cercando il peccato

Suscita grande scandalo fra i fanatici cristiani la rappresentazione della piece teatrale “Sul concetto del volto del Figlio di Dio”: sia a Milano, sia prima a Parigi alcuni integralisti religiosi (qui Militia Christi, lì Action Française), convinti di dover essere i custodi dell’onore, della dignità della religione e dell’ortodossia delle arti verso la chiesa manifestano veemente. Come se ne andasse dell’eresia più temibile per le anime umane e per la salvezza della chiesa.
Questi protestanti, presumibilmente, non hanno letto “l’eletto” di Thomas Mann. Immagino sarebbe chieder loro troppo.
Presumibilmente gli stessi non hanno chiaro di vivere in uno Stato di diritto pluralista, dove la diversità di idee è tutelata dalla Costituzione.
Né, sempre presumibilmente, hanno chiaro i concetti di “libertà d’espressione” e “libertà artistica”.

Anzi, tanto presi dalla questione, hanno ritenuto di dover celebrare una messa riparatrice. Per la salvezza delle anime, suppongo. Ma di quali? Non certo delle loro, che sono immacolate per definizione, o per lo meno per non aver partecipato né assistito alla rappresentazione.
Per quelle di attori e spettatori? Fosse mai che a questi fanatici (è bene chiamarli col loro nome) passi per la testa la possibilità che qualcuno non crede all’anima o che vuole liberamente bruciare all’inferno….

Ma, come sempre, il diavolo sta nei dettagli. Ed io proprio questo diavolo voglio andare a scomodare: una foto più di ogni altra mi ha colpito, quella in cui un manifestante reggeva un cartello con su scritto “padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno“.

Troppo bella!

La cosa in sé è geniale: costoro invocano il perdono per i peccatori, argomentando con biblica citazione che essi “non sanno quello che fanno”.
Per chi mi segue: è la stessa situazione degli indipendentisti veneti.
Ovvero, si chiede l’assoluzione (dai peccati) per la loro ignoranza.
Che goduria per un giurista! Massì, perchè noi pensiamo immediatamente : art. 5 c.p. Nessuno può invocare a propria scusa l’ignoranza della legge penale.
Il che, nel caso di specie è ancora migliore: i fondamentalisti accusano di fronte a dio, alla chiesa e alla società intera per i “peccati” e al contempo ne invocano l’assoluzione per ignoranza.
La contraddizione è deflagrante. Aggravata dal fatto che logica ultima di questi manifestanti è l’uniformità socio-culturale (almeno) italiana nel segno della fede cristiana, quindi la piena conoscenza dei peccati e delle offese a dio da parte di tutti (a meno che non vogliamo aprire la polemica dichiarando che la chiesa ci vuole ignoranti in materia di fede e religione…).

Volendo tirare fino alle estreme conclusioni il ragionamento, dovremmo ritenere che i manifestanti invocano il perdono per i (supposti, non lo sappiamo né noi, né i manifestanti) “infedeli” proprio per il fatto di non essere credenti!!
Non è forse questa la radice di ogni fondamentalismo?

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

5 thoughts on “cercando il peccato

  1. Pingback: il peccato impossibile. « Cor-pus

  2. Le solite polemiche inutili e fuori luogo, finchè esisterà il laicismo ogni produzione può argomentare come meglio crede le proprie opere. Sinceramente io sarei per una libertà totale di parola, a patto che non si scenda in quelle fattispecie che il codice penale stabilisce come reato…

    Comunque l’Italia pare un paese avanzato, in confront a certa popolazione USA che crede davvero che il mondo sia stato creato 6.000 anni fa….

  3. le solite polemicucce da due soldi, che però magari portano pubblicità allo spettacolo…
    siamo un paese pieno di contraddizioni, siamo cattolici, ma ci vergognamo di esserlo…
    diciamo di essere laici, però l’80% è cattolico….mah….
    libertà di tutto, mica come ai tempi dell’Inquisizione…e se la Chiesa borbotta, pubblicità garantita allo spettacolo (vedi codice da vinci..)

  4. spero e confido che con “le solite polemiche” vi riferiate alle proteste…
    Sono anche io totalmente a favore della libertà di manifestazione del pensiero, entro i limiti previsti dalla legge. Mi domando soltanto a) che necessità vi sia di tali manifestazioni; b) con che diritto i manifestanti si ergono a difensori della chiesa (che si difende bene da sola) e campioni dell’italia.
    Diciamo che quando vedo simili manifestazioni credo si sia già perso gran parte dell’equilibrio fra laicità e fede. Anzi, le trovo profondamente violente e fondamentaliste: credo sia bene dire che sono uguali ad ayatollah e talebani.

    Sul fatto che l’Italia è un paese cattolico: sono d’accordo, solo però se inteso nel senso di Croce (la nostra è una cultura plasmata dal cattolicesimo), quanto alla pratica reale sono molto più in dubbio. Sia perchè quell’80% è falsato (siamo “obbligati” ad essere battezzati), sia perchè poi nella pratica pochissimi si attengono ai precetti morali (mica quotidiani) del cristianesimo.

  5. ai ragione..allora preciso siamo obbligati a essere cattolici..e siamo l’80%
    poi ci sono i credenti e praticanti come me..ma cosi scendiamo a meno della metà:))

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