in morte del carisma e dell’auctoritas

Leopoldo Fabiani ha scritto un bel post intitolato “la morte del capo” nel suo blog su Repubblica.it ove parla di libri e letture consigliate.
Il tema specifico del post è il “potere carismatico” di Max Weber (che trovate ben spiegato nel post stesso con precisi riferimenti bibliografici), specialmente con riferimento agli attuali leader di partito in declino (Bossi, Di Pietro, Berlusconi… ma anche Grillo).
Memore anche del mio post-recensione sul libro di Giorgio Agamben “Lo stato di eccezione” nel quale si parla anche dell’autorità (auctoritas) spettante agli individui che si son ben distinti, ho sottoposto a Fabiani un paragone fra le due categorie (quella weberiana e quella di Agamben), sostenendo che quest’ultima fosse applicabile ad altri leader politici o figure istituzionali (Fabiani ha citato Napolitano, io Monti e Mandela). In realtà, trovo ora, riflettendovi, che l’auctoritas appartenga di più alla sfera istituzionale che a quella politica. Ovvero, mi sembra che la legittimazione qualitativa legata all’autorità sia più facilmente legata a ruoli istituzionali, non propriamente di policy (decisionali).
Rispetto a tali ruoli, invece, direi ora specularmente che il carisma è piuttosto un tratto politico. Una qualità attribuita in modo quasi devozionale dai seguaci ad un leader (scrive Fabiani: “non è importante se quelle qualità esistano o meno, ma se siano  riconosciute dai seguaci“), leader incaricato di prendere decisioni per l’intero gruppo.
Questa distinzione dovrebbe essere approfondita e precisata.

Ma questo è un punto secondario rispetto all’oggetto di questo post. Infatti, mi son reso conto che nella breve discussione con Fabiani (che trovate sul sito) ho totalmente omesso di riflettere riguardo l’ipotesi di morte (o “tramonto”, per riprendere l’ottima definizione di Fabiani) del titolare dell’auctoritas.
Se, come scrive Fabiani e come tutti bene o male concordiamo, al tramonto del capo carismatico un movimento rischia di dissolversi, mancando coesione senza una guida altrettanto all’altezza (inciso: questo era stato genialmente compreso dallo stesso Hitler, il quale nei faraonici progetti di Albert Speer per la futura Berlino aveva pensato ad una Grosse Halle dove tenere le future adunate, concentrando la massa e favorendo l’impatto del leader- come spiegato da Elias Canetti), la domanda è cosa accada quando a tramontare è la persona investita dell’auctoritas.Azzardo una risposta, forsa facilmente intuibile alla luce delle precedenti considerazioni, partendo anche dal primo -palese- caso storico: il princiato Augusteo. Tutti conosciamo l’ascesa politica di Ottaviano, la sua realizzazione del progetto di Cesare e la nascita dell’impero. Tutti sappiamo che ciò fu possibile anche in virtù dell’immensa auctoritas morale di cui godeva. E tutti sappiamo che alla sua morte, Roma divenne stabilmente imperiale.
La mia ipotesi è allora che, contrariamente a quanto avviene nel caso del carisma, la morte non influisca sul valore dell’autorità: le istituzioni ad essa legate (temporaneamente occupate dalla persona) ed il relativo progetto politico non ne risentano.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

One thought on “in morte del carisma e dell’auctoritas

  1. Gentile Redpoz, innanzitutto grazie per gli apprezzamenti. Nella mia breve risposta sottolineavo soprattutto come l’auctoritas fosse legata allo Stato di eccezione, cioe’ alla sospensione dello stato ordinario della politica o delle istituzioni. Per questo suggerivo che, per quanto di eccezionalita’ si possa attribuire al governo Monti, questa sia dovuta piu’ al capo dello Stato che di quella operazione (la nascita di quell’esecutivo con la sua “strana maggioranza”) e’ stato indiscutibilmente l’artefice. Quanto al resto, concordo: l’auctoritas si rivolge alla totalita’ della comunita’ (popolazione-cittadinanza) e si incardina nelle istituzioni. Il carisma attiene al rapporto capo-seguaci e quindi riguarda squisitamente una parte (partito-movimento) ed e’ una relazione tutta politica. Dal momento che il partito personale-carismatico non ha dato buona prova nella seconda repubblica ora si spera che si vada verso un rapporto piu’ “laico” e responsabile con i leader politici. Ma chissa’.

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