salus Kanzlerin

Tanto per cominciare, ci ricordiamo delle foto di Berlusconi e Confalonieri che suonano e cantano a bordo di una nave da crociera? Corsi e ricorsi della storia… sempre a fondo si va a finire.

Mi spiace dirlo, ma ellekappa ha proprio ragione….

 la cara Kanzlerin Angela Merkel rischia veramente di portarci a fondo insistendo ottusamente con la proprio ostinazione politica tutta volta ad vantaggi elettorali in patria nel vietare investimenti dell’UE per la crescita economica negli Stati in crisi e spingere esclusivamente per il rigore fiscale.
Ne sia ennesima riprova la cordiale (?) risposta alla richiesta d’aiuto “l’Italia può farcela da sola”. Ringraziamo ovviamente per il gentile attestato di fiducia, che certo i mercati apprezzeranno (?) ma almeno come missiva diplomatica riservata la Kanzlerin dovrebbe ammettere la necessità di un intervento….
Non si rende conto la Merkel (perchè è ormai chiaro che la responsabilità è politica ed è solo sua: anche gli economisti tedeschi si rendono conto dell’impellente necessità di pensare alla crescita economica- in Die Zeit) che gode di vantaggi enormi nelle proprie esportazione dall’euro debole di questi giorni?
Non si rende conto che i tassi d’interesse negativi sui propri Bund sono un segnale?
Non ha forse chiaro che la crisi greca si avvolge su sé stessa perchè i cittadini non possono sostenere il crescente carico fiscale tagliando i consumi?
Non ha visto i sorrisi di Monti e Cameron a Londra? Come pensa di interpretarli?

Ancora oggi arriva la notizia che con uno spread sceso a “solo” 404 punti la Kanzlerin tira nuovamente indietro sul fondo salva-Stati.
Quanto indietro vuole tirare?
Per l’amor del Cielo e soprattutto per amor d’Europa, qualcuno scuota politicamente la Germania! Prendete i benedetti tedeschi e fate tenere a loro quel referendum che Papandreu voleva per la Grecia: volete restare in Europa? Allora beccatevi tutto il pacchetto.
O, almeno, fategli tenere le elezioni per il rinnovo del Bundestag, ora! E’ inutile cambiare i governi di Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia se poi resta una Germania restia ad ogni intervento.

Salus Kanzlerin, salus Europae.

Caro Herrn Schulz, adesso che un tedesco socialdemocratico è presidente del Parlamento Europeo, pensate alla Germania.

***
aggiornamento: poiché la verità non è mai bianca o nera, ma ha diverse facce e sfumature, mi sento in dovere di precisare che per converso sono lieto che come italiani ci sia imposto questo rigore di bilancio. E’ un’occasione, forse l’ultima, per rimettere in corsa il nostro paese: occasione che dobbiamo assolutamente sfruttare per tornare a relazionarci alla pari con gli altri Stati europei, i quali altrimenti potranno sempre rinfacciarci le  nostre manchevolezze nazionali.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

10 thoughts on “salus Kanzlerin

  1. secondo una buona regola che vige da sempre in Europa, ognuno si fa i c..i suoi, e degli altri chissenefrega..
    nessuna eccezione, tranne scoprire poi che da sola la Germania non andrebbe da nssuna parte, la sua potentissima economia imploderebbe…qualcosa succederà, molto lentamente (i tedeschi sono impestati e nazionalisti da morire), ma succederà…
    quanto a Berlusconi e Confalonieri, ormai non fanno piu ridere….
    sono preistoria…

  2. Nessuno ormai da solo andrebbe da qualche parte.
    Il processo europeo, mal intrapresto, squilibrato, deficitario sotto tanti aspetti, è comunque, credo, un processo irreversibile.
    La denuncia che fai, Red, è vera e mi preoccupa: gli sforzi che stiamo facendo (che ci stanno imponendo, ma tendo personalmente ad accettarli perchè credo nella loro bontà) a livello nazionale potrebbero non servire a nulla, così come gli sforzi della Grecia, della Spagna, Portogallo e altri della stessa baracca.
    Non dimentichiamoci che la crisi che stiamo vivendo ha origini extranazionali (poi, ovviamente, aggravata da lacune politiche – e non solo – interne), e quindi è da li che potrà risalire (mi scuso per la vaghezza di questi discorsi).
    Difficile però che ciò accada se la Germania, lo Stato che è sempre stato quello trainante di tutta l’unione, non lo capisce e non si rende conto che per non piangere domani, è meglio sudare oggi.
    è poi triste vedere come decisioni di così vitale importanza sia (fortemente) condizionate da dinamiche strettamente interne: si terranno molte elezioni quest’anno in tanti paesi, tra cui anche la Francia, e questo è un rischio di forte stabilità, anche, credo, per i mercati.
    Per ora il nostro sistema tiene, anche se molto in bilico.

  3. Pingback: salus Kanzlerin- Rivistaeuropea

  4. proviamo un’analisi leggermente diversa?

    il deficit strutturale dei paesi del Mediterraneo non è forse determinato principalmente dai tassi incontrollabili di evasione fiscale?

    e allora qualcuno spiega al contribuente tedesco perché mai dovrebbe pagare lui le tasse che non pagano i camorristi di Gomorra?

    nessuno si faccia illusioni: per quel che so, la Merkel esprime il comune sentire della Germania.

    e in fondo ci sta anche aiutando a rimettere ordine nelle nostre entrate fiscali…

    un esempio solo: la Germania ha comoerato in Svizzera i CD con gli elenchi degli evasori esportatori di capitali, e li ha usati contro di loro.

    anche l’Italia ha prima comperato i CD dei suoi evasori, e poi ha deciso di NON usarli!

    ma vi sembra possibile nell’ottica di un tedesco?

  5. Pingback: 40. la Merkel ha ragione! « Cor-pus

  6. In realtà, ieri, alla chiusura dei mercati, lo spread è impennato di nuovo a 417 punti e, nel momento in cui scrivo, è alla soglia dei 430. La spiegazione (nonché la soluzione del problema) è sempre la stessa: fin quando la Merkel e gli altri Primi Ministri d’Europa non si accordano per una linea comune, che inizia con gli EuroBond, la crisi dei mercati non si placherà e la speculazione sul nostro debito ci condannerà eternamente ad una passione senza fine.

  7. @ luigi: per quanto posso dire io, i tedeschi sono meno nazionalisti di tanti altri popoli (francesi, ad esempio, ma anche noi italiani… si chiama “questione della colpa”).
    che da soli non vadano da nessuna parte, è incontestabile.

    @ tommaso: condivido tutto quanto scrivi.
    Ovviamente, la colpa non è solo della Merkel o della Germania: è una questione di coesione e di decisioni europee, che devono essere prese assieme. Un paio di anni fa, era la Polonia a tirare indietro (assieme alla sempiterna Gran Bretagna), oggi è la Germania che -dato il momento critico- si attira facili critiche da parte degli altri Stati.

    @ bortocal: in realtà, non ho alcuna difficoltà a condividere la tua analisi: ti do pienamente ragione sul fatto che i paesi del Mediterraneo abbiano seri deficit istituzionali e di legalità, che i problemi economici di questi paesi siano legati in buona parte a tali mancanze nazionali e che giustamente i tedeschi siano ritrosi a finanziare queste inefficienze (come ho scritto, vedere DDR).
    Concordo anche sul fatto che all’Italia facciano solo bene queste riforme radicali, prima fra tutte la lotta all’evasione fiscale.
    Quello che credo sia importante sottolineare è che al contempo dovremmo spingere per azioni comuni a livello europeo, magari non rivoluzionarie, ma che mostrino il chiaro intento unitario dell’UE.
    Per questo, la Merkel dovrebbe addolcire un pò alcune sue posizioni (mica tutte!) e accettare alcune minime concessioni.
    Anche perchè, come hai scritto anche tu, per il pareggio di bilancio occorre pure la crescita economica: se ci si avvia alla recessione per la troppa pressione fiscale, come in Grecia, non ne verremo mai fuori.

    @ giancarlo: “la Merkel e gli altri primi ministri d’Europa”. La chiave sta tutta qui: Gran Bretagna a parte, che conta poco perchè non è nella moneta unica, un’unità di fondo potrebbe esserci se solo la Merkel facesse un passo avanti…..

  8. …rigore e pareggio di bilancio: questo è il mantra da cui Frau Merkel non si allontana, nonostante la recessione e nonostante alcuni insistenti voci dissonanti provenienti dalla Germania stessa.
    La testardaggine con cui applica questo suo mantra mi ricorda assai l’ottusità degli ufficiali francesi alla fine della Prima guerra mondiale. Furono proprio loro ad imporre alla Germania le pesanti condizioni del trattato di Versailles. Condizioni che nel giro di breve si dimostrarono così dure e implacabili da rendere impossibile ai tedeschi rimborsare i danni di guerra.

    La Signora Merkel, senza rendersene conto, replica l’atteggiamento chiuso e indisponente che tanto fece per la triste fine della repubblica di Weimar.Ancora adesso i tedeschi vanno in fibrillazione al solo sentire la parola “inflazione” … nonostante ciò, proseguono imperterriti ad imporre rigore e tagli.

    Esempio di ricorso storico?

  9. @bortocal
    capito tutto tu…complimenti…
    che c’entra il razzismo??? ma stiamo scherzando??? la stessa cosa potrei dire dei francesi…razzista pure li???
    la mia era una critica al nazionalismo spinto dei tedeschi, comprensibilissimo, visto gli sforzi che hanno dovuto fare loro tempo addietro…

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