cercando ri-Morsi

Ok, allora passiamo finalmente all’Egitto.

In Egitto si diffondono nuove proteste contro la nuova Costituzione fatta approvare in fretta e furia dal presidente Morsi da un’Assemblea Costituente composta per larga parte da islamisti.
234 Articoli in 16 ore (altrove leggo 13), hanno fatto il calcolo che di media ad ogni articolo sono stati dedicati 4 minuti.

Ma il problema maggiore contro il quale molti egiziani protestano da quando la Costituzione è stata temporaneamente approvata dall’assemblea venerdì scorso (temporaneamente, dico, perchè dovrà essere sottoposta a referendum ed al giudizio della Corte Suprema) è un altro: in prevalenza, a preoccupare gli egiziani è la “svolta” “islamista” che questa Costituzione imprime all’Egitto.
In essa, infatti, si fanno importanti riferimenti alla shari’a inserita come fonte di diritto (art. 2). Anche se, in realtà, tale previsione esisteva già nella precedente Costituzione del 1971 vigente anche sotto Mubarack.
Innanzitutto, le proposte di legge sarebbero sottoposte al consiglio islamico Al-Azhar per controllarne la compatibilità con la stessa (art. 4), problema minore al momento -data la moderazione dei suoi rappresentanti- ma potenzialmente esplosivo a lungo termine. Inoltre, i diritti delle donne potrebbero essere fortemente limitati (art. 68), così come la libertà di parola.
Secondo alcuni analisti, questa Costituzione di stampo “islamista” approvata in fretta e furia era almeno in parte “il prezzo della vittoria” per la rapida soluzione dell’attacco israeliano a Gaza. Insomma, l’Occidente ha acconsentito a chiudere un occhio.

Morsi, inoltre, aveva da poco emanato un decreto col quale assumeva ancora maggiori poteri. Un’ulteriore escalation, dopo essere efficacemente riuscito a limitare il potere dei militari (da ultimo, cambiandone i vertici in agosto) inutile dire che dopo l’esperienza di Mubarack (e, prima di lui, quelle di Nasser e Sadat), questo agli egiziani piace poco e fa insospettire. Infuocando proteste.

Il referendum sulla Costituzione è previsto per il 15 dicembre. Le esperienze e la logica insegnano che è molto difficile che una bozza di Costituzione venga rigettata al referendum confermativo (Costituzione in sé, non emendamenti della stessa), per la semplice ragione che non vi è una vera alternativa. Sebbene Morsi abbia promesso la formazione di una nuova Assemblea Costituente in caso di rigetto, è ancora tutto da capire che maggioranza vi sarebbe e che nuova proposta potrebbe uscirne. Un salto nel buio, insomma.
Inoltre, fino alla definitiva approvazione della Costituzione stessa, resterebbero in vigore i poteri straordinari che il presidente si è attribuito…
L’esito non è tuttavia scontato: la certificazione delle elezioni spetta, infatti, al potere giudiziario che sta meditando di boiccottarle. Aprendo, probabilmente, ad uno scontro di poteri e ad una crisi ancora più grave.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

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