia: gode di una posizione geostrategica all’interno del Mediterraneo, che la rende fondamentale per gli assetti strategici dell’Europa e dell’Occidente. Sì, bisogna assolutamente mantenere un minimo di efficienza in campo militare, pena la sudditanza da altri Stati, anche non europei. Ricordiamoci il numero importanti di basi militari americane presenti sul nostro territorio … non certo impiantate a caso.

    O.

  4. Infatti, il progetto del F-35 si sta rivelando assi più complicato (e costoso) del previsto.
    questo però non sminuisce il valore dello stesso, solo bisogna essere ancor più chiari su temi, costi, vantaggi…

    Giustissimo anche quanto dici sulla Svizzera, il Gripen resta comunque un ottimo aereo. Quanto all’Eurofighter: è sicuramente un ottimo aereo, ma in Libia è stato impiegato con troppo timore di subire perdite, senza metterlo quindi realmente alla prova.
    Ovviamente per europeismo preferirei l’Italia partecipasse più attivamente all’EADS (airbus, eurofighter…), ma ormai la scelta è stata fatta e cambiare così radicalmente rotta avrebbe costi esorbitanti.

    Non posso che sottoscrivere quanto dici sulla nostra importanza strategica, soprattutto ora che il Nord Africa riapre giochi ed equilibri in un’area fino a poco tempo fa relativamente stabile

  5. Pingback: arriveremo a Tripoli | i discutibili

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