cercando la zona grigia

Un interessante reportage ieri sera de “gli intoccabili” su La7 analizzava il massiccio ritorno dell’eroina a Perugia.
Il reportage ne portava alla luce diversi aspetti: dalle cause (i problemi della città) alle facilitazioni (certe pratiche degli avvocati), al contrasto e alle soluzioni messe in campo.

Particolarmente  interessante era tutta l’analisi sulla connivenza fra economia criminale legata allo spaccio ed economia legale. Una sorta di “zona grigia” intermedia fra legalità e criminalità che in qualche modo permette il diffondersi di quest’ultima accettando di convivervi per gli evidenti vantaggi economici che comporta.
Alcuni semplici esempio: i baristi che “chiudono un occhio” quando gli spacciatori entrano nei loro locali perchè lasciano mance di 50 €; i negozianti che “chiudono un occhio” sulla provenienza del denaro col quale gli immigrati fanno grandi acquisti “senza neanche guardare il prezzo”; ovviamente gli avvocati; magari qualche commercialista e dottore; i proprietari di immobili che possono affittarli in nero senza troppe preoccupazioni.

La situazione ricalca in fondo quello stereotipo che si era largamente diffuso anche fra economisti e giuristi negli anni ’80, secondo cui l’economia legale ma sommersa poteva essere persino positiva perchè consentiva di avere un circolo di denaro e consumi aldilà delle previsioni econometriche e persino delle “riserve” di valuta in periodi di relativa crisi.
Idea che in fondo hanno cercato di propinarci anche nel 2008.

Ma l’aspetto che personalmente trovo innovativo, a pensarci, è un altro: è la semplice constatazione di come ogni aumento di legalità scopra e permetta di scoprire zone di illegalità sempre maggiori. Altrimenti detto, ogni “luce” di legalità che si proietta su una “zona grigia” d’ombra di criminalità ne illumina spazi molto maggiori di quanto non sia il fascio luminoso in sé. Un cono luminoso che si irradia.
Faccio un esempio per cercare di chiarire l’idea: i proprietari di immobili  perugini che accettassero solo affitti regolari, ciò automaticamente consentirebbe l’identificazione degli stessi, delle loro fonti di reddito, un controllo sui loro consumi e sulle presenze nel locale.


Molti degli strumenti di controllo per tali situazioni già esistono, e sono ben coordinati.
Ciò che manca è l’applicazione di anche uno solo di essi, semplicemente perchè la cittadinanza non lo vuole. Manca una percezione comune del bisogno di legalità, del rifiuto della convivenza-convenienza.

Un pò come il famoso “redditometro”: basta sapere che XY dichiara tot. per capire rapidamente che non può permettersi di comprare tot+100. Avendo un dato, già col secondo si ottengono risultati.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “cercando la zona grigia

  1. Siamo il paese della zona grigia, Ustica, strage di Bologna, fondi neri, i capelli di D’Alema, l’attentato Falcone-Borsellino e chi più ne ha e più ne metta.. Nel vicentino si sente dire che il nero fa muovere l’economia, dopo i controlli della finanza di Nero è rimasto l’operAio senegalese nelle fabbriche a farsi il culo sottopagato! Ciao

  2. …in Italia esiste un verbo proscritto, eradicato, bannato ed è il verbo C O N T R O L L A R E.
    Guai a pronunciarlo in pubblico: subito sull’incauto piovono insulti o frasi pesanti circa l’esatta origine dei suoi avi. Se vuoi controllare sei a) un rompicoglioni, nel migliore dei casi o b) sei un pericoloso fascista, caso più ricorrente.

    In Italia, patria del diritto, si fanno tante leggi (troppe, direi …) su qualunque argomento, ma si confida sul senso civico dei cittadini per il rispetto dei dettami. Fantascienza!

  3. …e la filosofia del “non si può fare altrimenti”, “sì, sei bravo a parlare, ma se pago le tasse mi rovino”, “belle parole, ma hai visto che crisi?” ::-:: ovvero, tutti noi vorremmo essere onesti, ma proprio non possiamo permettercelo…

  4. Che dirvi, putroppo è così. Lo constatiamo ogni giorno.
    Olivier, credo comunque che i casi siano statisticamente invertiti: abbiamo un elevatissimo senso di “rompicoglioni” quando qualcuno si impiccia dei nostri affari, fosse anche la polizia. In fondo è la cosa più semplice, ricorrere alla categoria del fascismo richiede una certa elaborazione…
    Quanto al senso civico: sarebbe la prima riforma da fare. Fosse per me triplicherei le ore di educazione civica sino in quinta liceo e la renderei materia d’esame di Stato.

  5. siamo un paese grigio…
    ci sarebbero anche gli strumenti per controllare, ma chi li usa???
    è cambiato il governo, non i governanti…

  6. Pingback: Legalize, eventually maybe | I discutibili

  7. Pingback: Pillole di giustizia: io patteggio | i discutibili

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