lo strano caso dell`aereo abbattuto in Siria

Jet militare turco abbattuto al largo della Siria.
Questa la notizia che BBC news ed Al Jazeera ripetono da giorni (assieme all`elezione di Morsi come nuovo presidente egiziano: il primo non proveniente dalle forze armate- notizia che, per inciso, giudico positiva: con una Costituzione ancora da scrivere, il presidente è una figura dai contenuti ancora tutti da definire, quindi non vi sono pericoli anche se è un mussulmano. Anzi, ottima occasione per definire una Costituzione bilanciata e rappresentatitiva).

Notizia che, invece, passa relativamente sotto silenzio nei media italiani. La cosa non mi sorprende, ma è abbastanza grave.
Grave, perchè è una notizia dalle grandi implicazioni.
Non a caso, la Siria si è affrettata a “scusarsi” (ma questa notizia è ambigua), a collaborare alle ricerche ed a cercare di dimostrare che ha rispettato le norme internazionali di ingaggio (cioè che il jet aveva violato il suo spazio aereo e che era stato avvisato). In realtà, lo stesso presidente turco (ed ex ministro degli esteri) Gül ha in qualche modo ammesso la violazione dello spazio aereo siriano.

Il maggiore punto di dibattito pare essere se il jet sorvolasse acque internazionali o lo spazio aereo siriano al momento dell`abbattimento: secondo i siriani, ha proseguito la sua rotta verso la costa (Latakia), secondo i turchi ha invertito la rotta puntando verso Cipro ed uscendo dal territorio siriano.

Due domande: 1) perchè un jet turco dovrebbe fare una manovra simile? 2) perchè tante discussioni in proposito? Tante, la Turchia porterà la discussione anche al prossimo vertice NATO…
Azzardo risposte. Alla prima domanda, le opzioni possono essere solo due: per errore o per calcolo strategico, ovvero per sorvegliare cosa accade nelle città siriane in cui vi sono combattimenti. In questo caso vi sarebbe un`effettiva lesione della sovranità siriana e l`abbattimento apparrebbe giustificato.
Seconda domanda, qui in realtà la risposta è abbastanza semplice: se vi fosse un preciso calcolo (una voluta provocazione), la Turchia potrebbe ora invocare l`art. 4 del Trattato Atlantico per chiedere supporto alle potenze NATO contro la Siria… ovvero, un intervento internazionale (relativamente gisutificato, come il Golfo di Tonchino) per sbarazzarsi di Assad.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

11 thoughts on “lo strano caso dell`aereo abbattuto in Siria

  1. Da tempo ormai la Nato e Israele stanno effettuando in Siria missioni di osservazione e raccolta dati (principalmente attività di imagery e signals intelligence) in modo da supportare e coordinare i “ribelli”. La Russia (e Assad naturalmente) ha dato un segnale molto forte con questo abbattimento: dunque escluderei l’ipotesi dell’art. 4, per il semplice motivo che non ci sono le condizioni né politiche né militari per un impiego della forza. La Russia e la Cina sono state troppo accomodanti nel caso libico, e ora non vogliono commettere lo stesso errore.
    Ti suggerisco il pezzo di David Cenciotti sull’abbattimento (http://theaviationist.com/2012/06/25/turkish-phantom-down-theory/) e l’analisi di Ostpolitik sugli interessi moscoviti (http://ostpolitik.wordpress.com/2012/06/20/perche-putin-vuole-salvare-assad-a-tutti-i-costi/).

  2. @ ilPrezzemolo: come nel caso dei ribelli libici, dubito che i ribelli siriani sarebbero in grado di sbarazzarsi di Assad senza un minimo di supporto internazionale. Quindi l`”occidente” è di fronte ad una scelta chiara e la presente occasione gli offre una chance non secondaria per intervenire senza tirare in ballo l`ONU, che è proprio dove Cina e Russia possono bloccare ogni mossa.
    Quindi, il ricorso all`art. 4 mi sembra più attuale che mai, tanto più che vi ricorrono tutti i requisiti. Il “segnale” dato dai siriani è certamente molto forte, ma anche molto azzardato: chi gli copre le spalle? E non credo proprio (anzi, ne sono certo) che la Russia o la Cina interverranno direttamente in caso di un attacco NATO in Siria: per quanto Assad sia prezioso, non vale certo lo scontro aperto!
    Leggerò quanto prima gli articoli che mi consigli.

  3. Che i media facciano parte della struttura di dominazione non è una novità (il caso libico decollò con la falsa notizia di “genocidi” attuati dal regime).
    Ma geopoliticamente la Siria non è la Libia: gli interessi da parte della Russia e Cina sono fortissimi, in particolar modo per la prima. E l'”occidente” – con o senza parere dell’ONU – non potrà non tener conto delle posizioni (ed delle ripercussioni politiche, parlare anche di quelle militari sarebbe eccessivo) delle due più importanti potenze orientali. Insomma siamo di fronte ad uno scontro diplomatico che vede coinvolti i più importanti attori delle relazioni internazionali in uno scenario altamente sensibile come quello mediorientale.

  4. primo punto: l’inquadramento dei fatti si fonda su un ulteriore fatto certo: l’aereo turco è caduto in acque territoriali siriane; il dettaglio rivelatore sfugge alla stampa occidentale, ma rende poco plausibile la versione turca di un aereo già uscito dallo spazio aereo della Siria, colpito dalla parte della Siria, e che precipita IN DIREZIONE OPPOSTA a quella di volo e a quella dei colpi ricevuti, RIENTRANDO nello spazio aereo della Siria.

    su queste basi mi sembra molto difficile imbastire un nuovo incidente di Sarajevo, o del Golfo del Tonchino.

    aggiungo che non credo la NATO ansiosa di battersi per allargare l’influenza turca: di un alleato uscito da tempo dal suo ruolo subordinato e ansioso di recuperare uno status imperiale nel Medio Oriente; di sfuggita ricordo che la Turchia ha già strappato parte del territorio alla Siria nel 1939, dopo un anno di fittizia indipendenza: si tratta di Antakia, che la Siria rivendica ancora come parte del proprio territorio: http://www.google.com/imgres?imgurl=http://taheny.com/Official_Syria_Map_big.jpg&imgrefurl=http://taheny.com/2005/01/syria-continued.htm&h=1028&w=1000&sz=153&t.

    ultimo dettaglio sul quale mi sono retto la testa ieri: l’art. 4 del Trattato del Nord Atlantico del 4 aprile 1949 non sembra particolarmente pericoloso: dice soltanto: http://www.studiperlapace.it/documentazione/natotreaty.html

    Articolo 4
    Le Parti si consulteranno quando, secondo il giudizio di una di esse, ritengano che l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una di esse siano minacciate.

    l’articolo pericoloso è semmai il 5 che dice, riallacciandosi al concetto di sicurezza:
    Articolo 5
    Le Parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o nell’America settentrionale
    (nb. la definizione dei territori ai quali è applicabile l’articolo 5 è stato modificata successivamente ed oggi comprende anche la Turchia), costituirà un attacco verso tutte, e di conseguenza convengono che se tale attacco dovesse verificarsi, ognuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva riconosciuto dall’art.51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’impiego della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale.

    Qualsiasi attacco armato siffatto, e tutte le misure prese in conseguenza di esso, verrà immediatamente segnalato al Consiglio di Sicurezza. Tali misure dovranno essere sospese non appena il Consiglio di Sicurezza avrà adottato le disposizioni necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali (1).

    ma il punto che dà una relativa sicurezza giusto per il quadro di cui sopra e poi perché l’attuale crisi economica occidentale non consente più grandi imprese militari…, è che, come si legge, una azione immediata di risposta della NATO dovrebbe poi passare al filtro dell’ONU, dove Russia e Cina non lasceranno passare mai una azione militare contro la Siria.

    dico questo senza nessuna particolare simpatia per la dittatura di Assad più che per quella di Gheddafi, e convinto che alla stessa maniera ci sarebbero tutti i motivi per una azione internazionale di rimozione di un simile macellaio.

    naturalmente ho letto le tesi di chi, abbastanza sventatamente, osserva che manca la partecipazione popolare alla lotta di resistenza contro Assad (mi sarebbe piaciuto sentirli al tempo del nazismo questi acuti osservatori…), non sono uno specialista, solo un comune osservatore, e la mia risposta a queste tesi che trovo aberranti sta qui, in questo breve video di protesta degli immigrati siriani della mia città, Brescia: non so quanti siano i siriani a Brescia, ma credo, che in un contesto in cui possono manifestare liberamente, fossero tutti qui: http://www.youtube.com/watch?v=sZ54RX7wu7E

    • Devo fare due rettifiche ai miei commenti scritti di fretta:
      – volevo riferirmi all’articolo 5 e non al quarto;
      – mi sono dimenticato l’Iran, altro attore importante in difesa della Siria.

  5. Pingback: 320. la minaccia alla Siria di Erdogan il lupo di Turchia. « Cor-pus

  6. … più che silenzio dei media italiani, direi che l’intero occidente sia attualmente preoccupato solo dalla crisi economica.
    Eppure, a ben vedere, quello che sta avvenendo in quella zona del Medio Oriente può diventare il nostro peggior incubo. Non si tratta solo di un moto di ribellione contro Assad, ma di un insieme di interessi convergenti da parte di numerosi Stati. Oltre alla Siria e alla Turchia, abbiamo Israele e Giordania, senza dimenticare la pesante influenza dell’Iran. Ad un livello superiore, troviamo Stati Uniti e Russia, che ha già dichiarato di essere poco incline a perdere la sua unica base navale del Mediterraneo.

    Insomma, agitate il tutto e otteniamo una soluzione altamente instabile che, in ogni momento, può determinare lo scoppio di un conflitto dai confini ampi e dai risvolti preoccupanti per l’Europa.

    F4 turco: non proprio quel che si dice l’aereo ideale per fare un volo “at full speed” a quota quasi tangente con il terreno sottostante. Sin dalla sua comparsa, questo aereo ha avuto il brutto difetto di lasciare dietro di sè una scia ben visibile … a meno che nelle sue ultime versioni questo sia stato eliminato.

    Altra ipotesi: si stanno testando le capacità di reattività del sistema di difesa siriano sottoponendolo a continue violazioni del suo spazio aereo. Gioco pericoloso ma che fornisce ottime informazioni a chi deve preparare un piano di attacco. Tipo quello Israeliano del 1982: in qualche ora le difese aeree siriane furono così duramente colpite da non costituire più una minaccia.

  7. …errata corrige: gli F4 esistono anche nella versione “wild weasel”, ossia quella preposta alla guerra contro gli impianti radar nemici. Sono andato a memoria… e ho sbagliato!

    Ma rimane la domanda: che ci faceva un “wild weasel” turco sul territorio siriano???

  8. @ Il Prezzemolo: tutto corretto e sono d`accordo su tutto. Ma sai bene quanto me che se si tira troppo la corda, alla fine qualcuno deve cedere.
    E secondo me il “coltello dalla parte del manico” ora come ora ce l`ha sopratutto l`Occidente, nella cui prospettiva mi viene naturale leggere la mossa turca.

    @ bortocal: paradossalmente, io credo che i fatti accertati nulla cambino nella “costruzione” di un pretestuoso incidente. Appunto perche` essendo un pretesto, poco importa che sia veritiero.
    L`art. 4 è stato citato dai media, e tuttosommato mi sembra corretto in una fase prodromica all`applicazione dell`art.5.
    Quanto alla volontà della NATO di battersi per la Turchia, sono relativamente d`accordo con te, ma solo nella misura in cui escludiamo l`interesse per l`Alleanza di togliere un alleato a Russia e Iran (vantaggio comparato negativo) e potenzialmente di instaurare una nuova enclave nello scacchiere -magari, perchè no?, anche in possibile sostituzione della Turchia- (vantaggio comparato positivo).

    Non sono d`accordo invece sull`analisi economica che fai: anzi, credo che nella lettura di svariati governi qualche spesa militare possa esser utile per rimettere in moto l`economia (magari senza passare per il filtro dell`opposizione agli investimenti pubblici!).
    Certo che dopo si dovrà passare per l`ONU, ma sarebbe esclusivamente ex post, a cose fatte e se anche non arrivasse la conferma, per la NATO non sarebbe una tragedia… (triste realpolitik).

    @ camosciobianco: esattamente! I media occidentali in genere danno grande risalto alla situazione, ma paiono fermarsi a informazioni veramente ridotte (anche se è pur vero che ottenerne è sempre più difficile) e comunque per lo più di una sola parte….

    molto interessante la tua ipotesi sul testare le difese siriane.

    • beh, però i fatti hanno dato ragione a me… 🙂 considerando che la NATO alla Turchia ha detto sostanzialmente “ciccia”.

      sulle spese militari come positive in se stesse per l’economia vedo che siamo in radicale dissenso: le spese militari sono utili per il rilancio della produzione di uno stato solo quando distruggono l’apparato produttivo dei concorrenti e pongono termine in questo modo alla sovrapproduzione.

      se fossimo sinceri e avessimo il coraggio intellettuale di dire la verità, potremmo accorgerci che il keynesismo rooseveltiano fu sostanzialmente un fallimento: dopo un piccolo provvisorio miglioramento, già finito nel 1937, l’unica vera risposta efficacia alla crisi economica americana fu la distruzione della Germania e del Giappone e, in misura minore dell’Italia.

      ma certamente questo contrasta con la vulgata pacifista e progressista, ed è una verità storica troppo dura da digerire…

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