telefonata Cameron-Monti

Alla notizia della tragica morte del sequestrato italiano in Nigeria durante un tentato blitz da parte dei SBS britannici per liberarlo, comunicata a cose fatte da Cameron a Monti con una telefonata, non ho resistito ad immaginarmi il colloquio.
Probabilmente è un umorismo nero poco opportuno rispetto alle circostanza, ma mi piaceva troppo l’idea….

Cameron: “Hi Mario, it’s me: David. I’m calling you from Downing Street”
Monti: “Hi David, how are you doing there?”
C: “I’m ok, but I’ve some bad news for you….”
M: “Wanna talk about the economy? But we’re doing great here!”
C: “No, actually it’s about Nigeria…”
M: “….”
C: “You know, you had an hostage there. And there was a british citizen, too”
M: “Oh, yes I remember” [all’assistente: controllatemi tutti i cittadini italiani dispersi per il mondo. E chiamate Terzi!]
C: “So we decided to send our special boat service there, our special troops to free them”
M: “You bad guy David, you should have told me! We were discussing to free him” [all’assistente: che minchia è l’SBS? Voglio sapere tutto di loro!]
C: “I know, I’m sorry Mario”
M: “No worries. End good, all good: I’m happy to hear you freed the hostages and it’s very nice from you to apologize”.
C: “Actually we coudn’t free them. I shall apologize for something else”
M: “What dup, bro?”
C: “They were killed. By the terrorists, of course. My boys coudn’t save them.”

Qui immagino la telefonata si chiuda, fra le sommesse bestemmie ed imprecazioni varie di Monti indirizzate verso il governo di Sua Maestà.

Per concudere in serietà, aggiungo una postilla giuridica: personalmente se fossi fra i familiari dell’ostaggio italiano ucciso prenderei in considerazione l’opzione di far causa al governo britannico. Per il risarcimento dei danni dettato da responsabilità in omicido colposo, davanti ad una Corte inglese ovviamente.
Giuridicamente forse la richiesta di risarcimento danni non è eccessivamente fondata, ma in prospettiva potrebbe aprire ad un dibattito giuridico-politico estremamente interessante sui limiti e responsabilità delle azioni militari “umanitarie”, sui rischi che con esse i governi si devono assumere e sulle probabilità di riuscita.
Ovviamente entrano in gioco mille valutazioni politiche, ma un ragionamento in termini di probabilità potrebbe consentire una quantificazione giuridica della responsabilità.
Inoltre, esistono alcune pronuncie recente (Corte dell’Aja sulla responsabilità dei soldati olandesi a Srebrenica) che potrebbe fornire un fondamento alla pretesa.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “telefonata Cameron-Monti

  1. Sinceramente non conosco nel dettaglio i fatti. Certo che se l’iniziativa del Governo Inglese non fosse stata fatta di concerto con quello italiano, sarebbe cosa grave.

    Però Monti che dice “che minchia è” non si può leggere… non è mica il suo predecessore!!! :)))

  2. Eh, lo spazio per lo humor in effetti è poco, però devo dire che la telefonata rende bene l’immagine che all’estero hanno di noi e che ri-esce prepotentemente a galla -Monti o non Monti- ogniqualvolta accadono fatti del genere. E non è la prima volta.
    Ora, dato che ci siamo lasciati imporre un commissariamento dall’Ue, dato che ci siamo lasciati imporre anche manovre e linee di bilancio dall’Ue, dato soprattutto che abbiamo fatto i compiti per bene e in tempo da record, trasformandoci da somari a primi della classe (mi sono sempre chiesto se i cugini francesi, al ns posto, avrebbero mai accettato una simile ingerenza esterna, orgogliosi come sono. Per me avrebbero trascinato apposta l’Europa assieme a loro) sarebbe anche giusto vedere un premio sottoforma di maggior credibilità sul piano internazionale…

  3. …ho parecchi dubbi circa lo svolgimento di questa operazione di salvataggio. Ad iniziare dall’impiego dello “Special Boat Service. Il nome stesso indica la caratteristica operativa: tutto quello che ruota attorno al mare e alle navi, nonché alle zone attigue al mare. La casa dove erano gli ostaggi era accanto al mare? Mistero.

    Secondo punto oscuro: l’operazione sarebbe andata a p#####e sin dall’inizio, così come riferito da alcuni giornali. Questo genere di operazione (liberazione di ostaggi dentro una casa, un aereo o una nave) si basa sull’accuratezza delle informazioni, sulla velocità di esecuzione, sulla precisione nel tiro e, above all, sull’effetto sorpresa. Senza sorpresa, everything is fucked up. Quindi se l’operazione è durata circa 7 ore (come sentito alla radio) direi che la sorpresa proprio non c’era più.

    Insomma, mancano troppe informazioni per capire bene come si è svolto il tutto e, quindi, anche per procedere per via legale contro la Gran Bretagna.

  4. 1) Credibilità, è questo il punto. Noi italiani abbiamo la faccia come il c**o (non è un attacco a Carlo!): critichiamo l’UE per averci “commissariato”, ma invochiamo l’aiuto di mamma Europa quando siamo nella merda (vedi l’attuale caso indiano).
    2) Non è che mancano le informazioni, semplicemente non le conosciamo perché sensibili. I britannici hanno una logistica, un’intelligence ed una capacità operativa ineguagliabili, ciò non significa che sono dotati di poteri sovrannaturali perciò capaci di garantire vittorie assicurate.
    Piuttosto che criticare, io rifletterei, anche, sul perché noi italiani non abbiamo il coraggio di pulire i nostri panni a spese nostre (non è il caso in merito, il primo che mi salta in mente fu “calipari-sgrena”, e sappiamo come finì): forse perché i politici, consapevoli dell’indole ipocrita di questo paese, preferiscono far fare il lavoro sporco ad altri ed avere la coscienza (politica) pulita.
    Ps: Proverò a scriverci un pezzo…

  5. l’idea di far causa al governo inglese, fossi io parente dell’ing italiano ucciso, credo proprio che la prenderei in considerazione.. tanto più che prima si è parlato di un colpo alla nuca (i ribelli che si liberano degli ostaggi) e adesso di parecchi colpi..
    poi è chiaro che l’errore umano etc etc., che ci sono lavori all’estero a rischio etc. etc. ma la cazzata Cameron l’ha fatta e chi sbaglia -mediamente- dovrebbe pagare, anche se qui ho i miei dubbi……

  6. ok, ho lasciato accumulare un pò troppi commenti….. cerchiamo di fare ordine.

    @ RW: in effetti quel “minchia” era per dare un pò di colore, ma pecca di credibilità.
    Temo comunque che l’operazione non sia stata affatto concordata: a) per ragioni di segretezza; b) perchè i nostri servizi segreti in Nigeria praticamente sono inesistenti.

    @ ilsonnambulo: ma la responsabilità non è dell’SBS, bensì di chi ha ordinato quell’operazione….

    @ Carlo: di fondo vorrei darti ragione, però credo -opinione personale- che negli affari di Stato vi sia una radicale distinzione fra questioni economiche e diplomatiche. Ergo, se per l’economia abbiamo recuperato credibilità, questo non significa che ne abbiamo guadagnato per la diplomazia (vedi caso Iran, dove potremmo essere ottimi mediatori). Quindi Londra si è sentita in diritto di ignorarci…
    Sui francesi: propendo anche io per l’ipotesi che avrebbero fatto affondare l’Unione con loro (idem i tedeschi). Un punto per noi!

    @ Olivier: interessante il tuo primo appunto, soprattutto perchè la Gran Bretagna dispone anche del gemello SAS “special air service”, che per quanto ne so è assai più ferrato in simili interventi (Colombia, Iraq, Falkland…. ti consiglio l’ottimo libro di Andy Mc Nab, ex soldato SAS, “Azione immediata”)
    Sulla segretezza aggiungo un punto: che garanzie aveva la Gran Bretagna sulla collaborazione e segretezza dei nigeriani? Non mi stupirei se qualche talpa lì vi fosse….
    Per l’azione legale: ovviamente è una provocazione difficilmente praticabile, per quanto affascinante. Tuttavia, se vi fossero sufficienti indizi per sospettare una carente preparazione o un’eccessiva assunzione del rischio da parte del governo britannico (in termini pratici: se si potesse provare che l’azione ha esposto ad un pericolo maggiore, in termini di danno e probabilità, di quello che avrebbe evitato) ecco che il ricorso potrebbe essere interessante….

    @ il prezzemolo: i punti che sollevi sono esatti, però non confondiamo l’economia e la diplomazia.
    Non colgo pienamente il tuo riferimento sul “pulire i panni sporchi a spese nostre” e ti prego di chiarirmelo, tuttavia dico intanto che se pensi alla pratica di pagare i riscatti, a mio avviso è una legittima scelta diplomatica (e sostenere che questo aumenta i rapimenti mi pare una ca*****a, perchè implicherebbe che i rapitori si informassero su tutti i precendenti….).
    Attendo di leggere il tuo post.

    @ giovannotta: ovviamente l’idea è azzardata, ma sarebbe molto interessante!

    @ intesomale: nebbia comune alle operazioni di intelligence, ma qualche ipotesi ce la concediamo lo stesso….

  7. mi scuso per il ritardo..
    sì, all’approccio italiano molto semplicistico: paghiamo, abbattiamo i rischi e la facciamo franca.
    ho avuto qualche problema, ma cercherò di scriverlo in questi giorni il pezzo per i dispacci..

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