turatevi il naso, ma votate PD

Per quel che mi riguarda, è cominciata la campagna elettorale.
Allora, vi sottopongo questa considerazione. Puramente e totalmente parziale, tanto si sa ormai come la pensi.

Un giornalista di razza come Indro Montanelli, lontano parente nobile di certi scribacchini che si vedono in giro al giorno d’oggi, scrisse nel lontanissimo giugno 1976 in un suo articolo la celebre frase “turatevi il naso, ma votate DC”.
La formula politicamente non mi convince: io sono per le prese di posizione chiare, per le convinzioni, per le lotte di idee e visioni. I compromessi al ribasso non mi sono mai piaciuti. Per tale ragione, farò di tutto nei prossimi mesi per convicere chiunque che votare il Partito Democratico sia l’unica soluzione accettabile per dare all’Italia un governo responsabile, forte, coeso, in grado di fare le necessarie riforme, attento alle fasce più deboli e rispettato a livello internazionale.

Se non dovessi riuscirci, vi do sin da subito un diverso argomento.
I sondaggi ovviamente non sono la verità, né sono uno strumento di governo. Però possono darci una chiara indicazione delle tendenze politiche di un paese. Questa è una precisazione di merito, perchè li citerò in seguito.

Innanzitutto, i problemi che andiamo ad affrontare. Potremmo sintetizzarli con una formula sola: default, crisi di insolvibilità del nostro paese e, di consenguenza, tracollo dell’UE.
Fondamentale è essere cosciente che questa è una prospettiva reale. Ma diverse sono le vie per arrivarci:
potremmo arrivarci votando massicciamente il Movimento 5 Stelle, uscendo dall’Euro e attuando politiche monetarie folli;
potremmo arrivarci votando ancora PDL e gli amichetti della Lega Nord -che di sicuro si alleeranno ancora- e le politiche farabutte di Berlusconi;
potremmo arrivarci consegnando di nuovo l’Italia all’instabilità di un governo frazionato e non coeso (PD, SEL, UDC, FLI….).
Quindi, è fondamentale che il prossimo governo sia un governo forte, oltre che serio, competente, coraggioso e rispettato. Ma, perchè sia forte, deve avere una netta maggioranza parlamentare e non essere sottoposto ai ricatti di vari partitini minori di una coalizione.
Questo, la legge elettorale con cui si andrà a votare (che, ahinoi, mettiamocela via: sarà il Porcellum), lo consente.

Allora, turatevi il naso e votate PD.

Turatevi pure il naso, perchè capisco bene che a molti il Partito Democratico non piaccia, che non sia il vostro referente politico ideale, che potrebbe attuare politiche che non apprezzate e non condividete fino in fondo. Capisco che vorreste un governo più moderato o più riformista, che alcuni candidati del PD non vi piaceranno, che vi diranno che “sono tutti uguali“, che vi mostreranno il solito “pericolo rosso” dei comunisti anticattolici.
Ma, al momento attuale, il Partito Democratico è l’unica forza politica che può fare da perno solido ed univoco di una maggioranza di governo. E questo non cambierà nei prossimi mesi: con circa il 35%, il PD è l’unico possibile partito maggioritario.
Il Movimento 5 Stelle potrà persino arrivare al 20%, idem il neo-PDL berlusconiano, la Lega forse all’8%, l’UDC+centro vario (Montezemolo, FLI etc, etc) idem, SEL è data al 5%. Ma nessuno di loro potrebbe comporre un governo in grado di durare e fare le riforme.
Insomma, il Partito Democratico sarà  la forza di governo della prossima legislatura, che lo vogliate o meno. Si alleerà con questo o con quello (SEL o centro), o con entrambi e governerà, condizionando decisamente il prossimo governo, sia esso di Bersani o di Monti.

Quindi, votare il PD, votare il massa il PD, sarà l’unica soluzione che metterà l’Italia al riparo dal rischio a) di un non-governo “Grillo”, b) di un ritorno di Berlusconi, c) di un Monti bis, d) di ricatti da parte di partiti minori.
Non penso e non dico che una coalizione del PD con altri sarà instabile e costantemente a rischio crisi: sono convinto che la sinistra italiana abbia imparato la lezione. Ma dico con convinzione che se il PD non avrà una maggioranza nettissima, ogni governo sarà più fragile. L’unica soluzione è un Partito Democratico tanto forte da non sottostare ai ricatti di nessuno.
Perchè, oggi il Partito Democratico è l’unico partito moderato e riformista, convintamente europeista, responsabile e rispettato all’estero. L’unico il cui governo non faccia paura anche alla finanza londinese (perchè lì sanno bene che ciò che serve all’Italia è qualcuno in grado di governare davvero) ma che tutelerebbe i più deboli nel nostro paese. L’unico non compromesso con lobby, l’unico in grado di fare veramente riforme tanto attese, con equità.

Non vi invito a “turarvi il naso” pensando che nel PD ci siano “schifezze” (cosa che non credo affatto), ma mi metto nella posizione di tanti elettori orientati di più verso SEL, UDC, M5S od altri per i quali tante cose nel Partito Democratico non vanno bene: capisco che per voi il PD non sia la scelta ottimale, ma vi invito a farla. Perchè è l’unica scelta responsabile.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

16 thoughts on “turatevi il naso, ma votate PD

  1. Il tuo ragionamento, fila, lo comprendo, anche se lo condivido solo in piccola parte: che il MoVimento Cinque Stelle governi, non credo ci sia rischio; tra l’altro bisognerà vedere chi sarà il loro candidato Premier (non Grillo, comunque); peraltro si è ampiamente dimostrato che quando vogliono, i rappresentanti del MoVimento sanno svincolarsi dal loro ‘portavoce’ (più di quanto quelli del PDL abbiamo mostrato di sapere farlo da Berlusconi), quindi anche se fosse, bisognerebbe vedere se le proposte più estreme (es: uscita dall’euro) troverebbero reale attuazione… Sul PDL – Lega, concordiamo, e anche se non è per nulla democratico nel fatto che le sorti italiane siano rette da ‘chi decide come deve andare lo spread’, un loro ritorno sarebbe una iattura. Il PD per me comincia e finisce col dire che Bersani è una persona onesta e non sarebbe un cattivo Presidente del Consiglio; lo aspetto alla prova dei fatti: se sarà capace di dire chiaro fin dall’inizio che i vari Veltroni, D’Alema, Bindi, etc… non farebbero parte di un possibile Governo, bene; altrimenti, tanti saluti. Non dimentico peraltro che se in Italia – a differenza di quanto avvenuto in Grecia e Spagna, Paesi messi peggio di noi – non si è votato già a inizio 2012, è anche per ‘merito’ del PD, che ha avvallato il Governo tecnico deciso altrove; una colpa originale, che in campagna elettorale uscirà fuori… Continuo comunque a pensare che l’ipotesi più probabile sia di trovarci in primavera con un’Enorme Coalizione, che sosterrà un Governo ‘ibrido tecnico-politico’, guidato da uno degli attuali Ministri (Passera o Riccardi), col beneplacito di Monti, nuovo Presidente della Repubblica…

  2. guarda, io mi ero ripromesso di non andare a votare dopo le porcherie combinate da Bossi e c…non ho stima di nessuno dei politici attuali, ma l’idea che un despota come Grillo possa salire al potere, mi fa quasi quasi pensare che non hai tutti i torti.
    sicuramente avrei votato PD se avesse vinto Renzi..
    ci devo pensare, mi hai messo una pulce nell’orecchio, è già qualcosa

  3. @ allegria di nubifragi: grazie. allora al lavoro, che la campagna elettorale è gia cominciata.

    @ crimson: immaginavo le tue ben motivate obiezioni, ma ovviamente non potevo sviscerarle nel post stesso. sono lieto di affrontarle qui, rispondendoti. il rischio relativo al M5S, come tu stesso ben comprendi, è relativo solo a certi aspetti della politica economica (uscita dall’Euro, in primis). per il resto, io stesso posso ben condividere diversi spunti del loro programma. e, per come la vedo io, la vaghezza dei candidati non riduce ma -semmai- aumenta tale rischio: la mancanza di coordinazione fra gli stessi aumenta il potere di Grillo di manipolarli. dovremmo starci attenti. vero che hanno dimostrato maggiore autonomia dei peones berlusconiani. ma la pratica può riservare sorprese.
    inutile ripeterci che il potere corrode.
    concordo su PDL-Lega, per quanto dobbiamo superare questa “dittatura dello spread”. sul PD, credo Bersani darà un’ottima prova come candidato, ma non vincoliamola a dichiarazioni propagandistiche su D’Alema o altri (infatti sia D’Alema che Veltroni sarebbero buoni ministri per gli esteri o la cultura…).
    il fatto di non aver votato nel 2012 secondo me non è un demerito del PD, anzi: sappiamo bene che le elezioni in quel momento avrebbero quasi certamente significato il fallimento e/o l’instabilità greca. per quanto duri, questi mesi erano necessari.
    io non credo Monti diventerà Presidente: non è il ruolo cui aspira. e, per quanto riguarda il governo, credo uscirà una chiara maggioranza politica: gli italiani non vogliono pastoni.

    @ luigi: se dovessi convicerti, sarebbe una immensa soddisfazione. non tanto per te, quanto per l’importanza delle idee in ballo.
    allora sappi che ti torchierò fino al giorno delle elezioni per riuscirci!
    ma la cosa più importante è che si possa dialogare sul meglio per il nostro paese.
    nel caso, mi permetteresti di applicare un banner “ho convertito un leghista”?? (ovviamente scherzo!)

  4. Alle politiche del 2008 avevo votato PD, poi – deluso da certe posizioni assunte dal partito – sono andato verso SeL. Non ho ancora deciso cosa voterò a febbraio, anche se la scelta ricadrà senz’altro fra Bersani e Vendola. Attendo di conoscere le prossime mosse, aver chiare le alleanze e deciderò di conseguenza…

  5. sono anni che mi turo il naso e voto pd, ma francamente ora sono stanca e credo che stavolta farò prevalere il diritto di voto e non il dovere, e proprio non andrò a votare

    • Grazia, ovviamente non spetta a me dirti come meglio esercitare il tuo diritto/dovere di voto.
      Ovviamente capisco la delusione: pare che il PD sia nato per deludere…. Comunque, a parer mio, questa volta più che mai anche il tuo voto sarebbe essenziale.
      Pensaci

  6. uuuh, servita su un piatto d’argento: PD – Partito Deludente? 😀
    Se continua a fare il moderato su temi che richiedono posizioni chiare e nette, sì. Continua a scivolare verso la nebbia del centro, dove tutti si ritrovano perché nessuno sbatte il pugno sul tavolo quando ce ne sarebbe bisogno. A me sta bene che sia un grande partito riformista, ma almeno si fregiasse del titolo (vago eppure consolante) di “socialdemocratico”, riformista di sinistra, laicista (rivoltando in positivo questo termine spregiativo dei cattolici oltranzisti), che rivendichi con un certo orgoglio le sue radici miste da compromesso storico.
    Dal pdv della politica reale capisco molto bene il tuo discorso e, sebbene sia in parte all’origine dell’estromissione di Rifondazione Comunista dal Parlamento (simile cioé al ragionamento di Veltroni e di tanta gente contro il berlusca), è la posizione più razionale da assumere; SEL otterrà sempre meno di RifCom nei suoi momenti migliori e la cosa non cambierà per lungo tempo; il M5S sta cominciando a inciampare nel proprio cadavere; Idv, Fli, Udc, heh! non scherziamo; insomma hai ragione.

    Ma è orribile star sempre a turarsi il naso, mettersi i guanti eccetera.

  7. se mi volessi male (ma proprio tanto), volessi male alla scuola, al lavoro e al welfare in generale, alla giustizia sociale e distributiva, allora voterei pd, cioè il partito che ha sostenuto Monti, che ha elaborato una riforma distruttiva della scuola e dell’università, del lavoro, delle autonomie; un partito che assorbito il malaffare democristiano ed oggi pieno di collusi, corrotti o semplici ladri. Qui le ragioni un po’ più cicostanziate: http://vocidallestero.blogspot.it/2013/01/lettera-aperta-al-bersani-che-sbaglia.html?utm_source=feedburner&
    Ciao

  8. @ Goat: mi scuso con te, GoatWolf, per il ritardo della risposta. sai, tempi natalizi….
    io credo, anzi: sono assolutamente convinto, che il PD debba assumere alcune posizioni chiare e forti su alcuni temi fondamentali (disuguaglianze, pensioni, diritti civili….). ti dirò di più: su molti, doveva farlo già da anni.
    ma, per il momento, il tema va messo fra parentesi: adesso è il momento di vincere le elezioni. adesso, ma mica per sempre: dal 25 febbraio, quei diritti e quelle idee vanno non solo detti ad alta voce, ma anche realizzati.
    Non mi pare vi sia una tensione verso il centro, piuttosto: una ricerca d’identità, di sintesi politica che ancora manca. forse, la si sarebbe potuta ottenere nel 1998 con Blair, Schroeder e Clinton al potere. non nel 2007.
    Anche io capisco i rischi politici interni (al PD) ed esterni (alleanze) del mio ragionamento: la scoparsa di RifCom ne è stata una conseguenza, in parte negativa (ma in parte anche positiva: pure a sinistra c’era bisogno di un ripensamento). Oggi potremmo dire che la sinistra ne è uscita rigenerata.
    Vedi tu stesso che non ci sono alternative. “Ultima chiamata, Italia” direi. Ma dall’ultima chiamata per l’Italia si arriva anche all’ultima per il PD: ora o mai più per un grande partito riformista. Ora o mai più dobbiamo tutti intervenire a salvare il paese tramite il PD ed a salvare il PD plasmandolo.

    @ Gabriella: provo ad abozzarti una risposta, senza aver ancora letto il post.
    quanto dici è in parte corretto e -puoi credermi sulla fiducia- urta anche me. Anzi, molte cose mi disturbamo moltissimo ed io stesso penso a volte che sarebbe meglio buttare all’aria tutto.
    Ma penso anche che se c’è una soluzione realistica, quella passa solo attraverso il PD. Se il M5S fosse un’alternativa vera, lo vedremo sin dai sondaggi: il suo elettorato coincide in larga parte con delusi di destra, non del PD. (chi altro, Ingroia?)
    Sul “malaffare democristiano”, mi rendo benissimo conto che tanto nel PD non funziona (e non solo dagli ex-DC, credimi… sic), ma almeno il PD si sta dotando di strumenti per reggere e contrastare questi problemi: codice etico che esclude ogni candidato od imputato dalle cariche elettive. Un piccolo passo, ma un passo alla volta.
    Inoltre, non credo che il sostegno a Monti possa essere imputato come una colpa al PD: se si fosse votato, l’Italia sarebbe ancora nell’Euro? esisterebbe ancora l’Euro? Sai quanto me che la risposta non è scontata.
    Ma, appunto per questo, adesso è il momento di correggere nel senso della giustizia sociale quanto si è fatto in situazioni di urgenza.
    E di porre le basi per il futuro. Basi che, io credo, debbano essere di giustizia sociale, di welfare, di istruzione e sanità pubbliche, di “beni comuni”…
    Copio pari pari la conclusione della risposta a GoatWolf:“Ultima chiamata, Italia” direi. Ma dall’ultima chiamata per l’Italia si arriva anche all’ultima per il PD: ora o mai più per un grande partito riformista. Ora o mai più dobbiamo tutti intervenire a salvare il paese tramite il PD ed a salvare il PD plasmandolo.

  9. Caro Red, innanzitutto non hai bisogno di scusarti, ci mancherebbe dover correre pure durante le feste, maggior ragione su un blog personale…

    Per quanto riguarda Rifondazione, giusto ieri pensavo a quanto mi manca Bertinotti: la fine dell’epoca parlamentare del partito ha spazzato via in un sol colpo tutto quanto di buono ci fosse in esso, dalla presenza, minoritaria quanto si vuole, ma pur sempre come protagonista sulla scena politica e sociale nazionale, a metà strada tra il governo e i movimenti (con tutte le ambiguità di questa prospettiva); alla partecipazione internazionale quanto meno autorevole ai forum sociali e al parlamento europeo; fino al leader stesso, un politico che univa in sé l’esperienza del mondo del lavoro con una preparazione teorica e una capacità critica di rara portata. C’erano gli estremisti, le correnti frazioniste, l’attaccamento a linguaggi e analisi ormai superate, laddove si annidava probabilmente l’incapacità di comprendere e rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori; ma la linea bertinottiana, tra luci e ombre, sapeva bilanciare i vari tipi di nostalgia con l’apertura al nuovo, alle idee e alle azioni dei movimenti, alla riformulazione di un linguaggio politico radicale adatto al contesto della globalizzazione. In certi casi forse troppo, allontanandosi da spazi di rappresentanza poi riempiti dalla Lega (parlo soprattutto dei lavoratori industriali del centro-nord, un tempo zoccolo duro del PCI).

    Con la sfida veltroniana al consenso allora granitico delle destre, sfida basata sul tutto o niente, sul partito unico nuovo e agile, grande e “transposizionale”, se così lo si può definire (o come disse Crozza, un partito “ma anchista”), cui dare spinta e forza reindirizzando i voti verso un soggetto stabile abbastanza da vincere e governare, si è dato il colpo di grazia a un partito che essendo già di per sé in difficoltà “storica” stava però riuscendo a ripensare il suo ruolo sul lungo termine. E cosa abbiamo oggi? Sei o più partitini comunisti, tutti fuori dalla scena politica, tutti frazionisti e rivolti a schegge di elettorato estremista; un soggetto privo di attrattiva qual è la federazione di RifCom e Comunisti italiani; e un partito “erede” della linea bertinottiana, SEL, che però non ha nemmeno cominciato e già si trova in affanno. Si è perso qualcosa di buono e non si è ottenuto (né fatto) granché in cambio.

    Per questo capisco il tuo discorso, ma pur ritenendolo ragionevole, penso sia più giusto provare a dar forza a un soggetto ancora “giovane” e fragile come SEL, provare a rafforzarlo o almeno a sostenerlo, sperando che possa contribuire come presenza critica ancorché simbolica in una prossima coalizione, anziché turarsi ancora il naso e poi restare con l’amaro in bocca.

    • Qui si affrontano due analisi politiche entrambe rispettabilissime e fondate, ma di difficile composizione.
      Lasciando pure per un momento “fra parentesi” e da parte il problema del voto al PD o meno, che è relativamente secondario, affrontiamo direttamente la questione di una rappresentanza di sinistra “pura” in Parlamento o comunque nello scenario politico.
      Tu, se sintetizzo bene, lo imputi soprattutto alla nascita del PD ed alla scelta di Veltroni, che avendo estromesso Rif.Com ha sancito ulteriori fratture in partitini di fatto insignificanti.
      Secondo me, queste fratture stanno in realtà a monte del problema, non a valle: la tendenza tutta comune alla sinistra di divedersi e dividersi c’è sempre stata, non solo in Italia.
      Detto francamente, tu mi spieghi che senso hanno ancora partiti come il PSI ed i vari socialisti in Italia? Non farebbero meglio a convergere chiaramente nel PD per dargli una vera identità di sinistra?
      Lo stesso, per me, vale con la galassia comunista: ci si ostina nella logica “correntizia” del “io coi trotzkisti non mi immischio-io non mi mischio ai maoisti-io sono estraneo agli staliniani….” invece di lavorare sui punti comuni, si accentuano ed esaperano le divergenze, col solo vantaggio dei vari leaderini che vedono confermata la loro posizione.
      Così come non comprendo la posizione dei socialisti, insignificanti, non comprendo come elettori e dirigenti di tutta la galassia della sinistra radicale non possano superare le proprie divergenze e creare un soggetto unico. Questo potrebbe benissimo includere anche SEL.
      Sono cosciente del fatto che questo apre alla grandissima questione della responsabilità di governo di un simile attore politico, ma è una questione che per il momento lascio da parte (potrebbe benissimo iscriversi nel ragionamento veltroniano od in un nuovo arco politico parlamentare, a condizione di ripensare la legge elettorale).

      • Forse un modo di trovare una via di mezzo c’è.

        E’ fuori di dubbio che la tendenza alla divisione è congenita alla sinistra, secondo me per le innumerevoli possibilità di progettazione di una società, un’economia e una politca alternative (come a dire che per giungere agli stessi obiettivi ognuno propone – e talvolta impone – la sua strada).

        Diciamo perciò che le fratture endemiche della sinistra, a monte del problema, abbiano attraversato un periodo di relativa stabilità durante tutti gli anni Novanta attraverso una linea tutto sommato maggioritaria all’interno dell’unico soggetto radicale forte, RifCom; questo ha reso appariscente la rottura che portò alla formazione di un secondo partito comunista (le cui cause comunque ben conosciamo), a fronte dell’esplosione dei socialisti in atto da tempo, ridicola e schizofrenica. Tuttavia l’opposizione alla linea di Bertinotti era come un magma in attesa di eruttare.

        La presa di posizione di Veltroni, o meglio il successo del suo suggerimento (certo unitamente agli altri fattori cui ho accennato), ha fatto saltare il tappo del vulcano, ha dato quella spinta che serviva a distruggere il difficile lavoro mantenuto fino ad allora, rovinando quanto di buono si era costruito per lasciare solo cocci.

        Poi, per carità, questo non giustifica il settarismo attuale, l’irresponsabilità delle divisioni, l’incapacità di riorganizzarsi e, come dici anche tu, appropriarsi in positivo della logica veltroniana e dare forza a un nuovo soggetto unico e stabile a sinistra del PD.

        • Scusa, l’ultimo periodo è un po’ confuso: volevo dire che non si giustifica il settarismo e “sarebbe opportuno appropriarsi” ecc. 😛 😀

        • Per il mio punto di vista, è essenziale che a sinistra cominci a diffondersi un’ “etica della responsabilità” che travalichi l’ “etica delle intenzioni”: bisogna superare definitivamente la logica della purezza delle varie “correnti” per accettare di ingoiare qualche rospo in nome del bene comune.
          All’atto pratico, una soluzione potrebbe essere quella di votare SEL alla Camera ed il PD al Senato.

          • Concordo. Una cosa che negli ultimi anni mi ha profondamente rotto le scatole è appunto la ricerca della purezza a tutti costi. Posso capire che dopo grandi delusioni non si voglia più scendere a compromessi, ma è stato anche a causa di intransigenze del genere che l’ultimo governo di sinistra (un carrozzone sbilenco e strapieno, per questo fragilissimo) è caduto, se non ricordo male, per due soli voti, e che ora non c’è modo di combinare nulla. E non solo in Italia: in Brasile, dove ho molti amici, c’è una tale disillusione verso il PT di Lula e Dilma, verso la politica in generale a causa degli scandali di corruzione spaventosi, che si è diffuso un cinismo e una contrarietà da reazionari; nulla ha senso, nulla può funzionare, tutto è inganno e menzogna, ognun per sé e Dio per tutti ecc., al massimo si fanno le campagne su facebook, come se fosse un mezzo di legislazione, e intanto chi è al potere fa quello che vuole, tutti reclamano per un cambiamento ma nessuno si impegna per realizzarlo. Un po’ come qui…

            Mi piace anche la soluzione tra le due Camere.

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