la parola ad altri: la privazione del piacere e cellulari tumorali

Chi mi conosce nella vita reale (ove reale sta per il latino res, cosa: la vita materiale) dice che sono un “provocatore”. Ciò è senza dubbio vero. Tanto vero che sono arrivato a farne quasi un vanto: in fin dei conti, anche Socrate, nel suo piccolo, era un provocatore.

Così, prendo e ripubblico due post scritti da altri. Post altamente provocatori, sia per il tema di cui parlano, sia per come sono stati trattati da altri siti (leggasi facebook, ne parlerò di seguito). Comincio quindi dal più semplice:

Si tratta di una petizione per obbligare le compagnie telefoniche ad avvisarci sulla (potenziale…) nocività legata all’uso di telefoni cellulari e cordless. Questa iniziativa è stata proposta da Innocente Marcolini (come riporta Riccardo Staglianò nel suo blog su Repubblica.it), il quale dopo aver avuto un tumore ha vinto una causa davanti alla Corte di Cassazione che ha riconosciuto la dipendenza del suo tumore dall’uso di cellulari e cordless.
Ora Marcolini chiede che le compagnie telefoniche informino gli utenti dei rischi, di modo che gli stessi possano prendere adeguate precauzioni (Staglianò ricorda che alcune pratiche a tutela dei minori sono già imposte in Francia e Gran Bretagna), come richiesto -fra l’altro- da Consiglio Superiore di Sanità.
Visti i tragici precedenti con l’amianto e le radiazioni, simili precauzioni sarebbero opportune.

La seconda notizia è tutta interna alla rete: anche in questo caso ho letto per la prima volta la notizia su un blog di Repubblica.it, ove si parlava di un post relativo alla mutilazione genitale femminile (qui il link originale di “Comunicazione di genere” post “La privazione del piacere”– del quale devo avvisarvi che potrebbe urtare la vostra sensibilità) ripetutamente censurato su facebook.
Inizialmente, si è creduto la cosa dipendesse dalle immagini, ritenute “pornografiche” o oscene. In seguito, a quanto pare, facebook ha pensato bene di censurare anche i post che non riportavano le immagini scandalose. Suscitando -almeno in me, ma credo di non essere il solo- il vivo sospetto che non siano tanto le immagini ad urtare, quanto il tema in sé. La cosa, ad esser sincero, non mi stupisce: tutti i grandi media devono scendere a compromessi con potere di turno per farsi accettare e diffondersi, facebook non può essere da meno. Ma spetta noi rompere questo velo di ignoranza.
Ovviamente son provocatore e non mi son lasciato sfuggire l’occasione per prendere il link e pubblicarlo direttamente sul mio profilo. Attendo di vedere la reazione. In ogni caso, continuerò fino allo sfinimento dei censori.
Qui la storia completa sul blog “Vita da streghe” e maggiori post sulla censura sullo stesso blog “Comunicazioni di genere” (1 & 2).

Sono comunque lieto di constatare come, a volte e nonostante tutto, internet si riveli anche uno strumento per diffondere notizie importanti, come in questi due casi.

Vi invito quindi a firmare la petizione di Marcolini ed andare a leggere il post dal blog “Comunicazione di genere”: sappiate che è un post duro, ma ne vale la pena.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

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