quanto vale un segreto?

Un segreto vale moltissimo.
Così la privacy.

Solo google non sembra pensarla a questo modo. Né teletu.
Forse sono arrivate anche a voi  le telefonate di quest’ultimo che offrivano sconti in bolletta a condizione di dare il nome di amici e conoscenti da contattare per offerte commerciali.
Oppure avete letto che google vuole comprare i dati sul vostro traffico in rete.

A che  prezzo?
5 euro al mese, (o 5 dollari). Entrambi.
Salvo, nel caso di google, la possibilità di un piccolo aumento e offerte famiglia (100 all’iscrizione, 20 al mese).

Quando me l’hanno proposto quelli di teletu ho semplicemente declinato. In realtà avrei voluto risponder loro (almeno alla seconda chiamata insistendo che “cinque euro sono uno sconto importante”) che in tutta onestà non avrei fatto il delatore dei miei amici per 5 euro.
Non lo avrei fatto neanche per 50. Per principio.
Avrei, lo riconosco, potuto mettere in discussione il mio principio intorno ai 500 euro. Ma qui siamo nel mondo dei desideri.

La stessa cosa penso di google: tutti i miei dati di traffico mensile in rete? Ma ve lo potete scordare! Qui non stiamo parlando di “delazione”, o di rivelare dati altrui: in questo riconosco che teletu è davvero carogna. Qui, almeno, i dati sono miei. Magra consolazione, ma almeno lo scambio è equo.
Qui non entra in gioco la fiducia dei terzi, né la loro privacy. Qui è solo questione di privacy tua.
Ma mi cambia poco: tengo troppo a quel “velo di oscurità” che impedisce alle mie azioni di divenire di dominio pubblico per rinunciarvi per una cifra tanto irrisoria.
Anzi, la proposta mi offende.

Però scommetto, anzi: sono certo, che non tutti la pensano come me. Probabilmente entrambe le società hanno trovato svariate persone disposte ad accettare lo scambio.

Vale così poco un segreto?
Forse un segreto non è. Allora, valgono così poco i nostri dati riservati? Vale così poco la nostra privacy? La nostra intimità?
Credo che non accetteremo mai se qualcuno dovesse piazzare anche solo un registratore 24/7 in casa nostra. Ma per i dati degli amici o del nostro traffico internet la cosa è diversa…. accettiamo un’eccezione senza troppi patemi d’animo.
Per conto mio credo sia un errore: sono dati sensibili, nostri od altrui, sono dati con un grandissimo valore. Le imprese pubblicitarie e di telefonia lo sanno: possono organizzare pubblicità mirate, regolare il nostro traffico telefonico. Valgono milioni potenzialmente. Infatti google li vuole quei dati (come ci aveva provato già facebook).

Informazione è potere!

Dovremmo prenderne coscienza.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

8 thoughts on “quanto vale un segreto?

  1. Mah, questa poi non è nemmeno una novità: ho visto spesso pubblicità di Sky in cui si offrono sconti agli abbonati in caso ‘portino un amico’, la stessa offerta veniva fatta, anni fa, da una nota compagnia di vendita di cd e libri per corrispondenza… Certo qui c’è un pò il ‘salto’, nel senso che più che ‘portare un amico’, si punta a farsi direttamente i suoi dati… Del resto, la ‘relativizzazione’ della privacy ha subito un’accelerazione improvvisa dopo l’11 settembre, col principio secondo cui ‘chi non ha nulla da nascondere, etc…, etc…’. Come scrivi tu, la personalizzazione delle offerte commerciali è diventata l’ultima frontiera del profitto: ma perché essa funzioni bisogna conoscere in tutto e per tutto il cliente, e qui entrano in gioco i social network, che sono uno strumento formidabile per ‘conoscere’ le persone e capire i loro ‘desiderata’… P.S. Scusa se ti commento meno di quanto tu non faccia da me… i tuoi post sono sempre articolati e interessanti e non sempre c’è il tempo di leggerli con calma… 😉

  2. Pensa che se vuoi condividere su FB musica con Shazam, gli devi permettere di poter usufruire dei tuoi dati anche se non collegato. E dopo cosa vuoi , il mio c/c ?

  3. delle due ho ricevuto solo l’offerta di google, e ho risposto di no d’impulso, per semplice fastidio.
    grazie, perchée adesso ho capito di avere fatto davvero bene.

  4. hai ragione,tuttavia penso anche che non siano solo queste due aziende a non rispettare la nostra privacy.Telecamere per la nostra sicurezza e altro ci controllano 24 h su 24,la cosa che mi turba è che venga spacciata come una grande occasione-per 5 euro!-e quelli che senza pensarci due volte fanno il nome ,non di un pericoloso dissidente ..ma di un amico o amica per pochi denari e una rottura di palle infinita nel mondo delle Offerte.
    In edicola mi telefonano almeno 8 volte al giorno per propormi offerte e risparmi.
    ciao!

  5. TeleTu è telefonia fissa giusto? Io, per evitare di essere seccato da telefonate commerciali sul telefono di casa, mi sono iscritto al Registro delle Opposizioni e da allora nessuno mi ha più contattato (prima era un via vai di proposte).

    Sul merito del post: quanto vale la nostra privacy? E’ una bella domanda. Direi anzi che è una domanda centrale in una società come la nostra, in cui le informazioni personali sono diventate un bene preziosissimo.

  6. è una tecnica ormai largamente diffusa, ci provano, al massimo si risponde NO…
    la privacy ormai è in disuso, bisogna prenderne atto e bon…

  7. @ crimson: uffa! io speravo di aver colto una novità…. Però mi pare che questi fenomeni siano comunque diversi dai precedenti: “porta un amico” implicava il consenso dell’amico, inoltre l’accesso di google alle informazioni e molto più pervasivo di quanto mai prima, totalizzante direi.
    Non ti scusare per i pochi commenti, apprezzo sempre i tuoi contributi e capisco bene che siano limitati alle capacità (tempo!!!) di ciascuno. Eppoi la mia produzione, lo riconosco, è veramente esigente.

    @ ilsonnambulo: idem per vuze, ma li almeno si possono limitare la cartelle accessibili.

    @ bortocal: io sono per una grandissimo rispetto della privacy, specie in rete: i dati sono preziosi e troppi li trattano con leggerezza. ci sarebbero altri mille strumenti da adottare…

    @ allegriadinubifragi: ma la disgregazione dei rapporti sociali fondamentali era già in corso ben prima della crisi! Anzi, forse la crisi permette di rinsaldarli in alcuni casi.

    @ viga: verissimo! Barabasi (di cui parlo in un altro post) ipotizzava persino un sistema “lifelinear” che ci rintracciasse tramite dati pubblici in ogni momento della vita. pura fantasia?
    A me, personalmente, danno fastidio anche le telecamere: fra private e pubbliche ormai sono talmente tante che non ce ne rendiamo neppure più conto. Una delle prime cose che potendo farei sarebbe ridurle drasticamente.
    Quanto alla “grande offerta”: concordo con te, è una presa in giro ed un’offesa. Gli averi volentieri risposto “per 5 euro??? ma fammi il piacere, va!!”

    @ RW: il colmo è che sono iscritto anche io al registro delle opposizioni!!! E lo ripeto ogni volta, ma puntualmente constatano di non saperlo perchè sono da call-center diversi. La prossima volta gli scrivo una lettera dallo studio legale intimandogli di smetterla.
    Come rispondiamo alla domanda? In Cina gli hacker dicono “un nome, un dollaro”….

    @ luigi: sarà anche in disuso, ma io non ho alcuna intenzione di prenderne semplicemente atto…

    intanto non so se avete letto di Google che avrebbe applicato un algoritmo per controllare il traffico degli utenti del browser Safari….

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