rivoluzione verde

Seguo con vivissimo interesse quanto accade nella Lega Nord: la faida interna più o meno latente fra Maroni ed il “cerchio magico” di Bossi è ormai esplosa e ricomporla sarà difficilissimo.
Intanto rileviamo con piacere come anche la Lega stia diventando un partito vero e non più solo un’emanazione del capo carismatico, dovendo accettare (malvolentieri) forti critiche interne ed il cambiamento della classe dirigente spinto dai congressi.
Se compiuta, la frattura potrebbe avere effetti dirompenti per tutta la politica italiana: credo infatti che, comunque si concluda (salvo ovviamente una ricomposizione che ritengo sempre più improbabile, ma ne avremo conferma il 22 con il comizio di Maroni a Varese), Maroni cambierà radicalmente il modo di fare politica di una quota consistente (almeno la metà) di elettori ed iscritti leghisti. Mi azzardo a dire che ne uscirà un partito di destra, radicale, ma costituzionale e fortemente federalista.
In pratica, credo si potrebbero perdere diversi elementi xenofobi e populisti “di lotta” più estremi ed incostituzionali.

A ciò potrebbero seguire scenari abbastanza inediti anche a livello di alleanze, provo a delinearne alcuni:

  • la fine di Berlusconi, che perderebbe l’appoggio di un alleato fondamentale come Bossi (possibile conseguenza: il ripensamento e la maturazione politica di tutta la destra, una volta perso il suo “padre nobile”);
  • una forte spinta al rinnovamento all’interno del PDL (per le ragioni di cui sopra e perchè): Alfano potrebbe avere una spinta in più ad agire (assieme a lui tutte le giovani leve) per assumere il controllo del partito;
  • cambiamenti di alleanze poiché Maroni avrebbe carta libera nel scegliere con chi andare: aperture da sinistra ve ne sono sempre state; i centristi hanno mal digerito la Lega di Bossi in passato, ma potrebbero accettarlo; la destra ha tutto l’interesse a non perdere l’alleato.

Fantapolitica? Previsioni azzardate? Forse. Ma l’audacia premia coloro che hanno il coraggio di osare, anche nelle analisi più azzardate. Io qui mi sbilancio, pronto eventualmente a fare ammenda. Vedremo.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “rivoluzione verde

  1. Magari… Non tanto perché abbia simpatie leghiate , i 18 anni son passati da un pezzo ma perché non se ne può più del populismo di Bossi che poi per sotto ha cooptato il figlio e nelle amministrazioni locali fanno i padroni.Tosi non starà a guardare…

  2. Berlusconi “padre nobile” della destra italiana, sia pure fra virgolette?

    suvvia, lasciamo il virgolettato, ma non perdiamo l’occasione di una battuta: Berlusconi “padre ignobile” della destra italiana, per non dire “nonno” 😉

  3. @ il sonnambulo: già, Bossi si è dimostrato per quello che è: un capo autoritario che “tiene famiglia” allo stesso livello (o peggio) dei “terroni” di cui tanto voleva liberarsi.
    Tosi? Certe sue scelte non mi sono affatto piaciute, le ho trovate di pura demagogia (penso ai controlli anti-prostituzione), altre degne della tradizione DC (gli incarichi ben renumerati alla moglie senza qualifiche…). Insomma, non mi fa impazzire

    @ bortocal “padre nobile” è al contempo un sarcastico auspicio (nel senso che non sarebbe più attivo, ma pur sempre sarcasticamente “nobile”….) ed una triste consolazione (nel senso che non credo che questa destra migliorerebbe molto anche senza di lui).
    “ignobile” (o, foucaltianamente, “infame”) è senza dubbio più corretto. Ma temo che di questi tempi anche la nobiltà, come l’ignominia, sia relativa….

  4. Nn direi azzardate, Red, ma ragionate. Concordo su quello che la Lega potrebbe diventare con Maroni al comando e diciamolo, l’ex ministro degli interni è forse l’unica persona la dentro con un pò di serità in zucca.
    Sulle allenze future, sinceramente non so. Stiamo vivendo un momento di così forti scombussolamenti tra i partiti che davvero è difficile, per me, fare previsioni. Molto dipende, come sempre da Berlusconi. Se la sua figura rimarrà al centro della politica, allora ben poco cambierà: è lui l’artefice primo di questo sistema di alleanze, è con lui che finirà.
    Su quel padre nobile riferito a Berlusconi, la tua affermazione è l’esempio di come la sua figura, e la sua pochezza a livello di idee politiche, abbia appiattito uno schieramento che, al di la del merito, le sue idee le aveva, i suoi padri nobili li aveva per davvero. Berlusconi l’ha tirata fuori dal ghetto, è vero, ma poi l’ha annichilita, le ha tolto la spina dorsale. Oggi non sappiamo più che cosa sia una politica di destra (non lo so più neanche io) perchè di la, c’è solo Berlusconi. E la politica berlusocniana la conosciamo bene, quella si. Oggi si identifica la destra con BVerlusconi, ma la destra ha la sua storia che penso sia utile andare a riscoprire.
    Io credo che uno di destra, un ex-missino, per intenderci, uno che aveva Almirante come punto di rifermiento, sia davvero deluso da tutto questo.

  5. Io penso che Maroni e Bossi faranno di tutto pur di evitarla questa frattura, perchè comunque rappresenterebbe la fine della Lega per come l’abbiamo sempre conosciuta. Dubito che Bossi possa lasciare a Maroni la guida del partito, quindi l’ipotesi dello scontro totale porterebbe ad una fuoriuscita e alla probabile formazione di un nuovo partito, e ciò significherebbe un notevole minor peso politico delle 2 costole risultanti. E questo non può certo far piacere a nessuno dei due contendenti.

  6. Mmmmh previsioni, eh?
    A mio avviso, se la Lega implodesse, ci ritroveremmo con micropartitini ancora più rivolti a dx, ancora più sfacciatamente xenofobi. Era infatti la prospettiva di essere ‘partito di governo’ che, negli anni, aveva reso il movimento di Bossi un cane che abbaiava senza mordere. Ma se perdesse il peso che ha oggi, rischierebbe davvero di incarnare quella spinta verso la destra peggiore che si possa immaginare che oltretutto ha anche sempre grande riscontro in tempi di recessione…

  7. @ Tommaso: sicuramente molto dipende da Berlusconi, ma al contempo lui dipende (e viceversa) da Bossi. Se uno dovesse definitivamente cadere, l’altro farebbe molta fatica a stare in sella, sia all’interno del partito (forse possono aspirare al ruolo di “padri nobili”, ma poco di più), sia nel dettare le alleanze.
    Anzi, se Maroni dovesse prendere il controllo è facile pensare che volterebbe il timone per smarcarsi ulteriormente (IDV?)
    Concordo con le tue constatazioni sui “padri nobili” mancati della destra e rimpiazzati da Berlusconi, però credo anche che la destra abbia avuto gioco facile nel accettare proprio lui come simbolo politico: Berlusconi cavalca sentimenti ambigui della destra fra il conservatorismo, la rivalutazione del fascismo, lobby economiche, il mito del leader e un vago liberismo. Un pò come il PP spagnolo, incarna molte anime.
    Anime che potevano coalizzarsi solo in lui, sommergendo rapidamente le idee liberiste, meno rispondenti ai desideri italici…

    @ RW: premetto che non sono convinto che la frattura si risolverebbe in un 50-50%. Credo che Maroni avrebbe (almeno ora) gioco facile a coalizzare diverse anime della Lega e prendere il controllo di larga parte della stessa, dentro o fuori il partito per come è ora. Le gaffes di Bossi mi pare lo abbiano lasciato sempre più isolato al di fuori dei pretoriani del “cerchio magico” (che son con lui solo per interesse, e sui quali non si può contare) e molti militanti sarebbero pronti a scaricarlo per quanto la cosa potrebbe essere, soprattutto psicologicamente, traumatica. Quindi, non credo avremo due formazioni minori, ma una ancora rilevante ed una “oltranzista” come fu PRC dopo il congresso della Bolognina destinata a perdere importanza. Ipotesi mie.

    @ Carlo: sicuramente alcune frange virerebbero decisamente a destra, fra PDL e neo-fascisti o micro-indipendentisti, ma non vedo l’ipotesi di frantumazione in mille partiti come probabili: credo che molti seguirebbero Maroni, pochi Bossi e ancor meno sceglierebbero una terza opzione.
    La Lega è un partito fortissimo, con una grande identificazione dei propri militanti. La frantumazione li lascerebbe del tutto privi di identità politica. Già ora che è all’opposizione (ma anche l’anno scorso a Pontida) la Lega ha ricominciato a sbraitare col linguaggio “di lotta” dei primi anni. Tuttavia, credo che una “dirigenza Maroni” potrebbe ammorbidire questi caratteri e sdoganare parte della Lega come un partito di destra accettabile.

    @ Giovanotta: avevo letto il pezzo di Serra, sempre lucido nella sua ironia.
    La Lega fa molto folclore, ma resta un partito (sic) importante… quindi tocca anche starci attenti.

    Certo, guardiamoci bene dal fare di Maroni un santo ora! (tentazione che abbiamo già passato con Casini e Fini…)

  8. Sicuramente. La destra difficilmente sarebbe andata così avanti senza Berlusconi. Fini lo capì, a suo tempo, e ora è la terza carica dello Stato…D’altronde, come ricordi, non gli fu difficile accettarlo a livello di idee ed impostazione politica. Ma prima di tutto, secondo me, il collante è stato l’anticomunismo sbandierato da Berlusconi i primi tempi (e poi portanto avanti con successo). Anche in questo caso, come per il centrosinistra che si è unita nel nome dell’antiberlusconismo, anche il centrodestra è nato più come anti (comunismo) che altro.
    Com’era possibile unire altrimenti due anime come la Lega ed An (se pur all’inizio non unite in un unica coalizione) se non con lo scopo battere il nemico (il comunismo) per vincere e finalmente governare? In tutto questo non è da sottovalutare che mai in tutta la storia repubblicana un partito di destra o centrodestra non era mai salito al governo…

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