Stato di ingiustizia (cercandola)

La cronaca pseudo-para giudiziaria (commentare sentenze non è fare il resoconto di un processo) affolla i quotidiani odierni, almeno quelli che ho sfogliato io.
Da una parte, campeggia la condanna per omicidio colposo dei membri della Commissione Grandi Rischi riguardo ai morti causati dal terremoto che colpì L’Aquila nel 2009- corredata di commenti internazionali sconcertati e proteste di scienziati nazionali.
Dall’altra, leggo dell’assoluzione di una donna che “uccise l’ex marito stalker a coltellate“.Da quale cominciare? Per semplicità dei fatti, direi dall’assoluzione:

Assoluzione
Doverosamente premesso che non sono a conoscenza dei fatti e dei fatti come presentati nel processo (“gli atti processuali”, come si dice in genere), la notizia è che la Corte d’Assise di Roma ha assolto una donna che nel 2004 ha ucciso l’ex marito stalker durante una lite.
Dato essenziale è che noi non sappiamo come si sia effettivamente svolta la lite: anche a fini giudiziari v’è una differenza abissale fra uno scambio, anche violento, di urla e grida, persino di atteggiamenti aggressivi, rispetto ad un concreto scontro fisico. La versione della donna, l’unica riportata dai giornali, è che l’ex marito le stringesse le mani al collo tentando di soffocarla.
Ad ogni modo, l’omicidio è avvenuto durante la lite.
Lite che non c’entra nulla con lo stalking.
La ricostruzione da parte della Corte come legittima difesa (art. 52 cp) è più che accettabile e fondata nella misura in cui v’è un effettivo, concreto, diretto pericolo per alcuni diritti dell’imputato. Fondamentale è che i diritti minacciati siano “di pari o maggiore grado” rispetto a quelli lesi per difendersi (nel caso concreto, la vita).
Ma lo stalking è ben altra cosa: è un insieme di comportamenti persecutori (art. 612 bis cp) che inducono paura e compromettono la libera vita quotidiana. In nessun caso, a mio giudizio (ok, salvi sempre gli estremi…), questi comportamenti possono scriminare un omicidio. Per la semplice ragione che il bilanciamento dei beni in gioco è inaccettabile.
Assoluzione e legittima difesa, quindi, sì; ma lo stalking assolutamente no: quest’ultimo non è determinante nell’assoluzione.

Condanna
Il caso della Commissione Grandi Rischi è invece più complesso perchè ci porta su un terreno in cui il diritto deve confrontarsi con le conoscenze scientifiche, e ciò è sempre un azzardo.
Fondamentalmente, la protesta di chi ritiene la condanna dei componenti della Commissione errata e grave per la scienza, si basa su un semplice assunto: i terremoti non sono prevedibili. Assunto che personalmente non sono in grado di contestare, ma vorrei -tuttavia- relativizzare secondo una logica “fuzzy” che ho imparato a conoscere scrivendo la mia tesi, ovvero: non possiamo mai dire con il 100% di certezza ove e quando avverrà un terremoto. MA possiamo dire con una probabilità variabile che potrebbe accadere in un dato tempo ed in una data area. Ovvero: nessuno è in grado di dire “all’ora X [6 aprile 2009], nel luogo Y [città dell’Aquila] avverrà una scossa Z [5,9 scala Richter]”- MA potremmo dire “fra i giorni 1 e 20 di tal mese, nella regione con raggio  di 100 km abbiamo una probabilità pari al 50% di una forte scossa” (tutti i valori sono eseplificativi).
Questo è il punto fondamentale e questo, a mio avviso, il compito di una simile commissione: avvisarci della probabilità e dell’impatto di un evento dannoso.
Ad esempio, le Nazioni Unite adottano ed insegnato ai propri dipendenti un sistema basato su due variabili: probabilità e danno da i quali si dovrà dedurre il rischio concreto. Dati livelli di danno e di probabilità prefissati, la combinazione degli stessi indicherà il livello di rischio. (un pò come i modelli nelle immagini)

Nel caso concreto: considerando uno sciame sisimico significativo ed in aumento, sapendo di edifici poco stabili…. cui dobbiamo, soprattutto, aggiungere un lavoro probabilmente (vado a memoria) poco professionale, se non chiaramente negligente nel sottovalutare il problema o sviare l’attenzione.
Insomma, quella dell’Aquila non è una sentenza assurda.
Qualche articolo dalla stampa internazionale (Nature 2011, Int. Herald Tribune 1 e 2, Spiegel, Zeit 1 e 2 -molto ragionevoli).

***

Aggiornamento del 18.01.2013: uscite le motivazioni della sentenza. La commissione grandi rischi svolse un lavoro negligente ed approssimativo.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “Stato di ingiustizia (cercandola)

  1. caro red, come sai già (l’ho scritto ieri sul mio blog e mi hai già commentato), ma voglio ripeterlo anche qui per i tuoi lettori, se non è prevedibile che avverrà un terremoto, non è neppure prevedibile che non avverrà e questo è quello che a grandi linee hanno fatto questi scienziati per compiacere i politici, mentre un loro collega che diceva il contrario è statoi anche denunciato per procurato allarme.

    la tua analisi è molto ma molto più sofisticata e l’ho letta con interesse; spero che la mia osservazione renda l’idea con immediatezza.

  2. Sono d’accordo con te in entrambi i commenti alle vicende giudiziarie.

    Su quella dello stalking purtroppo penso che pesi tantissimo la solita faciloneria dei giornalisti, sempre pronti ad enfatizzare e non approfondire

  3. sull’assoluzione, non conosco i fatti, ma uccidere a coltellate e far sparire il cadavere, è eccesso di legittima difesa…perchè ha nascosto l cadavere? se si è difesa, di cosa aveva paura?
    sull’altra vicenda sono preoccupato: ammesso che qualcuno ancora resti a fare il sismologo, io credo che al minimo segnale di terremoto, scala 1/2 , cioè il nulla, verremo tutti allertati e mandati in strada…poi se non succede nulla, almeno non rischiano la galera..
    ma è lavorare questo???
    questo vogliamo? creare il terrore in chi controlla e non può prevedere?
    in Giappone si son messi a ridere…e non solo li…

  4. Le conseguenze saranno che adesso nessuno vorrà più far parte della Commissione e che quei pochi impavidi dirameranno l’allarme evacuazione a ogni scossa del secondo grado… attendiamo di vedere che ne sarà di coloro che hanno costruito le case con lo sputo…

    • La conseguenza potrebbe anche essere la redazione di seri piani di gestione dell’emergenza. Basterebbe un piccolissimo sforzo, ci siamo già vicini.

  5. @ bortocal: senza dubbio la frase da te adottata è immediata e, per chi la voglia capire, totalmente chiara.

    @ bruno: conto infatti di leggermi la motivazione. potrebbe segnare un passo importante della giurisprudenza.
    e sottoscrivo in pieno il pessimo lavoro fatto dai giornalisti riguardo lo stalking-legittima difesa.

    @ luigi: attento, perchè l’eccesso di legittima difesa è difficile da provare… nel contesto concreto -e assumendo che la ricostruzione letta sia corretta- la sua vita era effettivamente in pericolo. ergo, era legittimo reagire. che il modo sia stato poi eccessivo, è vero. ma come fissare un limite, specie in momenti di panico?
    a me, francamente, risulta che anche su autorevoli riviste come “Science” abbiano considerato la decisione ragionevole: basta guardare tutti i fatti, non solo la sentenza in sé.
    il ragionamento di fondo è che i “tecnici” sismologi sono gli unici in grado di fare “previsioni ” (atecnico) e di indicarci possibili scenari. in questo loro compito, sono gli unici a possedere strumenti adeguati. e questi scenari variano da 0 a 100, quindi si tratta solo di evitare giudizi “tranchant” e non fondati: si può ben dire che c’è “un rischio di 20” e chi vuole scappa o che c’è un rischio del 90% e chi vuole resta. ma dev’essere un dato reale!

    @ il sonnambulo: vedi la risposta che ho dato a luigi, please.

    @ crimson: senza dubbio devono rispondere anche i costruttori. ma sulle prospettive per i sismologi, rinvio anche te alla risposta data a luigi.

    @ fausto: ciao, benvenuto.
    la redazione di piani d’emergenza seri è null’altro che quanto si chiede.

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