cherchez la femme

Tutto il mondo parla dello scandalo mazzette della Lega Nord a Milano, visto che siamo l’8 marzo io torno col pensiero a quella simpatica battuta maschilista del mio prof al liceo per la festa della donna: “festeggiamola pure oggi, tanto la festa dell’uomo sono tutti gli altri giorni”.
E in fondo non aveva torto.

Oggi non ho neppure bisogno di guardare le classifiche internazionali per sapere che festa della donna dobbiamo festeggiare: il parlamento dovrebbe votare una legge sulle “quote rosa” nelle liste elettorali con doppia preferenza. Auguri!
E adesso zitte e al lavoro.
Ma cosa volete che festeggiamo… La festa vera sarà quando dovremmo introdurre la “Festa dell’Uomo”, perchè scopriremo che i maschi sono discriminati. Sogno.

La discussione mi sembra degna del commento di Thomas Mann all’articolo 1 della Legge Fondamentale tedesca: “la dignità dell’uomo è inviolabile”. Bellissimo.
Ma quale dignità! -risponde lo scrittore di Lubecca- “scrivete piuttosto il diritto ad un lavoro, ad una dimora, al cibo”.

Questo dovrebbe essere oggi il senso della festa della donna, non rametti di mimose ma “opere di bene”: asili a prezzi accessibili ed in numero sufficiente, trasporti pubblici che consentano ai figli di spostarsi in libertà, permessi dal lavoro per gli uomini!, stipendi parificati.
Facesse queste riforme il nostro parlamento, invece di introdurre “quote rosa” per le quali poi “non trovammo abbastanza donne da candidare” o le candidammo sulla base di dubbi criteri.

Probabilmente se Monti ci mettesse la fiducia, cadrebbe il governo…
Vogliamo allora evitare di impegnare il Parlamento? Impegnamoci la società: insegnamo ai ragazzini a rispettare le donne, insegnamo alle ragazze a non vendersi. Allora avremmo uomini che non hanno bisogno di ammazzare le proprie mogli/fidanzate e donne che potranno lottare per fare carriera su pari presupposti.

Buonanotte femminuccie, io vado a farmi una birra coi colleghi maschi!

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

5 thoughts on “cherchez la femme

  1. In effetti la questione è culturale, e dubito che quote rosa e quant’altro imposte per legge servano a migliorare la situazione; o si parte dal basso, insegnando il rispetto, o di strada se ne fa poca; è lo stesso discorso che, nello sport e non solo, vale per la ‘filosofia della sconfitta’ (per quanto concerne la diffusione del doping).

  2. Qualche tempo fa ho iniziato un dibattito con un’amica che di professione fa la maestra nella scuola primaria.
    Osservavo che con il fatto che circa l’ 80% degli insegnanti sono donne non ci dovrebbero essere problemi a educare le giovani generazioni al rispetto della donna e ad impegnarsi perché abbia un ruolo assolutamente paritario rispetto all’uomo in ogni ambito della vita sociale.
    Invece questo non accade. A mio parere per questa ragione: spesso le più tenaci custodi delle tradizioni sono proprio le donne. E si sa che le nostre tradizioni sono nate in una società tutta maschile. Quando le donne romperanno il legame con la tradizione (di ogni tipo: la religione o la buona cucina) allora saranno avviate alla parità.
    ciao : )

  3. Hai ragione Red, l’8 marzo è sempre stata una festa da me non compresa, visto come viene festeggiata.
    Come ben sai, però, nel mondo giuridico ci sono ormai più donne che uomini, sia nell’avvocatura che nella magistratura…

  4. @ Marcello: apprezzo il riferimento al doping e alla sconfitta, perchè si avvicina molto al mondo del rugby.
    Oltre ad aspetti culturali “dal basso”, si potrebbe pensare a piccole operazioni minori come quelle che cito (permessi per i padri, asili…)

    @ scudiero Jons: riferimento interessante, forse in parte corretto. In qualche modo immagino sia difficile per chi è stato abitutato ad un certo sistema di soprusi, insegnare la “liberazione” femminile.
    Però giro anche la questione: non è che pure il semplice fatto che la maggioranza delle insegnanti sia donna raffroza questo stereotipo?
    La vecchia domanda se venga prima l’uovo o la gallina, la struttura o la sovrastruttura…..

    @ intesomale: sono d’accordo con te. Questo mi sembra uno degli aspetti tipici di uno Stato “premoderno” rispetto ad uno Stato moderno.

    @ Bruno: Eppure, nel mondo giuridico (almeno per le mie conoscenze) permane un maschilismo strisciante….

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