stato laico

Dove eravamo rimasti con le avventure politiche della Germania? Ah sì, alle dimissioni di Wulf e all’imminente elezione di un nuovo Bundespräsident. Questa è avvenuta domenica, quando si è riunito il “Bundesversammlung”, parolone orribile per designare una sorta di seduta comune fra le camere del Parlamento federale e dei Laender per eleggere il nuovo Presidente della Bundesrepublick: come previsto è stato eletto al primo scrutinio Joachim Gauck, con oltre 980 voti su 1.200.
Ottimo successo per l’opposizione che incamera anche l’adesione di CDU e FDP, partiti  al governo, al proprio candidato.
Vi ho già abbondantemente parlato della travagliata fase politica che la Germania attraversa coi suoi presidenti, quindi oggi toccherò un tema diverso. Un tema fra biografie personali e istituzioni statali….

Il nuovo Presidente, presentato comunemente da SPD, Gruene e Liberali è Joachim Gauck, Ossie (ex cittadino della DDR, di cui è stato anche deputato), giornalista, presidente della commissione sulla STASI creata dopo la riunificazione. Ma sopratutto pastore protestante.
Un pastore, un prete, eletto alla massima carica istituzionale di uno Stato!!??
Un pastore candidato dal Partito socialista ed eletto coi voti di socialisti e verdi, tra cui militano anche alcuni mussulmani??

Ma ci siamo fumati la laicità?? Ho capito che il papà tedesco ha lanciato la “reconquista” dell’Occidente miscredente, ma a questo livello? Non succedeva dalla rivoluzione francese! (E a poco vale il paragone con la regina d’Inghilterra- capo della Chiesa Anglicana, non esercita).
Che diamine, per riprendere la distinzione di Agamben sulla commistione fra auctoritas e potestas nella politica (romana, ma del tutto attuale), verrebbe da dire che la Germania ricade in uno stato di eccezione con la commistione fra potere temporale e potere spirituale.
Insomma, la circostanza è alquanto eccezionale per il paradigma moderno dello Stato laico, pluralista e non confessionale. Dobbiamo aspettarci rischi per le minoranze? Dobbiamo forse temere che la Chiesa riparta alla conquista di un potere temporale? Addio alla distinzione fra Cesare e Dio? (In proposito, leggete Wolfgang Böckenförde Diritto e secolarizzazione cui ho già accennato nel post “modernità e sicurezza“)

Ovvio che non conosco personalmente Gauck, ma mi sento di parlare con una certa sicurezza nel dire che questi rischi sono del tutto infondati. Proprio perchè il candidato Presidente è stato eletto in virtù della propria auctoritas personale ed anzi del tutto a prescindere da ogni aspetto religioso o legato alle gerarchie ecclesiastiche.  Gauck insomma non corre certo il rischio (tutto italiano) di trascinarsi come marionetta della Chiesa nello Stato, di soffocare la laicità e distruggere uno dei principi distintivi fondamentali dello Stato moderno (anche qui rimando ai post “modernità e moralità” e “cercando il peccato“).
Per quanto la cosa mi lasci un po’ sbigottito, Gauck pastore non è diverso da Gauck cittadino. In qualche modo è come se la sua qualifica ecclesiastica non solo non prevalesse su quella civile, ma neppure vi aggiungesse nulla di determinante.

Cosa che non in fondo sorprende pensando alla religione luterana, ma è sconvolgente per quella cattolica -per tutto il legame politico e temporale del cattolicesimo.
Insomma, anche con un pastore Presidente della Bundesrepublick la laicità non corre rischio alcuno.
Anzi, la laicità potrebbe persino uscirne rafforzata, data la necessità del futuro Presidente di non dare adito a sospetti.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

7 thoughts on “stato laico

  1. ma non è un prete, un pastore luterano è un civile qualunque, che però predica la parola di Dio in luoghi convenuti…
    ha una sua vita normale, ha famiglia, insomma nulla ma proprio nulla del cattolicesimo romano
    quindi direi di stare tranquilli, anche perchè credo che l’ultima cosa che farebbe, è aiutare la Chiesa di Roma,,

  2. come dice AdN, hai toccato un punto interessantissimo che riguarda non solo la percezione del laicismo, ma anche la percezione della società civile in generale; sono anni che cerco di capire cosa abbiano di diverso i paesi non cattolici rispetto a noi… terrò gli occhi aperti sulle reazioni soprattutto nei Laender cattolici

  3. @ allegria di nubifragi: non avevo riflettuto sul fatto che la Germania sia un paese sia cattolico che protestante… non so che influenza possa avere questo dato nell’analisi complessiva.

    @ luigi: ho scritto “prete” per dare un’indicazione di massima, ovviamente so che non è la stessa cosa che per i parroci cattolici. Comunque, la mia preoccupazione non era affatto per la “chiesa di Roma” ma per il cristianesimo in generale in opposizione al principio di laicità dello Stato.

    @ intesomale: quello della percezione è un altro aspetto molto interessante, peccato non avere dati precisi in merito per poter svolgere qualche analisi.

  4. Certo, vedere in Italia un prete Ministro, o più semplicemente parlamentare, in quanto cittadino italiano, sarebbe un bel passo in avanti… Tra l’altro non so manco se la Chiesa approvi la politica attiva, a occhio e croce non credo…

  5. @ Marcello: se un prelato fosse in grado di fare il semplice cittadino, prescindendo dalla sua appartenenza alla casta ecclesiastica, sarebbe un grandissimo passo avanti vederlo nelle istituzioni….

    @ Bruno: esattamente. In sostanza i poteri sono pressoché gli stessi del nostro Presidente, però come da noi è un ruolo altamente simbolico.

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