17. Bertold Brecht

“Ciò che accade tutti i giorni non trovatelo normale.”

Bertolt Brecht

Il giurista che è in me sente la necessità di una glossa per questa citazione: sono convinto che Brecht non
pensasse alla "normalità" nel senso di norma giuridica, tuttavia la sua affermazione mi spinge ad una riflessione
in tal senso. Secondo una definizione di "norma" che mi sento di condividere in larga parte, essa sarebbe la
"ratio comune a l'id quod plerumque accidit" (la ragione comune a ciò che accade per lo più, vedi Bruno Leoni)-
tale definizione è stata in voga per diversi secoli, in particolare per tutto il Medioevo. Quindi la legge
dovrebbe riprendere tale ratio e farne la logica comune inerente alle sue disposizioni (ecco anche il senso
"normalizzante" della legge).
Ora arriva Brecht e ci dice che non dobbiamo trovare "normale" ciò che accade tutti i giorni (sovrapponibile
senza problemi a quel "per lo più" della tradizione latina). Insomma, che non dobbiamo considerare come logica
e fondante di un sistema ordinato questa frequenza fattuale nel ripetersi di certi atti o comportamenti. Se
Brecht fosse stato giurista avremmo facilmente ritrovato in tale affermazione la scuola "Pandetistica" e della
Giurisprudenza dei concetti, così come vi avremmo intravisto una reazione alla definizione schmittiana di sovrano
come "colui che può decidere sullo stato d'eccezione" e al periodo nazista. Ma Brecht è commediografo e poeta...
Come possiamo interpretare allora questa sua affermazione? Francamente dal punto di vista giuridico mi spiazza.
Capisco bene il rifiuto della "normalità" con cui i cittadini tedeschi accettarono il nazismo, ma come trarre una
norma da ciò? Che non vi sia alternativa all'anarchia? Ma Brecht è comunista fino in fondo!
Credo allora non resti alternativa che aggrapparsi a quel diritto di libertà, diritto di dissentire di Rosa
Luxemburg, a quella stessa idea di Barabasi di "entropia" nelle nostre vite per non essere pecore del gregge:
essere "dissenzienti" non tanto a parole o pensieri, quanto nelle nostre azioni quotidiane, ovvero non accettare
come necessaria ed ovvia la pratica quotidiana della maggioranza, la "realtà dei fatti": abbiamo sempre un'
alternativa.
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Questa voce è stata pubblicata da il pescatore di perle.

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