lo stato del presidente

La Merkel glissa per la seconda volta l’incontro con Monti per discutere le strategie economiche per uscire dalla crisi, stavolta il Presidente del Consiglio italiano avrebbe mediato per la Grecia (che tornava buono anche a noi….). Che sia una precisa strategia della Kanzlerin, un pò come sedersi al tavolo e ripetere a Monti “non ti sento non ti sento non ti sento gngnengnge”?

Poverina. Ma stavolta almeno era scusata. Ecco le prove, reperto unico: il libretto delle assenze di Angela Merkel.

Mettendo da parte le battute, in effetti stavolta la Kanzlerin un buon motivo per starsene a Berlino ce l’ha: quel bricconcello di Wulff si è dimesso. Bricconcello che, per inciso, sarebbe giusto giusto il Bundespraesident. Il presidente delle Repubblica Federale.
Oh cazzo!
Come prevedevo nel post citato, tocca eleggerne il terno in meno di tre anni. Mica male come record.

[Presidente federale: 1. come io vedo me stesso; 2. come mia moglie mi vede. 3. come i cittadini mi vedono; 
4. come mi vedono i giornalisti; 5. come mi vede Angela Merkel; 6. come sono in realtà]

Vi ho già raccontato la vicenda del presidente Wulff (un piccolo affaire di prestiti un pò troppo agevolati) e abbiamo anche già analizzato la vicenda nei suoi aspetti di sociologia comparata (neanche i tedeschi sono santi come pensano, anche loro hanno le loro pecche. Ma almeno hanno il buon gusto di dimettersi). Wulff, aggiungendo una improbabile difesa al suo comportamento poco corretto, ha tentato di sviare la questione (anche con una vacanza in Italia), i giornali lo hanno ben tampinato ed ora siamo all’epilogo con le dimissioni. Dimissioni perchè un presidente deve anche essere d’esempio, come scrive lo Spiegel.
Le considerazioni di mesi fa non cambiano, cambia solo la tempistica: Angela Merkel si trova con una brutta gatta da pelare: Wulff era un discreto compromesso per il partito e avrebbe potuto esserlo anche per lo Stato con un grosso danno d’immagine e politico. Tentennare non paga, ne abbiamo la riprova.

[sondaggio del settimanale Der Spiegel: per il 77% dei tedeschi Wulff avrebbe dovuto dimettersi "molto prima";
solo 13% ritiene che avrebbe dovuto rimanere al proprio posto]

Così oggi lo Spiegel può aprire il suo articolo decretando che “eleggere Wulff a Presidente Federale è stata l’idea politica più stupida dello scorso anno“. Giudizio impietoso: “è progressivamente divenuto chiaro che la Germania non aveva un uomo di Stato come presidente ma un arrampicatore politico” (!) “naturalmente vige anche per il Presidente la presunzione d’innocenza, ma per i rappresentanti dello Stato vigono anche altre aspettative”– Spiegel. Oppure Die Zeit: “l’affaire Wulff ha offeso molti cittadini. Persone che pagano personalmente le proprie vacanze e che comprano casa con crediti a condizioni di mercato. Impiegati pubblici ai quali è vietato come tali prendere anche una sola biro“.

Nota positiva? In qualità di Presidente Wulff godeva di un’immunità funzionale: il Bundestag avrebbe dovuto votare per consentirne il processo. Invece con le sue dimissioni si presenta spontaneamente alla procura di Hannover. Altro mondo.
Addirittura il settimanale diretto da Giovanni Di Lorenzo rileva come i criteri di giudizio siano oggi in Germania più severi che un tempo. E soprattutto come i media svolgano un fondamentale ruolo di sentinelle.

Pure Frau Merkel tenta ora di salvarsi in corner, chiedendo nel momento di crisi della politica (eh, per i tedeschi questa è crisi… “una caduta senza paragoni nella storia del Paese”- lo Spiegel; similmente in Die Zeit ) un candidato comune di FDP, Verdi, SPD, CDU-CSU: impietosi anche verso di lei, i giornali “Wulff era il Presidente di Angela Merkel… nell’ affaire del Presidente ha fallito” (“versagen”, che in realtà ha un giudizio molto più forte)- Spiegel.
Tenta insomma di parare il colpo, evitando una probabilissima disfatta al prossimo Bundesversammlung che con alte probabilità coronerebbe un Presidente scelto dalle opposizioni (già i liberali del FDP avevano da tempo tolto la fiducia a Wulff, il salto potrebbe compiersi del tutto). Anche perchè nel Bundesversammlung i delegati (soprattuto quelli dei Länder, scelti dai partiti ma ad essi non vincolati) godono di grande libertà di voto.
Certo, se la sinistra SPD-Verdi accettasse una soluzione simile senza riuscire ad imporre un proprio candidato, sarebbe una sconfitta politica: un’occasione persa per dare il KO alla Kanzlerin degna del Partito Democratico nostrano.

E già si accavallano speculazioni: che farà l’FDP? Gauck? Steinmeier? persino la stessa Merkel…

L’analisi di Ezio Mauro per Repubblica.

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2 thoughts on “lo stato del presidente

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