chi siamo, cosa facciamo

Nei nostri TG si sente spesso un commento che passa quasi sempre in sordina quando sentiamo le notizie di cronaca (soprattutto per fatti violenti): i nostri solerti giornalisti indicano sempre con precisione la nazionalità, l’etnia, la religione, la provenienza degli autori dei fatti narrati (stupri, rapine, pestaggi, violenze di vario genere).

Poco importa che si tratti di rom, di marocchini, di slavi, di rumeni, di tunisini,  di cinesi…. l’importante è farcelo sapere, comunicarci che non sono italiani. O almeno non milanesi, veneti, trentini, ma terroni (implicitamente, certo, nessuno lo direbbe mai apertamente).

Il risultato è tanto semplice quanto occultato: noi li disprezziamo, li deprechiamo, li detestiamo. Non li tolleriamo. E, per effetto di questa sovrapposizione fra fatto ed agente, non si chiarisce mai se la nostra insofferenza, la nostra intolleranza è diretta verso i fatti o verso le persone.

Non è una differenza da poco, anzi è la differenza che passa fra la modernità ed il pre-moderno: gli Stati laici e pluralisti si fondano sull’accettazione di tutti ed esclusione di alcuni comportamenti lesivi. Chiunque può partecipare, chiunque ha dei diritti fondamentali, purchè si astenga da atti che minano la convivenza civile di tutti. Al contrario, negli ordinamenti “antichi” solo alcuni selezionati in base a criteri di appartenenza etnica (nazismo), religiosa (“cuius regio, eius religio”, culturale (WASP)… hanno diritto di cittadinanza e tale diritto potenzialmente li esenta anche dal rispondere per alcuni atti criminali (vedasi il papa o l’ayatollah Khomeini).

Così, la nostra informazione crea una pericolosissima confusione: “un rumeno ha ucciso”, “marocchino stupra italiana” “cinese ruba a XX” sovrapponendo l’attore al fatto  noi non sappiamo più se l’oggetto della nostra doverosa critica e punizione sia il crimine il sé o il criminale.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

8 thoughts on “chi siamo, cosa facciamo

  1. La tua è una riflessione molto opportuna. Le società occidentali si avviano a diventare multietniche, multireligiose e multiculturali. E’ un processo irreversibile e chi vi si oppone si mette semplicemente fuori dalla Storia. Ogni Governo che si rispetti dovrebbe adottare misure dirette alla convivenza e al rispetto reciproco, favorendo un’integrazione sempre più naturale. Noi siamo lontani anni luce. In questo senso abbiamo ancora moltissimo da lavorare.

  2. E’ accaduto molto spesso nella storia che qualcuno (quidam) abbia deciso di scalare gli altri a formiche per far si che non ci fossero remore ad ucciderli, epurarli dalla storia. Quando si identifica il crimine con il criminale lo si estende per falso sillogismo a tutti coloro che hanno qualità simili creando un movimento contraio nei loro confronti…

    Personalmente non credo esistano società multiculturali, sarebbe una contraddizione. La società ha come base la cultura che la identifica, di fatto quando più culture che si incontrano passano attraveso un processo di integrazione reciproca e formano una società nuova e più ricca…

    Invece le società multietniche sono un fatto da sempre… l’Italia ne è un esempio! Opporsi alla sola idea o professare una folle purezza della razza corrisponde a negare la realtà!

  3. Vedo che hai fatto un post sulla mia “incazzatura”…Credimi a me non interessa un fico secco della loro nazionalità…Io mi incazzo sui loro comportamenti. Mi alzo alle 6 del mattino per andare al lavoro, Alla sera voglio il silenzio perchè voglio dormire. Mio caro avvocato a che ora ti alzi tu, a che ora vai al lavoro? Io alle nove, quando tu probabilmente inizi, io ho già lavorato due ore piene. Allora PRETENDO il silenzio alle 23!
    Lo scrivi tu stesso “chiunque ha dei diritti fondamentali, purchè si astenga da atti che minano la convivenza civile di tutti”. La chiami convivenza civile sentire due che piantano casino in arabo? Oppure la chiami convivenza civile sentire gente (testimoni di geova) che spostano mobili che farsi lo spazio per le loro riunioni (senza poi parlare del casino che fanno parlando e gridando).
    Facile parlare, quando si fa l’avvocato, si sta seduti tutto il sacro santo giorno, magari si risponde al telefono, si prendono appunti. IO FACCIO L’OPERAIA; STO OTTO ORE IN PIEDI…quindi fai meno il moralizzatore che con me non attacca molto credimi!
    Credo anzi ne sono fermamente convinta che il problema di fondo è la mancanza di educazione. Ho 59 anni, e credimi ho molta nostalgia dei tempi che furono…anche se erano di destra (AHIME’) e te lo dice una che ha la tessera in tasca di Rifondazione. Stammi bene avvocato continua a girare con La Repubblica in mano…io invece continuo con Il Manifesto!

  4. andiamo per ordine, inverso:

    @ farfalleleggere: grazie per essere passata a leggere il blog e spero tu legga la mia risposta. premetto che il post non è sulla tua “incazzatura”, che come credo di aver scritto nel mio commento ritengo assolutamente legittima. anzi, ho sicuramente detto che al tuo posto sarei andato lì a muso duro (come ho sempre fatto in passato). leggere il tuo post mi ha ricordato considerazioni che faccio da tempo (sentendo il TG2…), ma non avevo ancora pubblicato, e quindi ne ho colto l’occasione.

    mi dispiace che tu debba metterla sul personale, anche perchè FONDAMENTALMENTE NEL COMMENTO TI AVEVO DATO RAGIONE (la mia era solo una considerazione a margine), né tanto meno credo di potere o dovere “moralizzare” qualcuno (è semplicemente un ragionamento da fascisti). e quest post è una libera considerazione generale.
    ovviamente sono d’accordo sulla mancanza di educazione, mi permettevo solo di riflettere sul fatto che tale mancanza poco o punto dipenda dalla nazionalità.

    infatti, non mi sono mai permesso di dire che il comportamento dei tuoi vicini sia corretto o civile, anzi. né qui mi riferisco a quei fatti, bensì a situazioni più gravi (per i fatti e per la rilevanza mediatica).
    se proprio dobbiamo metterla sul personale, allora ti faccio solo notare che anche io mi alzo presto e lavoro 8 e passa ore correndo per gli uffici del tribunale con un capo assai poco “accomodante” …. senza prendere un euro.
    ho meno di 30 anni e pur comprendendo i problemi di un’altra generazione, confesso che anche i miei non siano molto più incoraggianti!
    comunque Il Manifesto lo leggo anch’io….

    @ jgwolf: grazie anche a te dell’attenzione.
    molto interessante la considerazione sulla “società multiculturale”. ammetto di non intendermi di sociologia, ma mi pare molto acuta e probabilmente corretta.
    però implicherebbe che in un paese in cui convivo culture differenti (potrebbe essere l’Italia, la Germania, la Turchia, l’India, il Sudafrica…) dovrebbero esistere società diverse, il che mi pare sinceramente incongruente: io vedo la società soprattutto dal punto di vista di una convivenza giuridica, e altrimenti si sarebbe in perenne conflitto latu senso “etnico”/ culturale (un pò à la Huntington, per dire) anche all’interno di uno stesso paese… una “guerra civile”, per dirla con Schmitt, però su criteri non più politici (moderni), ma “pre-moderni” (termini da prendere con cautela).
    mi riservo comunque di rifletterci (magari scriverci sopra) anche per cercare di smontarla. intanto ti dico che però esistono di sicuro “società creoli” intese come ibridi di culture diverse.

  5. “questo è il dramma del nostro sistema informativo, chissà cosa succede in altri paesi, ricordo che mentre i nostri giornali titolavano su un terrorista islamico, in Norvegia, dove succedeva il dramma su quell’isola al meeting socialdemocratico, nessuno parlava di islamici.”

  6. La dorata esistenza dei praticanti avvocati 🙂

    Stanno seduti addirittura ! Ma fai la pratica adesso ? Pensavo puntassi alla via accademica…

    A parte gli scherzi condivido abbastanza il senso del post, anche perchè di crimini efferati possiamo contarne tanti anche fra gli italiani…

  7. Ottima riflessione.
    Sento molto questo tema, e pure io sono convinto che in Italia ci sia un deficit di laicità che ci portiamo dietro da tanti anni.
    Citi giustamente i mass media, che non fanno nulla per migliorare questo problema, anzi, lo alimetano con la loro informazione spesso imparziale e altrettanto squilibrata.
    è quello che, secondo me, è successo anche nel caso Ici-Chiesa.
    Un saluto

  8. Bruno: punto ancora alla “via accademica”…. lì si sta seduti molto più comodi!!!
    intanto, in attesa di risposte, ho cominciato anche la pratica.

    Tommaso: il tuo riferimento alla “laicità” è più azzeccato di quanto sembri. non è solo una questione religiosa, ma un problema di autonomia individuale: ogni volta che per le azioni di un singolo si coinvolge a prescindere il gruppo d’appartenenza, non si fa altro che negare proprio l’autonomia di ciascuno: la capacità di orientarsi nel mondo, di decidere e di agire senza condizionamenti pre-esistenti.
    ecco, ogni volta che si dice “rumeno stupratore” o “ladro zingaro” si fa proprio questa sovrapposizione.
    quanto all’ICI: è semplicemente (e questo avverbio la dice già lunga….) scandaloso.

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