cercando il posto fisso

Mannheimer ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo con le statistiche relative ai desiderata lavorativi dei giovani italiani fra i 18 e 34 anni. Il dato risultante mi ha sconvolto: l’84% dei giovani (!) vorrebbe il posto fisso e per questo sarebbero disposti anche a guadagnare meno.

Per introdurre l’argomento faccio subito due premesse, così dopo non ne parliamo più: 1. Io forse sarò un alieno nel panorama giovanile italiano, abituato troppo bene a viaggiare, ad aprirmi a prospettive e possibilità diverse.Mio padre (così come mia madre), che si è fatto tutta la carriera dal basso senza avere un titolo di studio ma solo con la gavetta sino a diventare dirigente, mi ripete sin da quanto avevo 15-16 anni che per la mia generazione il posto fisso sarebbe stato un’utopia, che dovevo essere pronto a cambiare. Insomma, mi hanno abituato all’idea di essere reattivo, pronto ai cambiamenti, aperto. 2. Ovviamente le situazioni vanno distinte: Potrei ben capire le risposte date se gli intervistati fossero dei 40-50enni, con responsabilità precise davanti dettate da una vita già definita (casa, mutuo, famiglia, moglie/marito…); lo capirei (purtroppo) anche se stessimo parlando di operai con serie difficoltà a cambiare impiego o di persone con già diverse delusioni professionali alle spalle.

Ma non posso accettarlo da ventenni laureati! Da loro mi rifiuto di capirlo! Questi risultati mi lasciano davvero senza parole. Sono questi i giovani italiani? Ma questi sono dei giovani già vecchi!
Solo il 14% accetta la flessibilità del futuro, il rischio ma anche la magnifica possibilità di cambiare più impieghi, di vivere molte esperienze.
Solo il 56% poi è disposto ad andare all’estero.
E soprattutto i laureati sono i più restii a trasferirsi! (non si specifica se solo in Italia o anche all’estero).
Sono dati terrificanti: dati che mi mostrano i miei coetanei bloccati in schemi superati, schemi dettati dalla paura, certo, ma anche da una grandissima sottovalutazione di sé. Questa è una logica che poteva valere 30-40 anni fa, non nel 2012. Queste sono risposte che è lecito aspettarsi da persone mature legate a responsabilità che vanno ben oltre quelle professionali. Più orientate al presente che al futuro.

A vent’anni si deve aver sete di opportunità, di cambiamento, cercare possibilità, strade nuove. Sfide. Non delle certezze. Non si può desiderare la sicurezza a vent’anni! E’ la morte dello spirito. E’ la preparazione per un futuro di rimpianti. E’ un blocco totale della società se i giovani sono conservatori quanto i loro genitori.
Sentite cosa scriveva Mark Twain: “Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.” 

Capisco che in un momento di crisi e d’incertezza come il presente l’idea dei padri del “posto fisso” abbia una fortissima attrazione, ma per delle persone di vent’anni, con una buona (media o alta) formazione, con tutta la vita da vanti (mille vite davanti) una risposta simile è sconcertante.

Come potremmo lamentarci dopo che l’Italia è in declino?

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “cercando il posto fisso

  1. meno male che queste cosele scrivi tu che hai una quarantina d’anni meno di me, io non avrei potuto.
    io comunqu a 56 anni me ne sono andato in Germania e mi sono riciclato in una nuova esperineza, ed ora rieccomi qui, rifiutando una pensione maturata da anni.

    è il rapporto psicologico col lavoro che impressiona in questi risultati.

  2. Dici cose giuste, e so che in altri stati meno mammoni i figli vengono spronati a fare esperienze. Io col mestiere di cuoco ho fatto mezza Italia e poi una volta sposato ho trovato il posto fisso, più per necessità ma è una tristezza sempre li tutti i giorni… Non è sempre facile quindi se potete e siete giovani diversificatevi..ciao red
    Se ti candidi attento alle primarie delPD, fatti scegliere dal Sel, solitamente i loro candidati passano .. Ha ha ha 🙂

  3. @ bortocal: pensa che su questo tema ho avuto una fortissima discussione con un compagno della mia età (laureato anche lui e praticante presso un ottimo studio legale) che invece insisteva sul valore del posto fisso. Addirittura estendendolo anche ai laureati (avvocati, bancari…).
    Capisco la garanzia di un impiego (che dovrebbe essere piuttosto di un reddito…), ma siamo veramente bloccati!
    Comunque complimenti per aver cambiato così radicalmente a 56 anni.

    @ ilsonnambulo: devi avermi letto nel pensiero, perchè il post seguente è perfetto per te! Ok, non sono primarie (non le faremo perchè abbiamo tentennato troppo) ma ne vedremo delle belle…
    Posso confermare quanto dici sugli altri Stati: obbligo di stages, alloggi fuori casa a prezzi convenienti, trasporti pubblici… tutto efficace per mandare i giovani per la loro strada senza caricarli sulle famiglie.
    Per un tedesco sarebbe impensabili di avere i figli a casa o totalmente a carico ancora a 25 anni. Così per un giovane sarebbe impensabile di restarvi.

  4. Mi piace leggere il tuo blog, Alberto. Anch’io credo che è molto importante esplorare in gioventù, anche nell’età avanzata! La morta dello spirito è una cosa deplorevole.

    Inoltre, penso che la vera sicurezza economica non è tenere un posto fisso, è piuttosto di vivere molti esperienzi e potere fare molte cose differente. Il mundo cambia rapidamente e la flessibilità è ora più sicura che la rigidezza. Anche un posto fisso potrebbe spare…

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