cercando la dispersione

Dopo la concentrazione, la dispersione!

Ieri sera ho risentito dopo diverso tempo “chief” Jed. Jed è un grande, in ogni senso: grosso come un giocatore di rugby di prima linea, simpaticissimo ed un ottimo professionista nel suo campo con un senso della vita invidiabile. E’ stato il mio capo in Cambogia, all’ECCC, ma grazie alla sua simpatia ed ai suoi modi alla mano in breve tempo è passato da “chief” a “mate”.
E’ stato bello risentirlo, soprattutto perchè vivendo lui in Australia le occasioni per ritrovarsi non sono frequentissime.

Parlare con Jed, pochi mesi dopo aver accompagnato Javier a Venezia e solo pochi giorni dopo aver ricevuto una cartolina da Gilles in giro per il Costa Rica, mi ha spinto a farmi una mappa mentale delle varie amicizie in giro per il mondo.
Di qui, la dispersione.

Sono contento di aver amici e conoscenti in così tanti luoghi: Santiago del Cile, New York, Sydney, Adelaide, Madrid, Barcellona, Amsterdam, Paris, Lyon, Hamburg, Berlin, Vilnius… mi ricorda quanto ho girato, quanta gente ho conosciuto, quanti posti ho visitato…
Insomma: mi da un senso di soddisfazione, di piacere ed in un certo modo anche di “compiutezza” della mia vita.

Ma la rapida mappatura mentale di questo fenomeno mi ha anche fatto rendere conto di una cosa: a parte il dettaglio (marginale?) che molte di queste conoscenze ed amicizie sono relativamente banali e poco profonde -inevitabile-, mi sono reso conto che molti di loro (nonostante il tempo non manchi) potrei non rivederli mai più e, contemporaneamente, mi son reso conto che questa dispersione mi priva anche della possibilità di riunire in una qualche occasione speciale tutte le persone che vorrei vicine, con le quali vorrei condividere quel momento.
Da un banale barbecue sulla spiaggia, alla mia laurea, al matrimonio di Roman (ok, per Roman ci sono andato), difficilmente potremmo essere tutti insieme. (lo dico anche perchè ci ho provato, con quelli più prossimi).
Sicuramente le tecnologie suppliscono in qualche modo al problema, ma non può mai essere la stessa cosa: “placcare” Jed sul campo da rugby, farmi offrire un buon vino da Gilles, girare una città con Javier, guardare un buon film con Roman non equivarranno mai ad una chiacchierata in skype! Ci mancherebbe altro…

L’altro lato della medaglia: amicizie in giro per il mondo, rari contatti.
E’ il bello ed il brutto della globalizzazione vissuta in prima persona.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “cercando la dispersione

  1. Io invece sono stato sempre una persona molto ‘stanziale’: ho viaggiato poco, in vita mia, praticamente mai da solo, e le volte in cui ho messo piede fuori dai confini nazionali si contano sulla punta delle dita di una mano; a dire la verità mi sono sempre mosso poco perfino da Roma… Non saprei manco spiegare il perché: indole, probabilmente; forse anche poca curiosità, non tanto culturale, quanto antropologica. La curiosità di conoscere gente nuova, diversi stili di vita, modi di pensare non è mai stata tra le mie caratteristiche. Sono un indolente, sotto questo punto di vista… Nel mio piccolo però, anche io vivo la situazione che descrivi: anche io ho vari amici che non si conoscono – o raramente si sono visiti – tra loro, e devo dire che da quando c’è Internet questa situazione si è complicata, “conosco” (tra molte virgolette) parecchia gente in modo virtuale, ho riallacciato rapporti… Ma alla fine le amicizie (più o meno superficiali) virtuali, costituiscono un ‘insieme’ che ha pochi punti di intersezione con le amicizie ‘fisiche’… e anche a me è venuto più volte in mente di radunare tutti in un posto, un giorno o l’altro…

  2. @ Marcello: Il tuo commento mi piace un sacco, perchè mi porta una realtà diversissima dalla mia. Certo, stando in una grande città come Roma hai comunque la percezione di quanto dico: cosa altrimenti impossibile in un paesino da 10.000 abitanti.
    Personalmente non sono affatto una persona socievole, ma sì credo di potermi definire “antropologicamente curioso”. Molto più in senso atropologico che sociale (infatti, mi interessa molto di più di un cileno che di un veneziano…)

    @ intesomale: non so in che modo il dettaglio ti sia essenziale per capire, comunque sono (ovviamente) divisi in gruppi più o meno random: quelli conosciuti a Phnom Penh, conosciuti ad Hamburg, conosciuti a Lyon… che poi si sono ridispersi nelle città d’origine o altre. Quindi alcuni si conoscono tra loro, altri assolutamente no. Ma nel complesso io sono l’unico punto di contatto (eh, grazie tante: il post è su di me…!)

    @ Bruno: sai che, in realtà, ho approfittato solo di rado di questa opportunità? In primis, perchè di rado torno in luoghi in cui son già stato… ed in secondo luogo perchè spesso siamo tutti troppo impegnati.
    Comunque, anche il semplice reincontrarli è sempre un piacere!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: