il comunista e l’inferno

Aka “Storia di Marcello”.

Ho passato tutta la giornata di ieri a cercare di scrivere un bel post sul 25 Aprile. Non mi è venuto nulla… provo a rimediare oggi con questa storia realmente vissuta mentre facevamo campagna elettorale.

Marcello è un “vecchio comunista” del mio paese, e so che non se ne vorrà a male per questa definizione perchè è lui stesso ad adottarla di tanto in tanto. Metalmeccanico in pensione, iscritto al PCI prima, al PDS-DS poi fino al PD. E’ bravo: nonostante il settantanni è ancora il primo ad andare in piazza a volantinare, ad appendere i manifesti e a trovare soluzioni pratiche ai problemi che affrontiamo come circolo. Concreto.
Certo, magari un pò legato a logiche che noi giovani non proprio comprendiamo… ma bravo. Se dovessi trovare un modello, credo lui sarebbe un valido candidato.

La storia che vi racconto è accaduta sabato scorso, ma confesso di non averla compresa sino ad un paio di giorni fa.
Stavamo facendo campagna elettorale in piazza per le prossime elezioni comunali e avevamo preparato un banchetto con volantini, prosecco, qualche panino ed un pò di materiale vario. Giornata discreta per numero di persone passate: considerando che spesso molti fanno deviazioni di un paio di metri per non avvicinarci al nostro gazebo di “vecchi e nuovi comunisti” è stata una buona giornata.
Alla fine, quando anche le bancarelle del mercato cittadino stavano sbaraccando e noi aspettavamo gli ultimi minuti per smontare, è passato un ragazzo di colore in bici. Nigeriano, scoprimmo poi a fatica. Ovviamente non era un elettore, ma cosa importa? Deandreianamente gli abbiamo offerto da bere ed un panino: si era fermato davanti a noi indicandoli, come avremmo potuto negarglieli? Parlava male, sbazzicava poche parole: forse sapeva l’italiano, ma per la fatica o per qualche sostanza non le pronunciava affatto bene. Credo comprendesse anche poco.

Fatto è che quei panini erano con la mortadella: maiale, animale impuro per i mussulmani. Con uno scrupolo di coscienza gli abbiamo chiesto di che religione fosse, data la poca comprensione gli abbiamo offerto delle alternative e alla fine abbiamo “ceduto” alla sua disinteressata “insistenza” e gli abbiamo dato il panino.
La parte di Marcello qui è stata bellissima, perchè chiedendogli se fosse mussulmano si è premunito di avvisarlo “guarda che vai all’inferno se lo mangi”. So che non c’era cattiveria nelle sue parole, lo so perchè lo conosco e perchè ne ho sentito il tono: semplice, da chi ha lavorato tutta la vita.

Perchè mi piace raccontarvi questa storia?
Perchè c’è una piccola incongruenza che la rende magnifica: un comunista che si premura di far andare all’inferno un mussulmano. Banale che vi dica che per un comunista l’anima, l’inferno e la vita dopo la morte non hanno senso…. Ma la preoccupazione per questa persona che evidentemente era disposta anche a compromettere la propria anima per un panino è stata bellissima.
Così, mi viene anche una definzione di comunismo “romantica” -potete prenderla e buttarla senza problemi, ma- per me comunismo significa dare agli altri la possibilità di scelta se andare all’inferno o meno.

Significa cioè, dare la concreta possibilità se credere nell’inferno o meno; se vivere dignitosamente secondo certi dettami morali-religiosi o meno. Insomma, la libertà di non compromettere la propria anima per un panino.
Materialismo & spirito.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

11 thoughts on “il comunista e l’inferno

  1. questo post è un vero gioiellino, e non uso il diminutivo per sminuirlo, ma per dirne la grazia.

    occorre però anche dire che questo Marcello è in qualche modo un comunista post-sessantottino, che ha poco a che fare con i veri stalinisti degli anni cinquanta! quel musulmano non l’avrebbe certo passata così liscia…

  2. Il ragazzo africano non rischiava niente, perché l’inferno non esiste, e poco male, perché non esiste nemmeno qualcosa che ci possa finire.
    Marcello è certamente una persona di buon cuore, che non si limita ad offrire un panino, ma mette anche in guardia da possibili rischi, per fortuna inesistenti. Però non basta. I musulmani che sono in Italia devono essere aiutati a liberarsi del controllo religioso pervasivo esercitato dalla loro comunità, e le autorità italiane dovrebbero garantire l’incolumità di chi si sottrae alla coercizione religiosa.
    Questo sarebbe un vero atto di generosità.
    Ciao 🙂

  3. intesomale loved this post.

    intesomale prova prurito a leggere il commento di scudieroJones, che non sa nulla della comunità islamica e, come tutti di questi tempi, si sente autorizzato a parlare di cose che non sa.

    intesomale si scusa con red per la polemica che seguirà, e che intesomale non leggerà perché ne prevede ogni dettaglio.

    baci

  4. cavoli, ma da me i comunisti non offrono panini!! vengo a vivere nel nord est!:)
    manco io, da cattolico, padano e leghista, avrei dato il panino alla mortadella all’extracomunitario senza prima avvisarlo, mi pare un gesto cortese, magari manco sapeva che era carne di porco..a me era già capitato con un ragazzo che conoscevo, a pranzo, che vedesse un bel piatto a base di maiale, ma fu mio dovere informarlo, e lui, ringraziando, cambiò idea e declinò sulle verdure…
    infine, sono d’accordo con intesomale, l’inferno esiste eccome…solo che fa comodo pensare che la vita finisce quando chiudi gli occhi…troppo comodo…
    buona domenica, e la prossima campagna elettorale venite dalle mie parti, a me la mortadella piace!!!

  5. @ bortocal: da quanto ho capito si è iscritto nella prima metà dei ’60. Però considera che è sempre stato metalmeccanico… quindi non vedo particolari influenze “sessantottine”, piuttosto un sano umanesimo dato dalla vita.
    Grazie per i complimenti.

    @ Jons: per quanto conta, non credo neanche io che esista l’inferno, l’anima o qualcosa di connesso. Non so come la pensi Marcello, ma la cosa mi pare ininfluente ai fini del discorso. Ciò che conta è la preoccupazione per le preoccupazione del prossimo.
    Inoltre, nel caso specifico non ho idea di quale “controllo pervasivo” potesse esservi: l’immigrato in questione mi pareva, come ho cercato di scrivere, piuttosto fisicamente e mentalmente “malconcio” (per il lavoro, l’alcool?).
    In generale, invece, credo che questo problema sia una questione di evoluzione “storica” verso l’individualismo e la modernità: l’aiuto da parte dell’Italia può esser utile, ma solo per coloro che lo richiedono altrimenti rischia di divenire una pericolosa imposizione.

    @ intesomale: non credo Jons sia così sprovveduto, né che vorrà fare polemica… quindi sarei lieto se entrambi voleste provare a rispondervi: lo spazio è a disposizione.

    @ luigi: bhè, ti troveresti comunque come “un pesce in acqua” visto tutti i leghisti che ci sono anche qui!!
    Quanto ai panini: è stata un’idea degli alleati “giovani” un pò informali per noi “vecchi stalinisti” (lol) ma simpatica.
    Mi fa piacere constatare che anche fra i leghisti ci sono simili preoccupazioni! è una bella cosa, come all’opposto sarebbe stata un’infamia dargli carne di maiale senza informarlo….
    Ovviamente, siamo in dissenso sull’esistenza dell’inferno…. Ma quello che credo io conta poco.

    • un metalmeccanico degli anni Sessanta senza particolari influenze sessantottine?

      ma se la prima che abbiamo fatto nel 68, l’estate, chiuse le università, è stato di buttarci in una fabbrica occupata?

      e le scuole quadri ai sindacalisti metalmeccanici negli anni successivi chi le faceva?

      almeno a Brescia…

      (che sia per questo che tutti i maggiori leader FIOM per decenni sono passati per Brescia? :))

  6. Aneddoto bellissimo, avvertire il ragazzo nigeriano è stato comunque un gesto di educazione, è sempre bene rispettare le convinzioni altrui (o che almeno presumiamo esistenti)… bel personaggio questo Marcello…

  7. Suvvia, non siamo così negativi verso lo Scudiero Jons, conoscendolo son certo che la sua conclusione ha quantomeno un fondamento personale e che può benissimo meglio integrarla ed argomentarla…

    @ Bruno: semplicemente, ti ringrazio.

  8. Al leghista che dice che avrebbe avvertito l’islamico della minaccia suina: nobile da parte tua. Poi vedi che è senza documenti e lo chiudi in un campo di concentramento (CIE, scusa, un CIE), ma metti caso che muore, non va all’inferno. Perché lo hai avvertito del maiale.

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