primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera

Doppio post oggi, cogliendo l’occasione data dall’ambivalenza del titolo.

1. Recensione 3: Primavera, estate, autunno, inverno … e ancora primavera è un film coreano di Kim Ki-Duk del 2003. Per me, è un film semplicemente bellissimo: una grande metafora di vita, splendide inquadrature, recitazione semplice ma perfetta per la trama ed estremamente coinvolgente nonostante la difficoltà di un film di quasi 2 ore con pochi dialoghi. Pochi dialoghi che potrebbero scoraggiare inizialmente lo spettatore, il quale resterà invece piacevolmente attratto dai magnifici paesaggi del lago coreano ove si ambienta tutto il film.
Potremmo definirlo un romanzo di formazione in filosofia buddhista quest’opera di Kim Ki-Duk, metafora delle cicliche peripezie umane per raggiungere la maturità, attraverso la ribellione, e la responsabilità sino al rappacificarsi  con il ciclo della vita e della tradizione. Ciclo che una volta giunto a compimento, dovrà ricominciare nuovamente con le sue sfide, i suoi errori e le sue maturazioni per ogni uomo.
Un film che consiglio senza dubbio.

***

2. L’altra “primavera” di cui voglio parlare è quella araba: oggi in Piazza Tharir al Cairo i manifestanti si riuniscono nuovamente per il primo anniversario della “Primavera Araba” egiziana del 2011 che depose Mubarak.
Da allora, l’Egitto e tutte le rivolte arabe, hanno affrontato una loro estate deponendo i regimi; un autunno sotto tutela militare; un inverno con le vittorie elettorali degli islamici (idea che contesto) ed una rinnovata primavera, tornando oggi in Piazza non solo per celebrare le vittorie di un anno fa, ma per rinnovarne lo spirito: per ricordare che il cammino è ancora lungo e la democrazia si esercita ogni giorno; per chiedere l’abolizione delle leggi speciali (tutte! non solo in parte come promettono i militari) in vigore da oltre 30 anni; per far sapere alla giunta militare che sono ancora vigili e per nulla soddisfatti di compromessi.
Insomma, una primavera per maturare e diventare responsabili come cittadinanza, come popolo. Dopo l’età della ribellione, l’age de la raison direbbe Sartre.
L’Egitto oggi rinnova la sfida a chi vorrebbe i popoli sotto tutela, a chi ancora ha paura della democrazia: gli egiziani non scendono in Piazza solo per ricordare, ma per andare avanti lungo una strada difficile e responsabile perchè il cammino non è finito, ma è appena iniziato (immaginate cosa sarebbe successo se nel 1918 i russi fossero scesi di nuovo sulla Piazza Rossa…). Rinnovo la mia ammirazione per questo popolo, che ci sta insegnando (come gli iraniani quasi tre anni fa), cosa vuol dire libertà (è partecipazione, direbbe Gaber, oppure: è sfida all’autorità, è scelta).
Certamente in Egitto ci saranno nuove estati, altri autunni ed altri inverni. Ma ci saranno sempre anche nuove primavere.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

5 thoughts on “primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera

  1. Ho seguito i moti libanesi, le rivolte yemenite, le primavere del nord Africa e spero che questo desiderio di democrazia non si assopisca ma che diventi veramente forme di governo eque e non filo religiose estremiste.

  2. attenzione alle generalizzazioni: da non confondere le rivolte per una democratizzazione del paese con le “pulizie” internazionali ( poi mascherate da “rivoluzioni” popolari)..

  3. @ Bruno: vorrei sapere dov’è la confusione…. ammesso e non concesso che il caso specifico dell’Egitto (e della Tunisia) fossero “pulizie internazionali”, cosa di cui -detto per inciso- dubito fortemente visto che quei leader facevano assai più comodo all’occidente che gli attuali, potrei capire tale ragionamento se ora gli egiziani accettassero buoni buoni la tutela militare (cui erano già sottoposti sotto Mubarak). Ma non mi sembra proprio il caso….
    Certo, se dopo pensiamo alla Libia o alla Siria, lì la situazione è diversa (lo testimoniano bene le posizioni di Cina e Russia).

    • Le “pulizie” internazionali non sono soltanto occidentali: il caso egiziano è esattamente l’opposto di quello libico. Le rivolte rivolte sono state anche cavalcate da quegli attori arabi che avevano interesse a detronizzare il faraone (vedi quadri militari e movimenti islamici). Ciò non sminuisce la lotta dei giovani di piazza tahrir che vanno semplicemente ammirati per ciò che hanno fatto e che continuano a fare.

  4. Non ho visto il film (ma accolgo con piacere il tuo consiglio)… quanto alla primavera araba è sicuramente qualcosa di estremamente positivo e promettente. Ora che diversi popoli del Maghreb sono riusciti a liberarsi dal giogo delle dittature gli aspetta un percorso, che come giustamente fai presente, è molto lungo e difficile e che mi auguro li porti alla tanta agognata democrazia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: