intermezzo: Stato di prova

Il titolo di Repubblica non potrebbe spiegarlo meglio: “Berlusconi si candida, il PDL scarica Monti“.

Il giorno stesso in cui Berlusconi annuncia il “ritorno in campo” per le elezioni del 2013, il suo partito non vota la fiducia al governo Monti sulla legge di stabilità. Si astiene, perchè quella legge deve passare, ma non sostiene il “suo” governo.
Caso 1: è puramente casuale che Berlusconi abbia dato questo annuncio di volersi ricandidare proprio quando si doveva votare la fiducia?
Caso 2: è puramente casuale che il PDL dopo l’annuncio non l’abbia votata?
Caso 3: è puramente casuale che dopo annuncio e non-voto, lo spread sia salito improvvisamente di quasi 30 punti?

Ovviamente no, il caso non c’entra nulla.

Ovviamente Berlusconi è alle strette come sempre: sa di dover tornare in campo per evitare ulteriori guai giudiziari all’orizzonte.
Ovviamente, è il padre-padrone del PDL quindi al suo cenno tutta la farsa delle primarie è stata buttata all’aria.
Ovviamente, per evitare un tracollo elettorare e cercare a) di salvare una pattuagli di fedelissimi; b) di pareggiare o rendersi indispensabili al Senato ha bisogno che si voti col “Porcellum”.

Il punto veramente interessante è un altro: Berlusconi, se così avesse voluto, avrebbe potuto staccare la spina al governo tecnico immediatamente; aprire la crisi ed impedire che si formi un nuovo governo per andare il prima possibile alle urne. Magari già a febbrario.
Se questo non è accaduto, non dipende affatto dalla necessità di approvare la Legge di Stabilità (Bilancio o Finanziaria che dir si voglia). Questa logica responsabile da vero statista, semplicemente non gli appartiene.
No, il motivo vero di questa farsa del voto/non-voto alla fiducia è un altro: è una prova generale.Conoscete il caso di “Jonestown“? Si trattava di una comunità pseudo-religiosa fondata in Guyana da Jim Jones negli anni ’70 dove avvenne un suicidio di massa. Il caso è ovviamente differente, ma ci può aiutare a capire cos’è accaduto ieri: Jones, prima del suicidio organizzava delle “Notti bianche” nella comunità durante le quali venivano discusse alcune opzioni future, incluso il suicidio, e durante le quali distribuiva una bevanda avvelenata agli adepti. La bevanda non era veramente avvelenata e serviva solo per fare una prova di lealtà in vista del suicidio vero e proprio.
Così, direi, ha fatto il nostro Berlusconi: questa non-fiducia non doveva segnare la fine vera e propria del governo Monti, ma solo verificare chi e quanti nel PDL avrebbero seguito il capo nella sua ultima crociata.
Ora che Berlusconi lo sa, farà presto la sua mossa.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

4 thoughts on “intermezzo: Stato di prova

  1. mi piace l’accostamento al reverendo Jones…è vero, tratta i suoi come semplici seguaci che devono solo obbedire e tacere…il suicidio di massa avverrà alle elezioni, stanne certo, la gente ne ha le tasche piene di fanfaronate..e te lo dice uno che ha sempre votato Lega ingoiardo m… per satare insieme a sto incantatore di serpenti..
    è finito…ci sarà il famoso suicidio di massa

  2. Io penso che berlusconi abbia voluto prendere le distanze da Monti, per improntare la campagna elettorale contro il governo dei tecnici che ha portato l’Italia in una situazione peggiore di dove l’aveva lasciata lui, senza però assumersi la responsabilità di far cadere il Governo. Mossa che però non gli è riuscita, visto che Monti, invece di limitarsi a galleggiare per i prossimi 2/3 mesi, ha preferito dimettersi.

  3. @ allegria di nubifragi: scusa, ho visto solo oggi il tuo commento.
    comunque, non ho io stesso la più pallida idea di come facciano… la mia unica ipotesi è che valga l’analisi di De La Boetie: servitù volontaria, sperando di trarne vantaggi.

    @ luigi: fra l’altro anche i seguaci paiono comportarsi allo stesso modo…
    spero vivamente che ci scampiamo tutti questo rito di suicidio collettivo Grillo/Berlusconi, ma non ho particolari speranze. anzi: temo accadrà proprio questo. nel qual caso, ho pronto il biglietto per emigrare.

    @ RW: ovviamente la sua strategia sarà questa. populismo al massimo grado, gridando contro tutto e tutti, specie chiunque abbia imposto sacrifici agli italiani contro lo stile “nani e ballerine”.
    per foruna Monti non si è fatto fregare e gli ha risposto a dovere. ora dovremmo fargli affrontare la sua responsabilità per questa crisi.

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