tre città

Intesomale ed esercizidipensiero hanno lanciato un simpatico giochino per blogger: descrivere la propria città d’autunno.
Io, per fortuna o purtroppo, faccio fatica a dirvi qual’è la mia città. Quindi, ve ne metto tre…. (il solito sborone, lo so).

HAMBURG, MEINE PERLE
Hamburg, Amburgo per gli amici, città anseatica nordica e tedesca per definizione, d’autunno diventa ancora più nordica e tedesca. Ma lo nasconde bene dietro quei colori ancora caldi del Planten und Bloomen o lungo l’Alster o dei quartieri sull’Elba, ti illude ancora per un pò, prima di scatenare giornate perennemente grigie e piovose. Sono le prime pioggie, sottili e fitte, è il vento che ti sferza un pò più freddo passeggiando lungo l’Elba, sono le mille foglie che coprono i parchi. E’ il piacere di un thè caldo, che da l’idea di benessere e pace, di commerci e terre esotiche arrivate sotto casa (richamandoti alla mente il lavorio del porto, i magazzini in mattoni rossi ed il continuo viavai sul mondo, che è poi l’essenza di questa città). E’ scegliere ancora di camminare a casa quando si fa sera, piuttosto che prendere l’U-Bahn, sapendo che a breve non si godrà più di questo tepore.
E’ strano l’autunno ad Hamburg, in questa città dove anche l’estate è un pò inverno, l’autunno lo è un passo in più. Ma ancora un passo in meno.
Sembra che l’autunno sia la stagione ideale per Hamburg, una stagione pacata ma colorata, viva ma non troppo intensa e piena come l’estate. L’autunno ad Hamburg ha i contorni indefiniti: non sai mai quando è veramente estate, né quando l’autunno veramente inizi o finisca. L’unica cosa veramente certa ad Hamburg è l’inverno, e arriva all’improvviso, di cui ti rendi conto solo quando ne sei completamente immerso.

LYON, TOUJOURS
Ah, Lyon (Lione) è un altra cosa! La mia Lione d’autunno ha un sapore libertino: i palazzi stile impero del centro, i bouchon del centro più caldi ed affollati, un bicchiere di vino cui non si dice mai di no. Sono i colori delle pietre che si tingono di colori più scuri e rossastri, sono le ombre più profonde nelle stradine della viuex Lyon, sono i sacchi di juta per riciclare le foglie cadute (forse l’unica cosa che si ricicla in città), sono i primi allenamenti di rugby -quando si cominciano a sentire dei piccoli brividi nel cambiarsi all’aperto ed i placcaggi scaldano corpo e cuore. E’ il quai del Rodano che diventa più romantico e l’aria delle Alpi che comincia ad arrivare in città, il giradino dell’Ecole che ti chiama irresistibile ancora tiepido e confortevole per passare i pomeriggi dopo le lezioni.
Ma sono anche le manifestazioni, perchè pare che nessuna stagione sia migliore per manifestare (ed i francesi, si sa, non aspettano altro): non coperta da un caldo asfissiante, ne fredda da raggelare… così, è un prof che arriva in ritardo a lezione -tutto bagnato- perchè era alla manifestazione. Oppure, è la cultura che si rimette in moto coi festival della città.

LA TERZA CITTA’
La terza città quale dovrebbe essere? Quella che non nomino mai? Phnom Penh? Arusha? Trento? Oh, le prime due non le ho mai conosciute d’autunno… solo in estati torride ed inverni caldi come estati. La terza… la terza è tanto lontana nel tempo. Tanto lontana da sembrare un autunno di per sé stessa. Trento d’autunno è la ripresa delle lezioni, il ritorno all’Università, gli studenti di nuovo in giro, the boys are back in town, i colori dei monti attorno che aggiungo sfumature nuove, le mele mature sugli alberi salendo in treno la Valsugana, una nuova annata di vino, il cielo ancora cristallino come solo in montagna…
Di Arusha ho detto tanto o poco nei dispacci, nulla a che vedere con l’autunno (ma c’è un autunno all’equatore?).
Phnom Penh per me è quanto più distante esista dall’autunno: è la città che ha aperto tanti squarci di me, è l’afa assordante dei tropici, è un marea di inizi e novità, di prospettive.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “tre città

  1. la mia città,Piossasco (anche se definirla città è una bestemmia, saremo si e no in 10.000), è bellissima in autunno, stiamo parlando di campagna precollinare con lo sfondo delle montagne…uno spettacolo.
    adoro le feste e le sagre paesane, che da noi abbondano, i colori dell’autunno, le foglie che cadono,le mattinate fresche e i pomeriggi ancora caldi..
    i sapori ancora antichi di un tempo, i contadini, le castagne, i funghi da raccogliere, il latte appena munto..
    sono troppo retrò?? :)))

  2. ahha, ahhha, quando ho letto “il solito sborone” mi è scappato da ridere, pensando al mio post.

    poi non avevo capito che il tema fosse la città in autunno.

    mi sa che devo scrivere un altro post… 😉

    però prima devo aspettare che arrivi l’autunno… 😉

    intanto me lo godo nel tuo post, visto che al momento l’effetto serra ce lo risparmia e mi viene in mente che l’autunno dei tropici è il monsone.

  3. @ luigi: bhè, non sei molto distante dal mio… paese (chiamarlo città proprio non mi riesce), anzi forse qui siamo in meno.
    comunque, è verissimo: i colori dell’autunno sono incomparabili. forse persino più belli di quelli primaverili.
    ed un paesaggio precollinare, in questa stagione, è stupendo!

    @ bortocal: network di “sboroni”, a quanto pare! o, forse, solo di incurabili indecisi.
    aspettiamo allora il post autunnale!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: