24. Friedrich Heer

“Solo la verità ci renderà liberi, tutta la veritù -che è sempre orribile da ascoltare”.

Friedrich Heer (citato da Hannah Arendt in “Verità e giudizio”)

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Questa voce è stata pubblicata da il pescatore di perle.

7 thoughts on “24. Friedrich Heer

  1. la verità non esiste, ci si sono rotti la testa tipi come Tarski per decenni senza cavare un ragno dal buco. Retaggio religioso da quattro soldi, la verità trema oggi a livelli ancora più profondi, dove la struttura stessa del mondo sembra essere probabilità. Se però l’apparente refuso “veritù” è voluto, probabilmente sei un genio.

  2. @ Alessandra: perfetto?

    @ Olivier: bella domanda!
    Credo che Heer pensasse soprattutto alla verità storica (crimini dei tedeschi?), con tutte le sue difficoltà a riconoscerla, ma sopratutto con tutto il suo dolore.
    Forse, forzando Heer potremmo dire che ciò che è più orribile e più doloroso è più vero… che dici?

    @ intesomale: dai, non demotivarmi così!!
    Non pretendo certo di essere io a trovare (o riconoscere) qualche verità…. anzi, son proprio l’ultimo ad avere idee simili. Però prendiamolo come spunto di riflessione.
    Credi sia impossibile risalire ad una verità? Anche nella storia (che mi pare il contesto cui si muove l’autore)? Allora proviamo parlando di “fatti”… suona peggio, ma rende in qualche modo l’idea.
    Il genio comunque sarebbe Heer….

  3. …giusto, ma presuppone che ogni individuo disponga in egual modo di onestà intellettuale e di una coscienza. Senza questi due elementi la verità (dolorosa) non potrà mai essere accettata come tale … mia personale considerazione. 🙂

    Crimini commessi dai tedeschi: questa verità storica ha marchiato in modo indelebile la coscienza del popolo tedesco. Ad un estraneo può, persino, sembrare esagerato, ma il sentimento è reale: la honte d’un peuple entier.

  4. @ intesomale: ovviamente se vogliamo essere filosoficamente impeccabili, la frase di Heer è lacunosa… però prendiamola per il senso comune e “libertà” diventa allora un termine comprensibile del discorso.

    @ Oliver: sai bene quanto condivida questa preoccupazione, del resto ben giustificata per “i tempi che corrono” (o tempora, o mores!).
    Come ho detto, credo che Heer parlando di “verità” pensi soprattutto alla verità storica, ai fatti, rispetto ai quali v’è sempre stata la (fondata?) idea secondo la quale gli stessi sono chiari o addirittura “incontrovertibili”. Idea, a mio avviso fortunatamente, superata ma il cui superamento ha aperto la strada a tutta l’idea del revisionismo: quindi non abbiamo neanche qui un solido fondamento cui appoggiarci.
    Questo a maggior ragione rende importanti le tue considerazioni: onestà intellettuale e coscienza sono imprescindibili.
    Ve ne sono abbastanza in giro? Non credo, ma forse (alla luce proprio di quegli avvenimenti che cito) vengono fuori proprio nei contesti più difficili…. almeno lo spero!
    Concordo quanto dici sui tedeschi.

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