bye bye Bossi

Le dimissioni di Bossi da segretario federale della Lega Nord hanno aperto un mare di considerazioni politiche. Inevitabile, visto che stiamo parlando della figura centrale di un partito che, nel bene e (secondo me soprattutto) nel male, ha caratterizzato la stagione politica del berlusconismo almeno quanto lo stesso Berlusconi.
Si era già detto che le sorti dei due “grand hommes” erano intrecciate: dopo la caduta a Novembre del primo, le analisi sulla sua possibilità di rinascita avevano ben messo in luce come ciò dipendesse in larga parte anche dalla fortuna del secondo.
Ora, inevitabilmente, tutto il discorso assume una prospettiva nuova: coi due delfini Alfano e Maroni potenzialmente lanciati verso un “nuovo corso” dei rispettivi partiti e, probabilmente, due destini politici assai più autonomi. Non a caso lo stesso Maroni nel chiamare ai congressi ha “invocato” un “candidato unico”, è implicito che dovrebbe esser lui. Chi altro nella Lega ha costruito una posizione altrettando forte da cui partire alla conquista del partito?

Ma l’aspetto che più colpisce in questa vicenda è il tracollo dei partiti personali cui abbiamo assistito negli ultimi sei mesi.
Dobbiamo forse vederla come una mera coincidenza, il fatto che in brevissimo tempo dopo la caduta di uno dei due “leader carismatici” nostrani anche il secondo sia venuto meno? Io credo di no.
Scomoderò Weber, per la semplice ragione che la sua distinzione fra le tre forme di potere (carismatico, istituzionale, tradizionale) è quella che tuttora risponde meglio al nostro problema.
I poteri tradizionali sono lì, e ancora nessuno li tocca (in primis la Chiesa, ma parliamone in separata sede).
I poteri carismatici dipendono inevitabilmente dalle sorti del leader (curioso notare che linguisticamente, leader è identico a duce, a Führer ed a caudillo, ma solo il primo ha un significato positivo): “tutti gli uomini sono mortali”, come diceva Simone de Beauvoir, ed è inevitabile anche che prima o poi loro od il loro carisma venga a mancare. E con essi, una struttura di potere. Lo sapeva bene Hitler, il quale vedendo la mediocrità (soprattutto retorica) dei suoi potenziali delfini- Hess in primis- aveva chiesto ad Albert Speer (architetto del Reich- l’unico che potesse svegliare Hitler anche in piena notte per sottoporgli un progetto) di progettare il colossale Volskhalle nella quale tenere i futuri comizi, come ben riporta Elias Canetti nel suo “potere e sopravvivenza”.
I poteri legal-istituzionali si basano, invece, su un meccanismo impersonale di selezione dei soggetti destinati ad esercitare ruoli chiave nelle istituzioni. Insomma, qui gli uomini passano ma le istituzioni restano: fredde, impersonali, poco affascinanti e coinvolgenti. Ma più durature di qualsiasi vita umana.

Certo non è un caso che la convivenza sociale si basi anche su istituzioni (vedasi ad esempio Niklas Luhmann: “i diritti fondamentali come istituzione”): se così non fosse, il patto sociale andrebbe ridiscusso ad ogni cambiamento di composizione del corpo sociale!

Potrebbe questo ragionamento non valere anche per i partiti politici? No, oggi vediamo di no.
In tanti hanno tentato di sostituirsi a Mussolini, a Stalin, a Mao… tanti uomini venuti dopo un leader carismatico hanno tentato di presentarsi come i nuovi legittimati a tale funzione, ma quasi mai questa operazione è riuscita: il carisma è una dote innata (vedasi l’auctoritas di cui parla Agamben in “stato di eccezione”) e dopo un primo modello di successo, il secondo parrà sempre un misero ripiego. Una marionetta: Ciano? Hess?
No, un’idea politica fondata esclusivamente sul carisma del capo nasce e muore con lui.
Potrà, certo, evolversi, cambiare e sopravvivere. Ma, per l’appunto, non sarà più la stessa.

Al contrario, un’idea che sia in grado di incarnarsi non in una persona ma in un sistema razionale accetta già di per sé di adattarsi a mutati contesti, di vivere di vita propria rispetto al creatore.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

7 thoughts on “bye bye Bossi

  1. No, un’idea politica fondata esclusivamente sul carisma del capo nasce e muore con lui.
    Potrà, certo, evolversi, cambiare e sopravvivere. Ma, per l’appunto, non sarà più la stessa.

    concordo, e in effetti, tutti speriamo che la Lega non sia piu la stessa vista all’opera nel periodo romano..
    bisogna rcominciare da capo, tornando alle origini, battendo il territorio del nord, ascoltando le proteste legittime di un popolo che ora è senza appoggi…sperare che i partiti romani si occupino del nord è utopia, c’era la Lega, la prima Lega che lo faceva e aveva otrenuto un largo consenso..ma come dice Cacciari oggi “chi si occuperà del nord se sparisse la Lega?”
    da tempo auspicavo una simile soluzione, non in modo cosi negativo e traumatico, ma tant’è, doveva andarsene e se ne è andato, ora bisogna azzerare tutto e ripartire dal territorio, riconquistare la fiducia dei padani delusi, presidiare il territorio, essere di nuovo vicini alla gente del nord, infischiandosene di ciò che capita altrove…
    basta Roma..lasciamola ai romani, occupiamoci di noi, come ,loro, giustamente, si occupano di se stessi…
    lascdiami dire una cosa però, in difesa di Bossi, che comunque rimarrà sempre colui che ha smosso le anime del nord: è l’unico che ha avuto la dignità di dimettersi, chiediamo a Berlusconi, Fini Rutelli e cc ecc se hanno avuto lo stesso coraggio…

  2. La DC ce lo aveva insegnato, congressi duri, linee politiche ( e di potere) in contrasto, e nel loro susseguirsi hanno mantenuto il potere per 50 anni. Tutti utili ma nessuno indispensabile .

  3. Analisi condivisibilissima, caro redpoz. Io, nel mio piccolo, ho infatti parlato di ‘fine della Seconda Repubblica’, dato che con la caduta di Berlusconi prima e di Bossi poi sono “spariti” (seeee, magari) dalle scene i due protagonisti indiscussi di tutto ciò che è accaduto dal tracollo del pentapartito ad oggi.
    Dobbiamo però stare attenti, e frenare gli entusiasmi (comunque comprensibili): se c’è una cosa che ci ha insegnato Tangentopoli, infatti, è che il vuoto lasciato dai ‘vecchi’ partiti può facilmente essere colmato da brutture di nuova matrice spesso persino peggiori di quelle che le hanno precedute…

  4. Concordo con te e Carlo. Il “destino” ha voluto (anche se – come si è detto nel post precedente – abbiam visto che il destino non esiste) che i due principali protagonisti della Seconda Repubblica abbiano lasciato, uno dopo l’altro, i loro posti di comando. Due partiti profondamente dipendenti dal carisma del leader, anche se la Lega – contrariamente al PdL, è movimento molto radicato sul territorio e sicuramente risponderà meglio alla caduta del segretario.

  5. Con gli ordinali repubblicani un po’ mi confondo e particolarmente con la seconda repubblica che è un po’ come gli armigeri dell’Opera…partiam, partiam, partiam e non partono mai.
    Non considero un fenomeno negativo che ci sia un partito o una formazione che intercetti via via lo scontento per il non piccolo motivo che ciò serve ad incanalare tensioni che diversamente esploderebbero in maniera perniciosa.E non parlo solo di moti di piazza.
    Tuttavia la Lega più che speculare su sentimenti atavici – e non sempre nobili – non ha fatto, deludendo,ben prima che esplodessero le note questioni, larghi settori di cittadini che alla messa a tema della “questione settentrionale” avevano creduto seriamente.
    Dati gli attuali comportamenti dei militanti, improntati in buona sostanza ad assolvere Bossi, non credo che ci saranno sostanziali cambiamenti, una limatina ai consensi elettorali probabilmente,un maquillage alla classe dirigente – che sempre quella resta, pur disponendo di un ricambio tra decine di amministratori locali,Radio etc – Bossi del resto da tempo era un po’ come quei dittatori dell’Est che si tenevano in vita pure oltre la morte.Non credo che il suo apporto mancherà a questo paese e nemmeno ai suoi.

  6. Penso che le prossime elezioni amministrative saranno decisive sia per la Lega che per il PDL. Vediamo come andranno a questo test…
    Comunque che la Lega fosse un partito di disonesti non ci deve far dimenticare l’aspetto razzista e la loro totale follia. Entrambi aspetti più che sufficienti per disprezzarli…

  7. scusate tutti il ritardo nelle risposte, pasqua ed altre vicissitudini mi hanno trattenuto dal rispondere puntualmente ai vostri commenti…. ma eccomi qui.

    @ luigi: sull’evoluzione dell’idea la vediamo in modo leggermente diverso, ma poco cambia. Così come prendo la tua difesa di Bossi. Però le sue sono solo dimissioni da leader del partito… mica dalle istituzioni.
    In fondo, comunque, sono d’accordo con le tue considerazioni sulla Lega: un bel repulisti interno e si torni a fare politica, che il nord (come il sud) ne ha bisogno.
    Spero sia anche l’occasione per smetterla con certe baggianate e volgarità che avevano accompagnato l’ascesa ed il declino di Bossi, così come per alcune idee intollerabili (razzismo in primis). Idee che onestamente nulla aggiungono alla tutela del nord, anzi lo danneggiano.

    @ ilsonnambulo: DC come tutti i partiti strutturati.

    @ Carlo: hai ragione, questo vuoto può aprire a scenari imprevisti. Gli italiani sono abilissimi nel votare i peggiori… chissà che non riprendano vigore partitini di estrema destra e chissà che non arrivi il “berlusconi coi capelli lunghi”, come lo definisce Marco Stradiotto.

    @ Rear Window: la Lega è sicuramente meglio radicata, infatti sarà in grado di tenere dei congressi! Ma la caduta dei due leader segna comunque una fase politica significativa.
    Parlare di “destino”, come detto, è un’esagerazione. Ma certo non è del tutto casuale che vengano a mancare in un tempo così prossimo l’uno dall’altro.

    @ Sed: l’idea di “seconda repubblica” è stata una geniale mossa di propaganda di Berlusconi, infatti se l’ho citata l’ho messa fra virgolette: semplicemente perchè non è avvenuto alcun cambiamento istituzionale. Quindi su questo son d’accordo con te.
    Così come concordo sulla necessità di un partito in grado di intercettare lo scontento sociale: è fondamentale in democrazia. Dopo, sappiamo entrambi bene che la Lega questo l’ha fatto anche con modi inaccettabili (vedi razzismo).
    Propendi per un semplice maquillage interno? Un pò come per il PDL? Non lo escludo, ma questo secondo me significherà entro breve la fine politica di entrambi

    @ Bruno: speriamo che il test si riveli un’occasione di maturazione per entrambi, per seppellire definitivamente questi leader ammuffiti… ma ne dubito: in caso di tracollo diranno che è stato proprio per la loro mancanza. Il che segnerebbe la morte di entrambi.
    Concordo su quanto dici della Lega: purtroppo però solo la disonestà pare aver fatto breccia nell’elettorato leghista… speriamo una prima significativa breccia.

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