la gestione del tempo ed io

Quando mi è capitato di ascoltare Umberto Galimberti al termine di una conferenza, il filosofo stava ragionando sulla diversa percezione e gestione del tempo per i giovani “d’oggi” e quelli di alcuni anni fa. Giustamente Galimberti faceva notare come il tempo sia decisamente accelerato, e con esso il nostro modo di rapportarci alle cose: veloci, veloci, veloci. Così, diceva, una volta anche le relazioni con le ragazze avevano il loro tempo -lungo-: ci si scrivevano lettere, ci si vedeva di rado e si coltivava un’immagine interiore dell’altro/a.

Questo doveva essere l’oggetto di un altro post, ma scopro che sono così connessi che vale la pena di trattarli assieme.
Ormai conoscete le “peripezie” (mah…) con Asja, ma il punto cui volevo farvi riflettere è il seguente: non ricordavo che volto avesse! Dopo esserci incrociati casualmente una prima volta ed aver posticipato regolarmente un secondo incontro, ci siamo brevemente incrociati lunedì alla scuola.
La cosa -assurda- è che prima di rivederla, non avrei mai saputo descriverne il volto!
Mi aveva talmente colpito come un lampo che non ne avevo serbato i tratti in memoria… eppure, appena intravista l’ho immediatamente riconosciuta.

E questo era il primo punto.
Il secondo riguarda più direttamente il tempo: come molti di voi -ovvio, siam blogger- ho una vita in rete abbastanza intensa e cerco di sfruttare gli strumenti telematici per quanto posso. Così appena ho formulato il mio proposito di rivederle, ho pensato di organizzarmi e cercare di cogliere qualche informazione. Primo passo: ricerca in facebook. Cosa che mi ha spiazzato, ed ovviamente ha aumentato la mia nevrotica agitazione: non l’ho trovata.
Asja Lacis non è in facebook.
Mi ha spiazzato, distrutto, sconcertato. Non tanto o non solo perchè  non c’era, quanto perchè in tutta la rete non trovavo un solo aggancio… non avevo appigli tramite i quali informarmi, elaborare la situazione, comprendere…
Sono scivolato letteralmente giù, nel vuoto.
Tutto ciò che avevo in mano era un indirizzo e-mail: altro che un mondo di informazioni spalancato davanti a me! Un fico secco!! Che per di più mi costringeva a giocare a carte scoperte sin dall’inizio. Brutto affare.

Così mi è tornata in mente quell’affermazione di Galimberti: loro il tempo lo sapevano gestire, dovevano gestirlo! Una lettera poteva impiegare anche settimane per arrivare… ed io oggi vado in panico per una e-mail in ritardo di poche ore.
Stavo andando in panico per un misero rinvio di una settimana! Anzi: ero in panico.
No, signori carissimi, diamoci una calmata.

E diavolo! Almeno un pò ci tengo al mio sistema nervoso…
Allora svuotiamoci la testa, per una settima adieu ma Asja! C’è altro da fare.

Davvero, noi giovani “d’oggi” abbiamo un altro metro per il tempo, un altro rapporto con lo stesso: possiamo essere bravissimi a gestire la velocità, ma di certo siamo delle frane a gestire la lentezza. Siamo esagitati, frenetici, inarrestabili…
Vi dico di più: guardate i fumatori. Cosa si fuma al giorno d’oggi? Sigarette. Quasi esclusivamente: veloci, rapide, frenetiche e consumate freneticamente. Già di sigari se ne vedono pochissimi in giro (ed i Toscanelli sono poco più che sigarette…. prendete in mano un Cohiba Esplendidos di 15 cm per circa 1 cm di diametro e dopo ditemi se lo si può fumare di fretta- ricordate Che Guevara?). Oppure la pipa: qualcuno ancora fuma la pipa? No.
Bhè, io non fumo. Però lunedì aspettando la scuola mi metterò sul giardinetto con la mia bella pipa, aspetterò di godermela per una mezz’ora tutta tranquilla e rilassata e magari entrerò anche in ritardo alla lezione (o forse non andrò affatto).

Ecco, questo è il mio proposito per la prossima settimana: una settimana lontano da Asja quanto dalla sua idea. E dopo si vedrà.

Keep calm and panic now!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

13 thoughts on “la gestione del tempo ed io

  1. vedo che hai cominciato la settimana con assoluta coerenza col proposito di gestirla senza pensare ad Asia!!! 🙂 🙂 🙂

    il tempo velocizzato del post-moderno: tema immenso, che riguarda anche lo sc rivere nei blog, che potrebbe essere analizzato da questo stesso punto di vista: scriviamo nei blog per l’amore della velocità? perché non sappiamo più accettare i tempi lunghi che comporterebbe lo scrivere in altro modo, per un libro, ad esempio?

    ultima considerazione: il tempo veloce non scorre più veloce di prima; è veloce perché si dimentica in fretta.

    quindi l’età del tempo veloce è in realtà l’età del cervello veloce.

    e il cervello è veloce soprattutto perché non si ferma a ricordare.

    ecco che ritorno all’esempio della scirttura da blog: dove si scrive un post oppure un commento, e poi si corre via, e non rimane il tempo di ricordare.

    e invece, se scrivessimo un lungo articolo oppure un libro, tutto quello che stiamo pensando su quel tema dovrebbe essere organizzato e per far questo memorizzato.

    tempo della velocità, tempo della smemoratezza, tempo della disorganizzazione…

    • credimi, bortocal, sulla parola: scrivere libri oggigiorno è azione che procede a velocità accelerata, non c’è nulla di rilassato, nulla di meditativo. Non mi riferisco, ovviamente, alle monografie scientifiche, quelle richiedono il tempo della scienza… ma i libri non scientifici, e quindi tanto i Sachbücher quanto la fiction, sono scritti di fretta, di fretta, di fretta…

      • beh, lasciando il nome in sordina, pensavo in effetti anche a Moccia, scrivendo prima il mio commento a red, e poi rimodificandolo un poco per il mio blog, dove è diventato un borforisma provvisorio e poco convinto.

        Moccia, assolutamente insopportabile per un uomo della mia generazione, credo che sia il ritratto del pubblico esistente e della trasformazione del tempo di cui qui parliamo.

        Scusa ma ti chiamo amore è il ritratto perfetto di questo tempo dell’eterno presente: un libro che non esige programmazione, ma solo ripetizione, e ha molto di una specie di canone buddista aggiornato: il buddismo implicito del consumismo atemporale, direi.

        essendo io datato e perfino oramai un pochino postdatato ;), non riesco a pensare alla scruittura in questi termini, non dico per fortuna né purtroppo, dato che ognuno è il figlio del suo tempo e dovrebbe andarne orgoglioso.

        cosa che auguro anche ai contemporanei di questo presente, ovviamente.

        occorre poi che ci chiariamo meglio, credo, sulla differenza fra lo scrivere in fretta (io scrivo molto in fretta, ad esempio) e lo scrivere di fretta.

  2. Pingback: il tempo veloce del vuoto. « Cor-pus

  3. adoro quello che hai scritto, red. E come sempre, ora faccio un commento unsound.
    Io non riesco a togliermi dalla testa l’idea che chi ama scrivere in 140 caratteri, cenare in 10 minuti con un happy hour, bere shottini e comunicare con sms, whatsapp vel sim., certamente quando scopa non dura più di un paio di minuti.

  4. @ bortocal: semmai ho concluso la settimana con grande coerenza!! 😉 Lunedì: settimana nuova, vita (quasi) nuova, almeno per sette giorni!
    Riguardo lo scrivere nei blog, ti rispondo direttamente nel tuo post.
    Sulla velocità del tempo: vedo che la memoria sta diventando un oggetto di discussione interessante… sicuramente nel caso specifico conta anche la memoria, ma non direi che è il fattore principale: questo, a mio avviso, è dato dalla scomparsa dei “tempi morti”, dall’immediatezza e dalla comunicazione “in tempo reale”. Concordo sul fatto che il cervello non si ferma, ma lo legherei al fatto che ha a disposizione stimoli costanti (“branchie” ne ‘I barbari’ di Baricco).
    Senza dubbio tempo della disorganizzazione.

    @ intesomale: credo anche io che molti dei libri siano “istant book” scritti di getto senza lunghe riflessioni né “labor limae”.
    Bellissimo poi il tuo commento conclusivo sulla scopata da un paio di minuti: di certo questa è l’epoca della “sveltina”, non del sesso tantrico!

  5. chissà che calendario usavo, in cui la settimana comincia con la domenica!

    questa discussione a cavallo fra due blog (ma la colpa è mia) rischia di essere un esempio perfetto del problema del quale stiamo parlando: l’eccessiva immediatezza della comunicazione che imntroduce la dimensione psicologica dell’oralità anche nello scritto.

    io però ho sempre visto il blog piuttosto come una creatura ibrida che cerca di mettere insieme il meglio dimoralità e scirttura.

    anche se non è detto che la selzione dei cormosomi avvenga al rovescio e che imvece nel blog riusciamo a mettere assieme il peggio dell’una e dellìaltra forma di comunicazione… 😉

  6. Pingback: Animali Social(i) – Redpoz | I discutibili

  7. Pingback: il primo passo | redpoz

  8. Pingback: Maledetto Carl Lewis | i discutibili

  9. Pingback: par che dorma… | redpoz

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: