cercando la pazzia

Cercando la pazzia ad ogni costo.

Oppure, cercando di porre limiti alla pazzia.

Questo mi viene da pensare, sentendo le notizie sugli omicidi di Firenze.

Ieri sera, in televisione, un esponente di Casa Pound -sinceramente, un manipolo di estremisti, forse non razzisti, ma di certo fascisti- parlava dell’omicida dei senegalesi, prima come di “una persona normale, insospettabile” poi come di un “pazzo“… Le risposte sono comprensibili nel loro rispettivo intento: prima, giustificare Casa Pound che non poteva sapere di allevare in seno una vipera assassina, poi scaricale solo sullo stesso tutta la responsabilità del gesto criminale, escludendo qualsiasi influenza ideologica o altro. Le due cose sono compatibili? Forse a prima vista sì: uno può comportarsi sempre da persona normale, pur coltivando in sé una sua pazzia. Ma se si comporta da persona normale… non è ancora pazzo! Se agisce come pazzo… non è più una persona normale!

Qui viene fuori la mia “anima” da penalista: non si possono considerare pazzi tutti i criminali, altrimenti li si scuserebbe sempre per i crimini che hanno commesso.

Di nuovo, come con Breivik, come già con il piccolo Adolf Hitler (tanto innocente da essere folle, o tanto folle da essere innocente) si cerca di fare passare un criminale per uno squilibrato. Il tradizionale, comodissimo sistema per negare la responsabilità personale di ognuno.

Ma quella responsabilità c’è, e non può essere negata. Così come non dobbiamo negare la responsabilità sociale, ideologica di chi ha formato la mente di questo criminale. A me interessa poco se Casa Pound non ha fatto “il lavaggio del cervello” a quel criminale portandolo a fare quel che ha fatto. Non mi interessa se Hamas o Hezbollah o i Talebani trasformano pacifici cittadini in assassini. No, perchè sono quei cittadini che diventano assassini: nessun retroterra ideologico giustifica ciò che hanno fatto. Nessun lavaggio del cervello li rende meno colpevoli.

Mi interessa però ribadire con fermezza che, pur restando la responsabilità del singolo, ogni persona si inserisce in un contesto sociale che ne influenza l’orientamento nel mondo, le visioni, i desideri, le credenze. Qui sì che c’è una responsabilità dei Talebani se si sgozzano occidentali in Afghanistan da parte di un talebano; una responsabilità di Hamas per i suicidi in Israele dei suoi adepti… c’è anche una responsabilità di Casa Pound se uno dei suoi membri spara ad immigrati. Questa responsabilità non può essere negata, per il semplice motivo che c’è un’evidente coincidenza di intenti  fra le ideologie e le azioni.

E’ inutile negare che a Casa Pound siano razzisti: l’ideologia fascista è discriminatoria ed intollerante. Anche l’NPD tedesca non va in giro urlando “Juden Rauss“, ma il senso non cambia: ci sono molti sottointesi che solo gli insider comprendono appieno.

L’assassino di Firenze avrà anche potuto essere un folle, ma a Casa Pound dovevano pensarci due volte prima di rinvangare vecchi stereotipi del ventennio! Anche per i folli c’è bisogno che qualcosa scateni la loro pazzia: se questo criminale avesse vissuto in ambiente hippy da “peace and love” avrebbe sparato a dei “negri”? Il dubbio è legittimo.

Qui una selezione di immagini, giusto per capire di chi stiamo parlando con “Casa Pound”:


      

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “cercando la pazzia

  1. Storia davvero complessa, se vogliamo analizzare senza le solite banalità e con un attimo di attenzione.
    Concordo con quanto scrivi.

    Ti consiglio un film, The believer, che parla dell’ambiente neonazista in Usa da una prospettiva davvero particolare…

  2. mi ricordo di “the believer”, ne avevi parlato in un post e me lo sono andato a vedere. volendo rinvagare il tema, potremmo tirar fuori anche “american history x”… ma restando sul primo, è un bel film, preciso sul tema: l’attrazione che il nazismo esercita sui meno agiati (“convertire i rossi”), i ragionamenti subdoli sull’antisemitismo…
    e ovviamente il paradosso del protagonista (paradosso molto interessante, visto che diversi gerarchi del Reich erano ebrei! (il più celebre, sospetto, è forse Reinhard Heydrich).

    comunque, Casa Pound, l’NPD, le BR, la RAF o Hamas non possono nascondersi dietro la”pazzia” di alcuni loro membri per lavarsi le mani dei crimini commessi dagli stessi quando questi crimini rappresentato una chiara attuazione della loro ideologia.
    se un iscritto uccide, è un caso personale. se qualcuno uccide seguendo una data ideologia, è un caso personale. ma se un iscritto uccide seguendo l’ideologia del gruppo, allora è una questione che coinvolge il gruppo stesso.

  3. Mi pare innegabile che il contesto in cui una persona è inserita ne condiziona le opinioni in misura più o meno marcata. C’è chi ha sviluppato in sè gli strumenti per capire se le cose che gli vengono dette ogni giorno sono vere, verosimili o false e chi, più “debole”, ne assorbe i contenuti passivamente, finendo a volte anche per tradurli in azioni scriteriate.

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