due cileni a Venezia ed io

Javier è un ragazzo cileno di Santiago che un anno fa mi ha ospitato tramite il couchsurfing per un paio di giorni durante il mio viaggio in Sudamerica. Con padre ex-militare e grande sostenitore di Pinochet, abbiamo fatto delle belle discussioni sullo sviluppo economico e sociale del Cile, sui crimini della dittatura, sui problemi dei nostri due Paesi…
Un paio di mesi fa mi ha avvisato che sarebbe venuto in Italia, passando per Venezia: ovviamente ho colto al volo l’occasione per mostrare a lui ed a Maria Jesus una città che un pò considero anche mia.

Con un paio di giorni di tempo, ovviamente si fa quel che si può: tanto camminare per le stradine meno note, perdersi fra le calli, gustare un pò di cucina tipica, passare per i mercati ed osservare i monumenti più imperdibili.
Che per Venezia già non è poco!

Devo dire che sono sempre contento di avere qualcuno che viene in visita da lontano: è una bella occasione per riscoprire le nostre città con occhi nuovi. Io, ad esempio, nonostante per un lungo periodo andassi spessissimo a Venezia (almeno 3-4 volte l’anno), sono riuscito ad immergermi nuovamente nella magia della Serenissima spiegando loro le peculiarità dei ponti, dell’assenza di strade, le facciate dei palazzi, il Lido, la Basilica di San Marco e tutti gli aneddoti raccolti nel corso di anni sulle vestigia della città lagunare.
Dallo spiegare l’importanza dell’Arsenale, lo sviluppo del Ghetto, il potere del Doge, la costruzione delle Ville nell’entroterra e l’occupazione della Dalmazia, le Crociate, il furto del corpo di San Marco evangelista sino a gustare un buon prosecco (vino sopravvalutato, ma giusta scoperta per chi viene da tanto lontano sul nostro territorio), un baccalà tradizionale e raccontare su come si è diffusa la cucina di questo piatto…
Insomma, mille racconti che solo chi vive in un luogo può conoscere e spiegare. Mille dettagli che fanno la differenza fra una bolla di sapone per turisti, sterile ed universale, ed il contatto reale con un territorio, una vita, una cultura.

En Venecia no hay autos- by Javier

En Venecia no hay autos- by Javier

In verità temevo davvero che l’abitudine mi avesse fatto perdere la percezione del fascino magico di questa città, ma fortunatamente è bastato riflettere con gli amici cileni su alcuni problemi quotidiani per rendersi conto di quanto Venezia sia e resti unica.
Devo quindi ringraziare Javier e Maria Jesus che col loro sguardo da turisti mi hanno riportato alla giusta prospettiva su Venezia.

Anche permettendomi, di ritorno dal Lido e dalla sua atmosfera di decadenza da fin de siécle, di realizzare quel saggio consiglio di Thomas Mann da il suo La Morte a Venezia: “[…] E così lo rivide un’altra volta, lo scalo splendido, quella composizione affascinante di edifici fantastici che la Repubblica offriva ai rispettosi sguardi dei naviganti, nell’avvicinarsi, la grandiosità agile del Palazzo e il Ponte dei Sospiri, le colonne alla riva, con leone e santo, il fianco sporgente sontuoso della chiesa fiabesca, la veduta dell’arco e l’orologio gigante, e guardando lassù pensò che arrivare a Venezia per via di terra dalla stazione, significa entrare in un palazzo dalla porta posteriore, e che non si dovrebbe raggiungere la più inverosimile delle città altrimenti che per nave, come lui ora, dall’alto mare.”

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

5 thoughts on “due cileni a Venezia ed io

  1. Mi so veneto e me piase Venessia, e dei venessiani i dise che i caga in aqua e i xè tutti de cognome Vianello. 🙂 te saludo!!

  2. Io adoro Venezia e almeno due volte l’anno ci andavo in pellegrinaggio perchè esattamente come dici mi piaceva perdermi tra le calli, seguire una strada senza conoscerla e fregarmene di dove andavo a finire. Era un modo come un altro di vivere la città senza ridurla a un tour preconfezionato per turisti mordi e fuggi. Ci ritorno sempre volentieri e chissà come mai non faccio mai la stessa strada dell’andata. L’unico punto che mi riprometto di non perdermi mai è il Ponte di Rialto per cui ho un’adorazione sfacciata. Poi insomma Venezia ha il nome con sè ecco…

  3. @ il sonnambulo: Venezia resta unica, c’è poco da fare! Al diavolo le “venezie del nord”, i “più ponti che venezia” e baggianate simili… in nessun’altra città al mondo hai l’ambulanza che arriva in barca. Che se la mettano via.

    @ torquitax: trovo San Marco un pò troppo turistico e non mi fa impazzire… però passandovi sotto col vaporetto l’ho decisamente rivalutato: è enorme, da sopra è difficile rendersi conto di che costruzione straordinaria sia.
    Invece per me un must, quando sono con turisti, è la Basilica dei Frari: all’interno c’è veramente il mondo!

    @ Bruno: GRAVISSIMO!!!!
    A parte gli scherzi, per chi ci abita così relativamente vicino è davvero un peccato non averla mai visitata.
    Ti raccomando di rimediare quanto prima!! (E mi offro come eventuale guida)

    @ allegriadinubifragi: Thomas Mann mi piace molto, anche se di lui non ho letto tantissimo. Tuttavia “la morte a Venezia” non è stato il suo libro che ho preferito, per quanto avesse alcuni passaggi bellissimi.

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