cercando il paradosso della sicurezza

La vita qui ad Arusha non esattamente “sicura” per gli standard occidentali: i rischi per l`incolumità personale degli stranieri sono abbastanza importanti e se anche non vi è alcun pericolo (a parte il traffico sregolato) nel camminare da soli in città durante il giorno, è veramente poco consigliabile farlo di notte.

Situazione completamente opposta, a quanto mi dicono, rispetto al Ruanda: lì soldati armati pattugliano le strade ed il rischio di subire furti o minacce è minimo.

Queste circostanze mi hanno spinto ad una riflessione sul nostro concetto di “sicurezza”, riflessione che mi porta a conclusioni in qualche modo paradossali: ci sentiamo più sicuri quando i nostri beni sono protetti anche se la nostra persona è esposta a rischi maggiori.
Infatti, in Ruanda come in Israele o in certi quartieri americani ci sentiamo sicuri data la diffusione di forze dell`ordine e di armi che impedisce qualsiasi azione violenta o aggressione per ragioni economiche. Ma questa protezione non ci garantisce affatto contro maggiori minacce per la nostra incolumità: se uno solo (o più) di quei soldati impazzisce o decide coscientemente di usare le armi di cui è dotato per aggredire, siamo esposti  a pericolo ben maggiori!
Per converso, anche camminando la notte per Arusha, il rischio maggiore che potrò correre sarà solo quello di venir derubato di tutto quanto porto con me… La prima e più semplice precauzione è qui quella di non portare con se` nulla di prezioso, la seconda è di esser pronti a cedere alle minacce e consegnare tutto.
Solo nello stupido tentativo di opporre resistenza la nostra incolumità fisica e personale è esposta a seri rischi.

Insomma, ho la forte impressione che la nostra comune percezione della sicurezza sia “sfocata”, sfasata: presti troppa importanza ad elementi tutto sommato secondari, come le nostre proprietà, e meno alla nostra incolumità.
Ecco, se qualcosa dovrebbe darci il senso di un “progresso andato storto”, credo questo sia un buon indicatore…

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

6 thoughts on “cercando il paradosso della sicurezza

  1. visto che sei da quelle parti, vai a controllare se in qualche banca c’è denaro leghista:)))
    oppure hai visto sventolare qualche bandiera della Padania?:))
    scherzi a parte, non so se hai saputo di Obodo, giocatore del Lecce, rapito in Nigeria A CASA SUA…non credo che esista sicurezza da nessuna parte, certo che in Finlandia secondo me si gira un pò meno preoccupati…

  2. non sono poi così sicuro che in caso di aggressione economica “solo nello stupido tentativo di opporre resistenza la nostra incolumità fisica e personale è esposta a seri rischi”: non sottovalutare la violenza gratuita, o anche solo la voglia di eliminare il testimone.

    tuttavia in Africa il rischio veramente brutto io l’ho corso all’Asmara, quando mi sono incuriosito e sono entrato in un angolo buio di un parco di notte, per fotografare dei suggestivi bufali sotto il chiarore lunare, e a un certo punto ho sentito un clic nel buio: era la guardia del corpo del Presidente che stava pigliando la mira, ed ero arrivato davanti a un ingresso sorvegliato della sua residenza… 😉

  3. Anch’io sono d’accordo con Bortocal, mai sottovalutare la violenza ed il fatto che molte persone, purtroppo, hanno poco da perdere…
    Luigi, in Finlandia di certo saranno più sicuri, però qualche mese fa un “pazzerello” ha fatto una simpatica strage col fucile, senza alcun motivo apparente…

  4. Si… è vero che talvolta il concetto di sicurezza percepita non corrisponde esattamente a quello di rischio effettivo. Detto che da nessuna parte si è davvero al sicuro (in Finlandia un pazzo ha compiuto una strage, a Brindisi una bomba ha colpito una scuola), anche io però – come Luigi – starei un pò più tranquillo e sereno in Scandinavia…

  5. @ luigi: non penso che mi lascino controllare i titolari di tutti conti di in banca di Arusha… comunque, bandiere della padania in giro non ce ne sono: solo quelle del partito di governo della Tanzania…
    Ho letto di Obodo, una bruttissima storia. E ovviamente sono d`accordo sul fatto che certi posti siano più sicuri di altri. Ciò non toglie che le nostre preoccupazioni per la nostra sicurezza siano spesso dettate da logiche errate, pensiamo anche alle casseforti delle rapine in villa nostrane…

    @ bortocal & Bruno: sicuramente i pazzi che commettono atti violenti senza ragione esistono ovunque, ma appunto per tale ragione tali atti appartengono all`imponderabile e non possiamo per questo legarle al nostro senso di in-sicurezza nei vari luoghi.
    Resto insomma convinto che essendo disposti a “cedere” alla violenza si può preservare la propria incolumità.

    @ RW: anche io starei più tranquillo in Scandinavia piuttosto che ad Arusha, tanto che qui al calar del sole non possiamo camminare per strada…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: