occupy app

Fra le notizie che ascoltavo stamattina al tg, una in particolare mi ha colpito: su facebook è stata creata l`app “occupy wall street”, legata al celebre movimento che dall`anno scorso aveva scosso le coscienze civili globali con varie manifestazioni contro delle derive del mercato finanziario e dell`economia.
In pratica, gli iscritti possono indicare il loro luogo fisico e lanciare un messaggio (postato su una mappa in corrispondenza della propria icona).

All`epoca si era lodato il ruolo ed ilpotenziale dei media digitali nel favorire la partecipazione (in nuove forme) dei cittadini alla vita sociale e politica, locale e globale.

Ora, siamo al paradosso: da potenziale strumento per una nuova partecipazione personale, diretta, fisica, la rete diventa (o, semplicemente, ritorna) una banale “bacheca” globale, dove i messaggi si moltiplicano senza che la comunicazione abbia un vero referente fisico. Senza che ne` il mittente, ne` il destinatario abbiamo da assumersi alcuna responsabilità.

Siamo al ribaltamento, che forse, in fondo, non è che un ulteriore compimento della logica digitale: la rete può certamente favorire interazioni fisiche, “reali”, ma è naturalmente orientata ad un`altra logica, immateriale.
Coi suoi pregi ed i suoi difetti, tra i quali l`indeterminatezza e l`irresponsabilità.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

8 thoughts on “occupy app

  1. ho fatto un po’ fatica (ma forse è anche un effetto dell’ora… :)) a seguire il tuo discorso, red.

    se non ho capito male, si tratta di una specie di geolocalizzatore della protesta.

    sono un inguaribile postsessantottino plasmato da decenni di repressione, non c’è dubbio, ma mi impressionano soprattutto i rischi di un uso repressivo di questa specie di autoschedatura di massa.

    conoscendo poi la cinica disinvoltura di chi controlla facebook non mi stanco dal mettere in guardia dal fidarsi troppo di questo strumento.

    che però non è la rete, è solo un uso abbastanza fascista della rete stessa.

  2. Pingback: 437. taci, il virus governativo ti ascolta (come i computer stanno diventando coscienti). « Cor-pus

  3. @ bortocal: la spiegazione in tv era molto migliore della mia (anche perchè era una pubblicità), comunque direi che hai colto il concetto. solo che in tv veniva presentata come una grande applicazione… un pò nello spirito di occupy wall street e la cosa mi ha veramente lasciato basito, vista la differenza abissale fra agire fisicamente, di persona, e seduti ad un pc.

    @ ipitagorici: concordo in pieno.

    @ intesomale: è una possibilità concreta. “bisogna tornare nella strada”, cantava Gaber in tempi affatto sospetti….

    • beh, comunque ho usato l’informazione carpita da te in un mio post sull’argomento internet.

      e naturalmente mi sono ritrovato d’accordo con te nel valutare molto negativamente questa applicazione.

  4. Pingback: Animali Social(i) – Redpoz ter: in risposta a Mododidire | I discutibili

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