che notte questa notte (dodicesimo dispaccio)

Scusate il titolo banale, ma non saprei davvero come altro intitolare questo post. Non so voi come l`abbiate vissuta, ma io in questi giorni mi son lasciato veramente trascinare dalla furia sportiva: sarà la compagnia di (pochi, ma accaniti) tifosi, sarà la lontananza da casa che da a tutto un sapore diverso e più intenso, saranno le avversità che la squadra ha affrontato per arrivare fin qui, sarà il fascino della sfida con la Germania… fatto sta che erano anni che non mi scatenavo così.

Mi son rapidamente reso conto di aver veramente dato spettacolo, assieme agli altri italiani: quattro indemoniati (oltre a svariati stranieri arruolati alla causa), di cui una ragazza scatenata, ad urlare come pazzi ad ogni azione, a palpitare per ogni pallone, a gridare e saltare per ogni passaggio, per ogni rinvio….
Onestamente, se non avessi avuto mezze distrazioni per uscire dal bar e perdermi qualche istante della partita (pochissimi!!) credo veramente che il cuore mi sarebbe scoppiato. Ad un certo punto ho dovuto persino farmi dare una sigaretta: non ho mai fumato e la prima e unica risale alla terza media, 1999, ma confidavo davvero che la nicotina mi calmasse almeno un pò.
Abbiamo dato spettacolo, ho dato spettacolo: di certo tutti i tanzanesi e stranieri al bar hanno visto i loro stereotipi sugli italiani confermati.
Ma poco importa.
A volte ci vogliono anche i momenti così.

Ora, anche se nulla è stato ancora fatto, anche se personalmente non ne guadagno nulla, so che questa notte mi resterà a lungo: una notte in cui come raramente accade abbiamo condiviso mille sensazioni con gli altri italiani.
Alla fine della partita ero talmente contento che abbracciavo chiunque mi capitasse a tiro: colleghi inglesi, canadesi, americani. Solo fortuna ha voluto che la supervisor non fosse a tiro, altrimenti avrei abbracciato anche lei.

Lei e la ragazza dell`undicesimo dispaccio.
(O i giudici).

Tanto eravamo felici, eccitati e galvanizzati che alla fine sono riusciti a trascinarmi anche in discoteca.
Il Via via, ritrovo semi-ufficiale dei muzungo di Arusha per il giovedì sera. Locale di follie.
Tanto per dire, se la prima (e fino a ieri unica) sigaretta risaliva al 1999, l`ultima serata in discoteca non è successiva al 2005….
Bhè, anche lì abbiamo dato spettacolo.
Ma cosa importa? Tanto si era felici che ci si può anche permettere qualche follia.
Saltavo sulla pista da ballo come un guerriero masai. Un paio di volte hanno dovuto veramente rallentarmi prima di farmi atterrare di nuovo.

Poi c`è stato il momento di follia di una stronza troppo ubriaca o troppo stronza per ascoltare i casini che tre italiani sono in grado di combinare.
Ecco, questo ha decisamente peggiorato la fine della serata. Una scena talmente weird da far paura e tutto per dire che non c`era nulla di weird….
Follia pura.

Ma perchè rovinare questo bel momento? Lasciamo questi argomenti!
Allora, neppure regolare la sveglia per le 7.00 e vedere che restano solo 3 ore e 13 minuti di sonno prima di andare in ufficio, neppure alzarsi all`alba dopo una nottata simile sono stati momenti difficili o sgradevoli.
Anzi, dopo una notte così sono persino belli.

Che notte questa notte.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “che notte questa notte (dodicesimo dispaccio)

  1. mi hai fatto tornare alla mente la mitica scena di “Pane e Cioccolata” con Nino Manfredi, dove lui – emigrato in Svizzera – si finge un locale e segue la partita della nazionale italiana contro quella svizzera in un bar. I nostri segnano e lui non può fare a meno di urlare dalla gioia… non è esattamente la stessa situazione che ti ha visto coinvolto, ma che ci vuoi fare… io ho la mente cinematografica… 😉

  2. Sinceramente non riesco a farmi ‘trascinare’ dal calcio o dalla ‘follia della folla’, né dai mondiali, né tantomeno dagli europei, che su di me esercitano il medesimo fascino di una partita giocata tra il Foggia e l’Udinese… Sarà un’immunità genetica, vallo a capire…

  3. @ Carlo: personalmente neanche io mi faccio trascinare dalla folla entusiasta. Di fatti, non eravamo affatto una folla ma solo quattro italiani… Come per ogni cosa, per il calcio alterno momenti di grande passione a momenti di totale disinteresse. Per varie ragioni, questo era piuttosto un momento di passione.

    @ ipitagorici: credo anche io che questo trascinamento sia dipenso in larga misura dal fatto di averli vissuti all`estero con pochi amici: tutto ciò ha rafforzato moltissimo il nostro senso di appartenenza rappresentato dalla nazionale

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