sei lezioni dal placcaggio

Il rugby negli ultimi tempi viene molto celebrato per due suoi aspetti, il “terzo tempo” ed il “sostegno”, concetti che identificano rispettivamente la sportività verso gli avversari e la solidarietà fra compagni.
Sono due bellissime idee, ma oggi vorrei parlare di un altro aspetto del rugby, la difesa. Perchè anche la difesa, il placcaggio, insegna molto; perchè il rugby sa essere uno sport  al contempo totalmente di squadra e assolutamente solitario, specie in difesa.

Ripensando ai placcaggi, sei sono le lezioni insegnate da questo gesto tecnico fondamentale:

  • umiltà: per placcare bene un avversario non lo si può aspettare in piedi dritti come una sentinella, occorre abbassarsi, chinarsi tenendo la schiena ben dritta, per cingerlo sotto la vita. Un placcaggio implica di affrontare un avversario da una posizione di “inferiorità”
  • coscienza di sé: non importa quanto si sia grossi o quanto sia grosso l’avversario, con la tecnica ben applicata un giocatore “mingherlino” può placcare il più grosso degli avversari
  • coraggio: per placcare occorre avanzare velocemente, andare in contro all’avversario, non lasciargli prendere velocità e poi subire comunque l’impatto. Chi ha paura nel placcaggio si farà quasi certamente male, oppure non allungherà neanche il braccio per ostacolare l’avversario
  • fiducia: in difesa ognuno è per sé, ogni giocatore deve tenere d’occhio il suo uomo e placcare lui e solo lui. Non si può assolutamente seguire il giocatore marcato dal compagno, pena dei “buchi” in difesa pazzeschi nei quali gli attaccanti potranno passare senza difficoltà. Quindi, ognuno deve assumersi tutta la responsabilità nel fermare il proprio avversario e avere assoluta fiducia che ciascuno dei compagni faccia altrettanto col suo.
  • modestia: la regola impone di cingere l’avversario, farlo cadere e cadere assieme a lui. Altrimenti è persino fallo. Per fermare qualcuno occorre quindi accettare di andare giù a terra assieme a lui, non esistono placcatori che escono  dal campo con la maglietta pulita
  • rimettersi in gioco: fatto un placcaggio, occorre rialzarsi il più velocemente possibile, rimettersi in linea ed essere subito pronti a farne un altro. Bisogna essere reattivi, senza sosta. E per tornare in gioco, quasi sempre occorrerà arretrare di qualche metro.

Ma parlare bene del rugby è facile, il difficile è giocarlo bene.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “sei lezioni dal placcaggio

  1. questo post è assolutamente delizioso.

    non so che effetto possa farti questo aggettivo, ma non importa: ricopio subito queste sei lezioni esemplari di saggezza.

    ciao.

  2. Gioco bellissimo, completo e rispettoso..
    Peccato che gli italiani siano ancora ipnotizzati dal calcio, e continuano a definirlo sport: in realtà di sportivo c’è rimasto ben poco..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: