l’arte delle primarie

Primarie del centrosinistra a Genova: due, dico due candidate del Partito Democratico nuovamente battute (dopo Milano, Cagliari, Puglia e qualche altra città che non ricordo) da un candidato indipendente e sostenuto “sinistra radicale”.
Mannaggia i pescetti, PD che combini??

Diciamolo: nulla di male nella vittoria di Doria, con l’appoggio -credo fondamentale- di Don Gallo.  Mi sto convincendo sempre più che le primarie funzionino davvero nel selezionare i migliori candidati possibili.

In fondo persino Genova potrebbe confermarcelo: la signora Vincenzi non la sopportava più nessuno e candidarla sarebbe stato un suicidio (lei ha poi voluto assolutamente correre alle primarie, liberissima, ma pronta a subire la sconfitta); la signora Pinotti (per quel poco che ne so) se ne intende più di difesa che della città marittima, con l’aggravante di essere ben vicina alla curia.
Ed il PD della guerra delle due rose ha perso. Con rispettivamente il 27 ed il 23% fronte al 46% di Doria. I numeri sono chiari: gli elettori del PD potevano imporre una candidata, ma si sono spaccati. Le primarie servono anche a questo: a dividersi per confrontarsi tutti, non lo troverei giusto se fossero prima “filtrate” dal Partito.
Eppoi, il PD avrebbe davvero vinto con un candidato solo? I dissapori fra le due candidate (e suppongo l’elettorato che le rappresenta) lascia pensare il contrario.

Ora anche il Partito Democratico deve compattarsi a sostenere il candidato scelto dalla cittadinanza, come già fece con Pisapia con ottimi risultati. Sappiamo che il PD può farlo, ma ogni volta dobbiamo temere che faccia qualche tiro mancino: sarebbe di una stupidità infinita.

Comunque i numeri non sono negativi: 25.000 elettori, anche a Genova, non sono pochi. Specie dopo il freschissimo scandalo Lusi e specie dopo tutti i sacrifici che il PD sta facendo ingoiare al suo elettorato per sostenere il governo Monti.
Segno che la serietà e la partecipazione pagano.

Il Partito Democratico ancora una volta ha solo da imparare dal proprio elettorato, dallo strumento delle primarie che ha fortunatamente adottato.
Non sempre i risultati sono quelli sperati dalla dirigenza (che infatti ora si dimette: secondo me non ve n’è ragione, anzi è stupido), ma aprirsi a forze nuove che vogliono cambiare è sempre una scelta intelligente, a prescindere dall’appartenenza o meno a partiti diversi.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

2 thoughts on “l’arte delle primarie

  1. Sto scrivendo anche io un post sull’argomento che pubblicherò domani. Ancora una volta il PD ha dimostrato di non saper intercettare gli umori e le istanze del popolo che dovrebbe rappresentare. Bastava far un giro a Genova e chiedere cosa ne pensasse la gente del proprio sindaco e ci si sarebbe accorti che la Vincenzi è (giustamente) detestata da chiunque abbia un minimo di buon senso, al di là dell’appartenenza politica.
    Quello che poi sono riusciti a fare i dirigenti liguri del PD (io invece penso che le dimissioni siano sacrosante) con queste primarie ha del genio. Neppure Tafazzi sarebbe riuscito a tanto!

  2. RW: sai perchè sono contrario alle dimissioni dei dirigenti? perchè ho l’impressione che le si faccia sempre più dipendere dal risultato del PD alle primarie piuttosto che dal reale contatto con il territorio (città).
    Insomma, solo perchè il PD vince o perde si conferma in automatico la dirigenza. Mi pare una scelta stupida: la dirigenza va confermata o cambiata in base al lavoro sul territorio, sull’amministrazione e sul partito.
    Se per ipotesi Vincenzi o Pinotti avessero vinto la dirigenza avrebbe improvvisamente ben lavorato? No di certo.
    Per questo servono i congressi.

    Concordo con te sul fatto che il partito di nuovo non abbia intercettato i sentori della città. Per questo rivaluto le primarie: sono un buono strumento per tenere incollato il partito alla cittadinanza, per capire veramente cosa serve e cosa la città vuole, per scegliere la persona migliore per farlo.

    Aspetto con interesse il tuo post, non essendo di Genova io mi sono attenuto a considerazioni generali ma senza dubbio la tua visione da insider potrà essere più approfondita.

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