una parola (mezza su Renzi, mezza su Grillo)

Che Matteo Renzi non sia il mio candidato ideale né alle primarie, né alle elezioni politiche, è ormai noto. Spendo comunque una mezza parola su una simpatica considerazione riguardo il Nostro.

Secondo i suoi sostenitori, la vittoria di Renzi porterebbe al Partito Democratico voti nuovi che altrimenti il PD non sarebbe in grado di raccogliere, permettendogli di raggiungere un bacino che potenzialmente supererebbe il 35% (bum!!!).
La simpatia di questa considerazione è tutta matematica: per raggiungere e superare il 35%, il PD dovrebbe raccogliere oltre ai suoi voti attuali tra il 10 ed il 15%. Numeri mica da poco, visto che sono almeno tutti i voti di SEL e più di quelli dell’UDC… ma ammettiamo pure che questo sia possibile (per scrupolo sono andato a farmi una ricerchina tutta infra-europea: nei casi più “recenti” solo per il primo Blair, il primo Schroeder e le elezioni dell’Assemblée Nationale del primo settenato di Mitterand i partiti socialisti-riformisti europei hanno superato queste percentuali. Peccato che, di fatto, siano tutti sistemi con una frammentazione molto minore del nostro, se non bipartitici).
Ma fermiamoci alla matematica: 25%+10%.
Senza fare le sottrazioni, che son di cattivo gusto.
Perchè già da qualche tempo girano dichiarazioni di elettori ed iscritti del PD che dicono a chiare lettere che loro Matteo Renzi Presidente del Consiglio non lo voterebbero. Così se dopo le primarie Renzi fosse il candidato del Partito Democratico, non voterebbero neppure PD. Posizione che mi sembra legittima: pur ammettendo la decantata lealtà al partito; il “centralismo democratico” che dovrebbe essere morto e sepolto, ma torna sempre utile; uno se non considera un candidato adeguato, semplicemente non lo vota.
Per i sostenitori di Renzi no. Questo gli rovina la matematica ed è inammissibile: così, tacciano subito di “ideologiche” e retrograde contro il buon Matteo queste dichiarazioni e queste prese di posizione.
Come se quel “pacchetto di voti” del 25% del PD fosse un blocco compatto ed infrangibile; come se la coscienza degli elettori non potesse comunque andare contro le decisioni del partito (o delle primarie).
Come se la stessa logica non si applicasse anche a Bersani.
Ragioniamo al contrario: secondo la “visione Renzi”, se vincesse Bersani, il PD resterebbe ancorato attorno al 25%- perchè il segretario non è in grado di attirare altri voti. Niente addizioni, quindi.
Ma neppure sottrazioni…

Cari renziani, suggerisco maggiore attenzione nei vostri calcoli…

Pure Beppe Grillo non è un politico che apprezzo granchè, in mezza parola faccio un paio di considerazioni sul suo ultimo atteggiamento verso le TV (anzi: verso i rappresentanti del Movimento 5 Stelle che vanno in TV).

Crimson ha scritto un post molto chiaro sulle ragioni per le quali i rappresentanti del M5S dovrebbero astenersi da queste apparizioni e, quindi, non lamentarsi se poi il “megafono” li rimbrotta.
Innanzitutto, mi sembra anche eccessivo dire che sono tutti contro Grillo ed il M5S: la Puppato, per esempio, ha dichiarato che col M5S si può lavorare. E non ricordo dichiarazioni ostili da parte di SEL (ma magari mi sbaglio).
Se poi volessimo essere pignoli, potremmo dire che in molti (incluso Scalfari) sono ostili sì a Grillo, ma non al Movimento 5 Stelle, né alle sue proposte politiche: si tratta -precisamente- di un’ostilità verso un “capopopolo” dai toni aggressivi, quando non autoritari… Così, quando gli attivisti richiedono legittimamente di non essere bollati come “grillini” (eh, forse non sono il solo a pensare che qualcosa di denigratorio vi sia…), altrettanto legittima mi sembra la richiesta di distinguere le critiche a Grillo e quelle al M5S: non è che ogni attacco alla figura del capo deve implicare un’ostilità verso il Movimento.
Per inciso, ricorda un pò quanto accadeva con Berlusconi…
Sulle partecipazioni in tv, credo possiamo concordare che fa abbastanza schifo, almeno per come è usato da alcuni beceri esponenti delle categoria giornalistica (alcuni! non tutti: il primo passo verso il populismo fascita è proprio…. fare di tutta l’erba un fascio!). Tuttavia, almeno, non è un semplice comizio: lì un minimo di confronto, di domande poste da terzi, c’è. Grillo ha finora mai risposto ad una domanda?
Secondo me, se si vuole fare politica in democrazia, è bene che cominci.
E’ vero che la democrazia esisteva prima -ed esisterà dopo- la televisione, ma è anche vero che prima di questo mezzo i politici avevano altri strumenti per confrontarsi su idee e programmi dinnanzi ad un pubblico: nei giornali, in Parlamento. Oggi, dobbiamo riconoscere, che tanto di questo si è perso.
Un’argomentazione, sino ad ora la principale, portata da Grillo contro la partecipazione in tv è che gli esponenti del M5S, in quanto meno avvezzi alle partecipazioni televisive, verrebbero “massacrati” da giornalisti e controparti. Ma come dire che sono “massacrati”? a me pare che la Salsi ed altri si siano comportati bene. Altra idea è che la partecipazione “non aiuta” il Movimento, non allargandone la base… io credo ancora che un politico si debba rivolgere a tutti, senza fare distinzioni preliminari fra i suoi potenziali elettori (almeno fino a che non siano estremisti….), credo inoltre che per accreditarsi come forza seria e responsabile si debbano affrontare anche avversità e parlare a tutto il pubblico, rispondere anche a domande che travalicano il proprio tradizionale recinto ideologico: la politica sono anche problemi nuovi, imprevisti.

Infine, sui toni di Grillo: io appartengo a quella “vecchia” scuola per cui mezzi e fini si intersecano. Comizi sguaiati e volgari (come quelli della Lega…) difficilmente possono supportare una raffinata analisi politica ed un atteggiamento gentile nei confronti delle controparti.
Questo, mi perdonino i sostenitori di Grillo, è francamente un pò fascita.
Anzi, dirò di più: ci sarà ben ostilità nei confronti di Grillo (curioso: non nei confronti del M5S propriamente….), ma nessuno ha usato toni violenti!! Al contrario del nostro Beppe (e non degli attivisti M5S, a quanto mi risulta…) quindi, per logica, sarebbe persino più facile se ci fossero reazioni violente nel suo campo, da parte di qualche “grillino fanatico”, piuttosto che di altri (ma questa è soltanto una mia ipotesi, certo non un’accusa).

 

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

17 thoughts on “una parola (mezza su Renzi, mezza su Grillo)

  1. Non penso sia così automatico sostenere che se Renzi fosse il leader della coalizione di centro sinistra, potrebbe pescare anche le preferenze dei delusi del centrodestra. Da qui poi a quantificare questo travaso di voti al 10%, ci vuole un bell’esercizio di fantasia. Quanto a Grillo, ho già scritto da me cosa ne penso. Un sano confronto politico è il sale di ogni democrazia che si rispetti. Chi si chiama fuori da questa logica, come di fatto fa Grillo, si colloca al di là del perimetro democratico.

  2. Ti ringrazio per la citazione… non la vediamo allo stesso modo, ma vabbè 😉 Su Renzi non saprei: io ho innanzitutto l’impressione (a proposito dei famosi ‘confronti’ del quale parli qui e si è parlato da me), che manchi chiarezza, e che forse vederli insieme da qualcuno sarebbe un’ottima soluzione. Sono stati a un giorno di distanza l’uno dall’altro da Fazio, ma mi è sembrato che la conversazione si sia orientata più sugli ‘ideali’ che sui contenuti; un pò meglio è andata da Giletti e Annunziata, ma lì era passata una settimana e già ci si era scordati cosa aveva detto il primo. Per il resto, si tratta di calcoli: Renzi prende al centro e al PDL, ma perde nella sinistra del PD; Bersani punta tutto sul ‘nocciolo duro’, raccogliendo magari anche qualcosa trai delusi da Di Pietro, a questo punto… Sono i calcoli dei cosiddetti ‘flussi’ sui quali sono poco competente.

  3. @ allegria di nubifragi: è proprio esser ancora un’incognita il fatto più grave di Renzi

    @ RW: appunto questo è il punto dolente della logica dei renziani, quel 10% è puramente ipotetico e non tiene comunque conto di eventuali fuoriuscite a sinistra del PD, come se queste fossero inammissibili o vecchi retaggi!
    su Grillo abbiam già constato il reciproco accordo.

    @ crimson: cerco sempre di citare chi merita la mia attenzione ;-).
    inevitabilmente c’è un certo dissenso, ma -in fondo- le discussioni migliori non sono quelle al termine delle quali si convince qualcuno, ma quelle in cui si affinano e limano le reciproche divergenze.
    per quel che vale, mi pare che entrambi apprendiamo qualcosa su Grillo & co., il che già mi soddisfa.
    concordo invece su Renzi: non è possibile che a questo punto non ci sia ancora chiarezza da parte sua sui programmi. è grave e lo marchia di inaffidabilità, almeno per come la vedo io.
    sui “flussi” posso dire poco anche io, ma basta essere coscienti che neanche Renzi può pretendere di cooptare tutti gli elettori del PD, senza perderne nessuno mentre pesca verso il centro-destra.

  4. io credo che Grillo non voglia che i suoi vadano in tv perché il suo è un partito personale, ancora di più di quello di Berlusconi, e gli elettori devono identificarlo in lui che ne è il padrone, e in nessun altro…

  5. strano ma vero…
    sono d’accordo con te..
    non è una notiziona????
    Grillo è pericoloso, io cercherei in tutti i modi di evitare di arrivare, come vuole lui, al partito unico…
    l’ultima volta che è successo, sappiamo tutti come è andata
    Renzi non vincerà, tranquilli, troppo scomodo.

    • Renzi scomodo?? Ma davvero pensi che Renzi sia un tipo scomodo?? Se credo che Renzi sia scomodo e ovvio pensare che tu creda che Grillo incarnì il male assoluto.

  6. Per quanto riguarda me, se Renzi diventasse il leader della coalizione del centrosinistra, non so proprio se la voterei… a parte che Renzi ha già detto che non intende allearsi con nessuno: nè con SEL nè con l’UDC!
    Insomma: vuole correre come leader del centrosinistra, ma non vuole il centrosinistra!!!!

  7. Forse mancate dalla tv da un po’ , ma i talk- show non sono proprio l’esempio lampante di democrazia, di contraddittorio rispettoso dove chi parla viene ascoltato … No no no, è tutto il contrario , i discorsi si accavallano e non si capisce nulla e se non HAI UN PELO SULLO STOMACO DI UN METRO , ti scannano; e chi ti scanna? Giornalisti prezzolati, politici di carriera, gli stessi che ci hanno portato a questo punto.
    Mi spiace ragazzi, io tutta questa democraticità e necessità di andare in tv non la vedo.
    Notte

  8. @ bortocal: concordo con te.
    c’è spazio per uno solo.

    @ luigi: Grillo è pericoloso, senza dubbio, ma non direi affatto che Renzi è scomodo

    @ RW: temo che io, invece, lo voterei comunque… se non altro perchè son saprei proprio a chi altro rivolgermi, a sinistra.

    @ il sonnambulo: non credo che i talkshow siano esempi di democrazia, ma -semmai- strumenti della stessa.
    perchè la democrazia si basa sul confronto: un popolo non può esercitare un potere se non è informato sulle sue opzioni, e la tv è -purtroppo- il maggiore strumento a tal fine.
    sono cosciente anche io che andare in tv rappresenta un rischio (è giusto di ieri il dibattito fra i 5 candidati alle primarie…), ma anche un’opportunità. io credo si debba saper rischiare e, in ogni caso, non sia corretto porre simili veti.

  9. scomodo perchè la paura è che raccolga voti dal centrodestra, e noi non siamo abituati, come in America, a vedere gente che cambia schieramento politico
    quindi avanti col vecchio

    • scusa Luigi, ma non sono proprio d’accordo.
      Anche in america ci sono “blocchi” di elettori che difficilmente si spostano (non a caso, ci si registra come “democratici” o “repubblicani”…; non a caso ci cono Stati “blu” o “rossi” che non cambiano mai).
      Detto questo, in Italia/al PD non fa affatto paura prendere voti da chi in precedenza aveva sostenuto il centrodestra. Questa è la logica della democrazia. Ma quello che è inaccettabile è che, per prendere questi voti, si diventi noi stessi di destra.
      E l’impressione che molti hanno di Renzi è proprio questa.
      Ma è appunto un’impressione.

  10. @ Goat: francamente, credo che Vauro abbia fatto vignette migliori… o, almeno, io questa non la apprezzo fino in fondo.

    @ luigi: non, ovviamente non è che uno solo per il fatto di ottenere voti da destra “è di destra”. E’ un fatto più complesso, di idee, di modi di porsi….
    Guarda, io non direi neanche di Blair che era di destra. Però dobbiamo riconoscere che ha “fatto cose di destra”.
    Ecco, allora io personalmente voglio un PD che faccia cose “di sinistra”….

  11. cose di sinistra?
    hai sentito nel pantheon chi ci metterebbero i candidati??
    tranne la Puppato (ma secondo me è stato casuale), nessuno ha citato personaggi di sinistra…
    e allora?

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