scene di ordinaria assurdità

Stamattina doveva essere la mattinata del nonsense… poco male, si vede che mi risolve la crisi creativa e trovo qualcosa da scrivervi.

La prima scena nonsense della giornata me l’ha regalata la lettura del giornale: Frankie Dettori trovato positivo al doping (non si sa quale…. “si sarà sbagliato coi farmaci del cavallo”, ha commentato mia madre- tocco di genio, visto che anche la ketamina è in origine un anestetico veterinario) e dovrà rispondere alla giustizia sportiva francese. Dettori, per chi non lo sa, è un fantino.
I casi di doping anche nell’equitazione non sono totalmente assenti, per quanto comunque rari, ma per lo più si tratta di marijuana…. Nei fatti, almeno per come la vedo io, sono ragazzi che qualche settimana prima di una gara si sono fatti uno spinello. Ovviamente le tracce restano, ma escluderei radicalmente che queste sostanze servissero per migliorare le prestazioni agonistiche.
Ma quale doping!
Preciso, comunque, che non conosco tutti i casi, quindi non posso escludere qualche caso di cosa o anfetamine od altro… almeno non posso escluderli statisticamente.
Ma, avendo fatto equitazione per quasi dieci anni, mi sento abbastanza sicuro di escluderli in base al buon senso.
Per un paio di ragioni logiche: in una gara di equitazione (direi che vale anche per l’ippica) non ci si possono permettere né le “scioltezze” rilassate e spensierate della canapa; né l’esaltazione della coca; né il senso di super-uomo di ecstasy; né la ridotta percezione di fatica e dolore delle anfetamine. Perchè si lavora per mesi, anni in altre condizioni fisiche e mentali e cambiarle prima della gara è folle; perchè si deve essere concentrati e coscienti.
Ma la seconda ragione è forse la più importante: il doping negli sport equestri non ha senso (per il cavaliere…) perchè si è in simbiosi con il proprio cavallo, un animale possente, dal peso di svariati quintali, capace di ammazzarci con un calcio o in qualsiasi momento quando siamo in sella. Ed un animale estremamente sensibile e percettivo.
Potete non crederci, ma un cavallo capisce tutto quando gli siete in sella: capisce se avete paura, se fate gli sbruffoni, se lo ascoltate e capite… E’ più facile truffare l’antidoping che il vostro cavallo.
E, credetemi, non volete salire in sella sovraeccitati o rinc****niti.
Non mi dilungo oltre, per sintesi, ma se non mi credete ho più di qualche aneddoto da citarvi.

00O00

Secondo, comico, nonsense della mattina: arrivo in stazione per andare in studio e… non si può uscire dalla stazione!
8:30, stazione chiusa. La cosa è quantomeno comica: treni di pendolari, studenti, turisti da tutto il Veneto, e svariati posti d’Italia, bloccati in stazione. E vi giuro che ho ben controllato le varie uscite possibili…. Solo dopo un pò trovo una calca di persone che escono ad una ad una dalla sola porta lasciata aperta.
Che succede? C’è una manifestazione di studenti subito fuori e la polizia ha pensato bene di chiudere (letteralmente: incatenate) le uscite dalla stazione per farci passare attraverso un unico “pertugio” da cui controllare tutti. Non a caso, c’erano camionette ed agenti in tenuta antisommossa tutt’intorno.
Riconosco che un pò la pensata era geniale…. ma anche immensamente stupida!
Per controllare qualche studente, si è bloccata l’intera stazione. E non so quanto sia andata avanti. (Ma, poi, gli studenti che arrivano in autobus che si fa??) …suvvia!
Il colmo è stato quando uscendo ho visto un tizio con occhiali scuri, trench beige (perfetto look da poliziotto in telefilm americani) che distribuiva copie di “Lotta comunista”… la cosa era talmente surreale che volevo quasi prenderne una. Anche pensando che fosse un agente provocatore, non riuscivo a convincermi che fosse così palesemente stupido.

Nota triste della manifestazione studentesca, pur comprendendo le buone intenzioni dei ragazzi ed adulti (insegnanti, credo) che manifestavano, ho trovato davvero deludente che la voce al megafono ripetesse vecchi slogan, vecchi stili… roba che avremmo potuto trovare negli anni ’70.
Credevo, non avendone esperienza diretta, che questi ragazzi -coetanei di quelli di Piazza Tarhir od Occupy Wallstreet- avessero un pensiero ed un linguaggio nuovo… mi spiace molto scoprire che non è così.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

15 thoughts on “scene di ordinaria assurdità

  1. E’ che purtroppo in Italia certe manifestazioni sono ancora troppo ‘strumentalizzate’: certo, ci sono tentativi di ‘partire dal basso’, ma i risultati sono deludenti, alla faccia del ‘potere dell’autoconvocazione’… vai a vedere, e scopri che se a promuovere certe manifestazioni non sono certi giornali, la CGIL e le solite sigle assortite della sinistra, di gente in piazza ne scende ben poca… L’impressione è che poi, per quanto magari ci sia inizialmente buona volontà, la buona fede cede di fronte alla ‘furbizia strumentalizzatrice’ e così magari ‘sti ragazzi si trovano in mezzo ad una manifestazione ‘vetero-sinistroide’ senza manco accorgersene…

  2. l’ultima osservazione è quella che dà più da pensare: ogni generazione ha i suoi problemi e i suoi slogan; e lo dice uno che le manifestazioni degli anni Settanta e del Sessantotto le ha fatte.

    sono invecchiato e oggi vedo errori e limiti di quello che abbiamo fatto allora; ma non mi aspetto di vedere oggi qualche adolescente che li ripete uguali: il Sessantotto ruppe con la Resistenza e anche col Partito Comunista.

    per favore non abbiamo bisogno di brutte copie riuscite male, ma di giovani che si inventino la loro politica giovanile sbagliata ma entusiasta sui problemi di oggi, non di quarant’anni fa!

  3. @ crimson: oddio, “trovarsi in mezzo” a manifestazioni “vetero-sinistroide” senza accorgersene non mi sembra proprio il caso. anche perchè, quella che ho visto io, era veramente ben indentificabile.
    che poi tanti colgano l’occasione per farsi un giro, è verissimo. ma di certo questi non sono il “nucleo duro” della manifestazione.
    secondo me tanti ragazzi si fanno volentieri partecipi, il che va benissimo!, ma spesso non hanno pienamente coscienza della situazione.
    non parlerei comunque di “strumentalizzazione”, che mi sembra un pò eccessivo: chi le organizza, mi sembra abbastanza onesto negli intenti. semmai, ingenuità.

    @ bortocal: sono d’accordissimo con te.
    altrimenti, quegli errori del ’68 e degli anni ’70 a cosa sarebbero serviti?
    capisco che le idee possano o debbano non cambiare, ma il linguaggio sì… purtroppo, ascoltandoli per una ventina di minuti ho avuto l’impressione opposta.

  4. siamo sempre il paese dell’assurdo..in tutto, c’è poco da fare
    uno sciopero come Dio comanda no..se in mezzo non s’infila la solita feccia, non va bene.
    disgustato

  5. Pingback: redpoz, Nota triste della manifestazione studentesca « commentando

  6. Scusami Red, ma il problema del linguaggio politico è lo stesso della politica come pratica sociale: non riesce a rinnovarsi perché non c’è alcun lavoro di produzione teorica a monte; e con questo intendo non un generico sedersi alla scrivania e buttare su carta le proprie impressioni sulla situazione attuale, bensì costruire una serie di strumenti teorici derivati anche dalle esperienze sul campo, per comprendere i fatti e adattarvi le proprie interpretazioni.

    Al di là delle evanescenti coscienze giovanili, in fondo del tutto fisiologiche ai movimenti di contestazione fin dal Sessantotto (o vogliamo credere che TUTTI i partecipanti di quell’epoca fossero pienamente consapevoli della portata politica e ideologica – in senso positivo – delle loro manifestazioni?), siamo di fronte a un vuoto di struttura: da un lato ci siamo sbarazzati di un impianto teorico che poteva tranquillamente essere aggiornato, dall’altro la frenesia del nuovo non ha lasciato il tempo di creare nuove forme in cui riversare i tanti contenuti di un’epoca sempre più rapida, così manca il raccordo che unisce idee, visioni, sentimenti e necessità. In poche parole la nuova politica non si regge in piedi e ha bisogno della vecchia per trovare stabilità.

    Ora, è chiaro che i giovani, più sono giovani e più si riempiono gli occhi delle immagini e degli slogan di un’epoca in cui sembrava esserci proprio quello di cui oggi sentono loro il bisogno; allo stesso tempo mi pare plausibile pensare che non trovino appigli per creare qualcosa di originale in quanto nulla li stimola a partecipare alla politica attuale, screditata e senza identità. Pur comprendendo la tristezza di slogan riciclati, dove possono trovare elementi nuovi con cui dar sfogo alla creatività? Pensa a penosi tentativi di marketing come “rimbocchiamoci le maniche” o, dall’altra parte, promesse sparate a zero, paragoni improponibili e cretinerie razziste. Ci stupisce così tanto l’attaccamento al passato?

    Infine, non penso sia questione dei soliti noti, di strumentalizzazione, di infiltrazioni ecc.; è evidente come un minimo di struttura le sigle sindacali ce l’abbiano e, non prendiamoci in giro, lo spontaneismo è cosa rara. Tutt’al più mi viene da credere in una sorta di tradizione, di usi tramandati da chi ha vissuto gli anni Settanta. Certo, ne ho sentiti diversi di “reduci” dire peste e corna contro la mitizzazione di quel periodo, proprio per avvisare i giovani di non farsi illusioni; ma immagino che qualcun altro in queste manifestazioni riviva un po’ della sua giovinezza. Mi preoccuperei di più se, crescendo, quegli stessi studenti non facessero alcuno sforzo in più.

    • Mi permetto di scrivere la mia opinione, così come altri hanno scritto la loro. L’autore del mini articolo mi ha dato l’impressione di un dilettante che vuole scrivere in tecnica scoop, senza analizzare al meglio le situazioni incontrate, e tra l’altro scrivenso anche cose un pò inverosimili.Un esempio tra gli altri, giudicare una persona che sta facendo politica con impegno ( la semplice distribuzione di un giornale politico ) dal portare occhiali scuri ( c’era il sole, erano da vista … ma che significa . ? ) e portare un impermeabile chiaro ( questo mi sembra senza senso ), senza dire una parola sul contenuto delle sua presenza, è solo alzare polvere senza dire di fatto nulla. Così altre parti dell’articolo. Però andrebbe considerato le persone che per della polvere alzata, intervengono e si scaldano … Vorrei leggere cose migliori

      • questo commento è molto divertente per totale mancanza di senso dell’ironia, giuro che mi sono divertito a leggerlo, pensando all’autore mentre lo scriveva con aria densa e pensosa…

        “giudicare una persona che sta facendo politica con impegno (la semplice distribuzione di un giornale politico) dal portare occhiali scuri (c’era il sole, erano da vista … ma che significa . ?) e portare un impermeabile chiaro (questo mi sembra senza senso)”

        è evidente a tutti che c’è una vaga mancanza di senso nella figura del militante di Lotta Comunista che, con quel look, continua imperturbabile a distribuire il suo giornale in mezzo ad una manifestazione di protesta che sta suscitando un incredibile casino: è una bella immagine che sintetizza bene gli atteggiamenti di quel gruppo, assimiliabile più che altro ai Testimoni di Jehova.

        beh, se si voleva qualcosa che assomigliasse di più ad un giudizio politico, io ho detto il mio; l’autore qui sopra si è limitato a descrivere in tono ironico una situazione, e per fortuna non siamo sempre tutti impegnati a scrivere senza un sorriso sulle labbra dei trattati di teologia marxista come i sopravvissuti militanti di Lotta Comunista e come vorrebbe il suo acido commentatore.

        • @ Goatwolf: sono perfettamente d’accordo.
          Nei fatti, abbiamo assistito ad un rinnovamento della politica come spettacolo che non ha elaborato nuove risposte ai cambiamenti sociali in atto. Non può quindi sorprendere che le nuove generazioni politicamente attive e coscienti ricorrano a vecchi stili per esprimere le loro idee, che probabilmente restano incanalate in quelle “vecchie”: le uniche che ancora avevano contenuto, per quanto magari oggi superato.
          Insomma, totalmente d’accordo con te. (tant’è, fra l’altro, che non mi pare affatto di aver parlato di strumentalizzazioni).

          @ Franco Giudici: premesso che la ringrazio del suo gentile commento, a questo punto, non so se prenderlo per rispondervi con serietà o farvi dell’ulteriore ironia…. Purtroppo, l’ironia non è nelle mie corde (specie il luned’ mattina), quindi risponderò seriamente.
          Forse non sono riuscito a rendere bene l’immagine della scena, perchè è lungi da me il “condannare” un onesto militante che distribuisce un giornale.
          Al massimo, potrei ritenere assurdi o superati i contenuti dello stesso. Ma questo è un altro discorso.
          Dunque, ricapitoliamo: immagini, la prego, la scena di una stazione interamente bloccata, con una sola uscita agibile e nel bel mezzo della stessa il suddetto militante con il suo look d’antan. E, affianco allo stesso, a far da ali alla gente che esce dalla stazione, due camionette dei carabinieri.
          Ora, sig. Giudici, credo anche lei riconoscerà che -bel aldilà della figura del nostro protagonista- v’era tutto un contesto che aveva una parvenza surreale, nel 2012.
          Infine, le faccio solo notare che il primo e principale oggetto dell’aneddoto era piuttosto il metodo adottato dalla pubblica sicurezza di chiudere ogni uscita dalla stazione, piuttosto che il militante.

          Se permette, ora invece una nota personale: l’autore scrive perchè gli piace, di ciò che gli piace, come gli sembra meglio al momento. Se, come temo non sia accaduto, avesse preso un minuto in più per scorrere qualche altro post, forse vi avrebbe trovato analisi e commenti più sviluppati ed interessanti del presente, che era una semplice constatazione di alcune “stranezze” mattutine.
          A tale proposito, mi piacerebbe sapere in base a quali parametri lei giudica le cose scritte “inverosimili”, dato che il sottoscritto ha avuto il piacere di viverle in prima persona. Davvero, questo vorrei capirlo.
          Dilettante sono dilettante, croce e delizia. A volte scrivo bene ed altre volte peggio. Per fortuna o purtroppo, non ricevo correzioni da altri e devo soddisfare solo il mio gusto. Ciò comunque non mi impedisce di cercare di migliorare e tentare di riconoscere i miei errori.
          Lei mi attribuisce poi uno stile “da scoop”, io le chiederei allora quale scoop? Non mi sembra affatto di aver impiegato toni sconvolgenti o da grandi annunci… solo, di aver riportato fatti.
          Quanto all’analisi, credo avrà invece letto che c’è stata dove ero in grado di farla: sul caso del sig. Dettori e sulla scelta di chiudere con catene la stazione. Avrei dovuto dire qualcosa in più sul militante? Davvero non saprei cosa, visto che la sua per me è stata “un’apparizione”: avrei dovuto commentarne le parole (non udite)? l’importanza di diffondere il giornale? Semplicemente, non ho elementi per un’analisi del caso. Soprattutto, non ho elementi per un’analisi che si inserisca nel contesto dell’ “assurdo” che ho dato al post.
          In quale altre parti avrei alzato polvere? La prego, me le indichi: chissà che non possa rimettere ordine.
          Infine, mi pare di poter constatare che nessuno si è agitato in questo polvere da me impropriamente sollevata.

          Spero di leggere presto una sua riposta od un suo nuovo commento.

          @ bortocal: “mancanza di senso”, non saprei trovare una definizione migliore per “assurdità”. Mi piace.

      • @ Franco Giudici: premesso che la ringrazio del suo gentile commento, a questo punto, non so se prenderlo per rispondervi con serietà o farvi dell’ulteriore ironia…. Purtroppo, l’ironia non è nelle mie corde (specie il luned’ mattina), quindi risponderò seriamente.
        Forse non sono riuscito a rendere bene l’immagine della scena, perchè è lungi da me il “condannare” un onesto militante che distribuisce un giornale.
        Al massimo, potrei ritenere assurdi o superati i contenuti dello stesso. Ma questo è un altro discorso.
        Dunque, ricapitoliamo: immagini, la prego, la scena di una stazione interamente bloccata, con una sola uscita agibile e nel bel mezzo della stessa il suddetto militante con il suo look d’antan. E, affianco allo stesso, a far da ali alla gente che esce dalla stazione, due camionette dei carabinieri.
        Ora, sig. Giudici, credo anche lei riconoscerà che -ben aldilà della figura del nostro protagonista- v’era tutto un contesto che aveva una parvenza surreale, nel 2012.
        Infine, le faccio solo notare che il primo e principale oggetto dell’aneddoto era piuttosto il metodo adottato dalla pubblica sicurezza di chiudere ogni uscita dalla stazione, piuttosto che il militante.

        Se permette, ora invece una nota personale: l’autore scrive perchè gli piace, di ciò che gli piace, come gli sembra meglio al momento. Se, come temo non sia accaduto, avesse preso un minuto in più per scorrere qualche altro post, forse vi avrebbe trovato analisi e commenti più sviluppati ed interessanti del presente, che era una semplice constatazione di alcune “stranezze” mattutine.
        A tale proposito, mi piacerebbe sapere in base a quali parametri lei giudica le cose scritte “inverosimili”, dato che il sottoscritto ha avuto il piacere di viverle in prima persona. Davvero, questo vorrei capirlo.
        Dilettante sono dilettante, croce e delizia. A volte scrivo bene ed altre volte peggio. Per fortuna o purtroppo, non ricevo correzioni da altri e devo soddisfare solo il mio gusto. Ciò comunque non mi impedisce di cercare di migliorare e tentare di riconoscere i miei errori.
        Lei mi attribuisce poi uno stile “da scoop”, io le chiederei allora quale scoop? Non mi sembra affatto di aver impiegato toni sconvolgenti o da grandi annunci… solo, di aver riportato fatti.
        Quanto all’analisi, credo avrà invece letto che c’è stata dove ero in grado di farla: sul caso del sig. Dettori e sulla scelta di chiudere con catene la stazione. Avrei dovuto dire qualcosa in più sul militante? Davvero non saprei cosa, visto che la sua per me è stata “un’apparizione”: avrei dovuto commentarne le parole (non udite)? l’importanza di diffondere il giornale? Semplicemente, non ho elementi per un’analisi del caso. Soprattutto, non ho elementi per un’analisi che si inserisca nel contesto dell’ “assurdo” che ho dato al post.
        In quale altre parti avrei alzato polvere? La prego, me le indichi: chissà che non possa rimettere ordine.
        Infine, mi pare di poter constatare che nessuno si è agitato in questo polvere da me impropriamente sollevata.

        Spero di leggere presto una sua riposta od un suo nuovo commento.

  7. Pingback: gli agit-prop di Lotta Comunista. « commentando

  8. Tra l’altro non sa neanche usare bene la funzionalità dei commenti, visto che ha risposto al mio e non all’articolo. Beh, visto che ormai sto scrivendo, aggiungo una cosa: se questo articolo è così privo di senso, che senso ha perdere tempo a rispondere?

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