cercando di perdere

Sabato sera sono stato alla chiusura della campagna elettorale per le primarie di Laura Puppato.
Ho parlato poco di lei in questo blog, anche se -ad esempio su facebook- ho fatto una campagna sfegatata.
Comunque sia, fra i vari interventi di giornalisti, amministratori e sostenitori che hanno aiutato Laura in questa campagna (Concita DeGregorio, Paolo Rumiz, Marco Travaglio…) è arrivato quello conclusivo di Marco Paolini. E’ stato una forza, come al solito, specie quando ha detto “tanto lo sappiamo, io e te Laura, che non vinci” perchè lo ha detto con grandissima freschezza, senza toni di disfattismo.
Paolini ha dato allora una grande lezione a tutti noi ed agli altri candidati: non cantate vittoria anche se avete perso.

Allora, provo a seguire questo consiglio: con la candidatura di Laura Puppato, abbiamo perso.
Laura ha ottenuto il 2,6 % dei voti a livello nazionale. Ovviamente meno di quanto speravamo. In ogni caso, decisamente troppi pochi per l’obiettivo -ambizioso- di arrivare al ballottaggio.
Ora, potremmo anche dire che quel obiettivo ce l’eravamo dato per galvanizzarci e dare il tutto per tutto. Fatto sta che non lo abbiamo raggiunto. Ed è un peccato.

Ma possiamo anche dire un’altra cosa: per la Puppato era la prima candidatura nazionale; i media le hanno dedicato pochissimo spazio; non era conosciuta da tanti, specie al sud; non avevamo i mezzi economici ed organizzativi di altri candidati; tanta burocrazia ci ha bloccato. E comunque abbiamo fatto meglio del più organizzato e conosciuto Tabacci! …sputiamoci sopra.
Queste non sono giustificazioni: sono fatti. Qui da me, abbiamo speso 450 euro in 20 persone, senza nessun finanziamento esterno. Mentre vorrei sapere chi ha fatto il volantinaggio casa per casa per Renzi.
Con questi mezzi, credo il rapporto ai risultati sia ottimo.
Non dirò ora, con capovolte assurde, che è una vittoria. Ma sento di poter dire che ci sono segnali positivi, che la candidatura di Laura Puppato ha smosso qualcosa.
O, meglio, ci ha mostrato che si possono smuovere gli italiani: parlando con la gente, proponendo cose serie, avendo coraggio ed impegnandosi in prima persona, si possono smuovere gli italiani.

Insomma, a volte si può anche essere soddisfatti di una sconfitta: basta aver perso per buoni obiettivi e con buoni modi.

Forse dobbiamo cominciare a riconoscere che questo a Grillo riesce per gli stessi motivi.
Allora, credo il PD dovrebbe apprendere la lezione.
Perchè maggio è più vicino di quanto pensiamo. E cambiare l’italia passa da ciascuno di noi.

Così è andata domenica alle primarie, così è andata pure sabato con la partita di rugby fra Italia ed Australia. Non c’entra nulla con la politica, lo so, ma qui parliamo di sconfitte prima di ogni altra cosa.
L’Italia ha perso contro la seconda squadra al mondo. Ha perso, ancora.
Ha giocato un pessimo primo tempo, dove gli australiani ci hanno messo brutalmente sotto segnando 19 punti in 30 minuti: abbiamo concesso tante punizioni come non mai.
Ma, incredibilmente, ci siamo rialzati nel secondo tempo portandoci ad un incredibile 19 a 22.
L’Italia ha perso di tre punti contro la seconda squadra al mondo, mancando una punizione a pochi istanti dalla fine che avrebbe segnato un pareggio storico.
Si vede che comunque non era giornata.
Nessuno, probabilmente, credeva davvero in un risultato diverso. Ma l’andamento della partita ha mostrato un’Italia che ha saputo reagire, restare in gara fino alla fine, sfiorare il miracolo.
I miracoli poi accadranno.
Ovvio che la sconfitta brucia.

Ma anche qui, a volte si può anche essere soddisfatti di una sconfitta: basta aver perso per buoni obiettivi e con buoni modi.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

7 thoughts on “cercando di perdere

  1. mi risparmio il commento sulla prima parte del post, sai benissimo che io simpatizzo Renzi, quindi…
    sulla partita, che ho visto, concordo asul primo tempo fallimentare, ma nel secondo tempo abbiamo giocato con il cuore, con la grinta e con la ferocia di recuperare il risultato ai Wallabies…mai successo..
    e ti dirò, la settimana prima contro gli All Blacks abbiamo fatto un figurone…tu pensa che il Galles ne ha presi 53 a 3…siamo sulla buona strada, prevedo un buon six nation..

  2. Beh sicuramente per la Puppato è stato un’ottima opportunità per farsi conoscere. Più avanti potrebbe utilizzare questa piccola popolarità per obiettivi più raggiungibili (Presidenza del Veneto ?)

  3. Laura Puppato,candidatura pulita e bel curriculum – messo insieme a livello locale…e vabbè ma ad informarsi ci sarebbe voluto poco – era una scelta possibile, anzi devo dire che il richiamo a Tina Anselmi e lo stile Tata Lucia hanno colpito al cuore e procurato qualche incertezza persino a me.
    Poi hanno prevalso altre considerazioni ma qualche voto di indisciplinate ed incerte ragazze sono stata lieta di guadagnare alla sua causa che poi è anche quella di chi lavora e s’impegna senza tante storie.
    (qui si è fatta campagna adeguando il candidato all’elettore senza particolari imposizioni,l’importante era che arrivassero in tanti e meno male che ci si è riusciti)

  4. Devo dire che dopo il primo tempo ho cambiato canale… più tardi per radio, basito, ho sentito il risultato: la strada sembra essere quella giusta, ma lo si è detto troppe volte; forse però stavolta c’è qualcosa di diverso: la rimonta mostra che quanto meno (forse) c’è una maggiore consapevolezza delle proprie possibilità… certo, giocassero come contro Nuova Zelanda e Australia anche il Sei Nazioni…

  5. @ luigi: Brunel sta facendo davvero un bel lavoro.
    ho qualche speranza per il prossimo futuro.

    @ Bruno: a questo punto, lo credo anche io. specie visto che in Veneto ha ottenuto oltre il 10%…. il problema è che tutta la dirigenza regionale le è ostile… quanto siamo stupidi a volte!

    @ sed: “stile tata Lucia”??? ti prego, anche no!
    confesso che ho tentennato anche io, ma sicuro che ci sarebbe stato il secondo turno o lasciato da parte la considerazioni di utilità e fatto quello che mi sembrava giusto, anche se rischiava di ridursi solo ad un voto di testimonianza.
    fondamentale è però ora che quelle sue idee divengano comuni.

    @ crimson: me ne stavo andando anche io, poi un ritardo sugli appuntamenti previsti mi ha fatto riaccendere… giusto in tempo per perdermi la nostra meta ed il calcio sbagliato!
    secondo me capiremo moltissimo proprio nel sei nazioni: più di qualche nazionale è alla nostra portata, ora come ora.

  6. Se lo sguardo riuscisse ad essere un po’ meno maschile, scopriresti che lo stile tata Lucia è cento volte più interessante dello stile Minetti (mi piacciono le “Nostre” quando sbagliano tailleur e sfoggiano spettinature, significa che non hanno avuto tempo per il parrucchiere)

    • trovo un pò ironico il riferimento alla Minetti, visto che tempo fa su splinder avevo scritto un post contestando l’estetica femminile berlusconiana (ma era su splinder, ovvio che tu non lo conosca).
      La mia critica non voleva essere “sessista” (nel senso di uno sguardo “maschile” focalizzato solo su certi aspetti), semplicemente intendevo dire che Tata Lucia non è esattamente né un modello politico, nè un modello femminile che personalmente prenderei ad esempio.
      Insomma -se proprio devo- Puppato ha citato personalità più consone, dalla Iotti alla Anselmi. Se vuoi, io ci metterei anche Madleine Albright, Indira Gandhi, Michelle Bachelet, Edith Cresson, perchè no la Gillard, Agathe Uwilingiyimana…. limitandoci alla sola politica. Ah, e non dimentichiamo la fondatrice dei verdi in Germania, Petra Kelly.

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