tranquilla mamma, sto bene (sedicesimo dispaccio)

Vivere in Africa è un pò sopravvivere.
Non lo dico tanto per la qualità della vita (rispetto agli standard occidentali), bensì semplicemente per il contesto e tutto quello che accade attorno a te.

Tralasciamo pure la sfida quotidiana di attraversare la strada in una città in cui non esiste alcun concetto di “codice della strada”, che in fondo non è molto più pericoloso che in certe città europee.
Ma che dire delle infezioni intestinali sempre in agguato e totalmente imprevedibili? Ok, difficilmente ti uccideranno… ma ti fanno sempre passare un pessimo quarto d`ora! Semplicemente, qui col cibo le garanzie sono poche o assenti: anche in ristoranti frequentati da tempo, l`imprevisto è in agguato.

Oppure vogliamo parlare della sicurezza? Domenica pomeriggio, 17.15 circa- appena terminato di telefonare coi miei in Italia mi carico il pc in zaino e mi incammino verso casa, in Fire Road-Arusha. C`è ancora luce e nonostante abbia tutto con me (pc, cellulare, ipod, diario, contanti…) mi sento tranquillo a camminare.
Rientro senza problemi, butto lo zaino sul letto e sento che mi chiamano: due interns sono appena stati derubati sulla stessa strada da tizi armati di machete (solo per fare gli sbruffoni, comunque)… caspita!! Sarò passato di lì non più di 10 minuti dopo  di loro. E senza contare tutte le volte in cui ho camminato verso casa dopo l`imbrunire….

Ma che dire dei paesi limitrofi? Del Congo vi ho già detto, ma sapete che stanno combattendo anche in Somalia? E del Sud Sudan vs Sudan?
Vabbè, questi sono ancora abbastanza distanti…. Ma parliamo allora del Kenya dove sono esplose diverse bombe negli ultimi mesi e dove aumentano le tensioni (ah, per la cronaca, il capo della sicurezza durante il primo briefing ci ha detto testualmente “sappiamo che arriveranno qui, ma non sappiamo quando: il confine è un colabrodo, quindi sappiamo che arriveranno”- porca puzzola!).
O, perchè no, dell`Uganda dove nuovi casi di Ebola sono stati identificati e si teme una nuova epidemia?

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

6 thoughts on “tranquilla mamma, sto bene (sedicesimo dispaccio)

  1. Da noi queste notizie non arrivano tranne che per l’ebola di cui hanno dato risalto proprio oggi, sai come è , che non arrivi il contagio qui!!
    Certo hai un bel coraggio a viver li anche perchè essere bianco non credo sia un vantaggio o mi sbaglio e son pieno di preconcetti?
    Ma mi spieghi perchè le cose non si stabilizzano in quei paesi? Che ruolo ha la politica e le istituzioni? Non son forse troppi anni che le cose vanno così ? Chi soffia sotto per non cambiare ? Ciao in bocca al lupo.

  2. @ intesomale: a dire il vero , nessuna delle due. tanto per dire, l`ebola in Tanzania non si è mai, dico MAI, diffusa. quanto alle aggressioni: giro sempre senza soldi….
    grazie per la stima, anche se non son certo di meritarla

    @ ilsonnambulo: immagino, immagino. qui si parla di ebola da quasi 10 giorni, tanto per farmi passare ogni voglia di andare in Uganda (se mai ne avessi avuta).
    quanto all`essere “muzungo”, a parte i prezzi esagerati e qualche rischio di aggresione, non ci sono particolari svantaggi.
    la situazione politica…. ovviamente è un tema vastissimo, per il quale non sono qualificato. ma il mio semplice giudizio è che manchino le condizioni sociali per un sistema politico statale-nazionale: manca un senso di cittadinanza astratto dall`appartenenza a gruppi (clan o religioni), manca tutta un`elaborazione politica in senso moderno che insomma rende impossibile la decisione di specifici piani d`azione senza interferenze varie

  3. forse, ottimo red, quella che noi in europa chiamiamo «normalità» è solo un episodio particolarmente fortunato nella tribolata vicenda delle umane genti, ed è senz’altro utilissimo conoscere le testimonianze di chi il mondo lo conosce perchè ci porta il suo corpo, il suo debole corpo, e non si illude di conoscerlo perchè esiste l’internet

    sono abbastanza pessimista: i batteri hanno dominato indisturbati il pianeta per circa 450 milioni di anni (per fare un paragone i decantati dinosauri solo un paio di milioni…), dunque quel breve flash definibile «era dell’homo sapiens» sarà una vicenda molto fugace, e poi torneranno loro, i batteri, fino alla fine dei tempi

  4. @ Slec: direi, senza ombra di dubbio, che è più complicato.
    Perchè, giusto per fare due esempi, anche Tanzania e Kenya hanno avuto dei buoni leader (Kenyatta e Nyerere), così come -in parte- l`Uganda o lo Zaire (magnifico un documentario di TV5 Monde).
    Pure il Ruanda, ma lì la situazione è stranamente diversa.
    Mi pare che, in generale, oltre ad una lungimirante visione politica manchino le condizioni “sul campo” per realizzare i progetti politici.
    Di fatto, nè in Sudafrica (per il poco che so), nè in Tanzania o Kenya questo si è realizzato. E, dispiace dirlo, se il Sudafrica versa oggi in una condizione diversa da altri Stati africani credo ciò dipenda dal dominio Afrikaaner.
    Non voglio alimentare teorie razziste, anzi. Semplicemente, mi sto convincendo che l`approccio alla vita degli occidentali è radicalmente diverso da quello degli africani: “moderno”, se vogliamo, con standard oggettivi ed impersonali che facilitano lo sviluppo in quell`entità astratta che è lo Stato.
    Insomma, qui prevalgono ancora logiche di amicizia o di appartenenza che rallentano la formazione di un diverso senso sociale e con esso di un diverso equilibrio.

    @ diegod56: sono fondamentalmente d`accordo con te. Anche questo è il senso della mia risposta sopra a ilsonnambulo e Slec.

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