qualcuno dice che queste primarie sono una ca***ta?

Ok, ieri sono state decise le regole per le primarie dei parlamentari del PD (noto, incidentalmente, che anche SEL farà lo stesso. Mi pare una buona cosa).

Personalmente, non sono né un pasdaran delle primarie, né un pasdaran anti-primarie: credo siano uno strumento, e come tale debbano essere utilizzate. Ovvero, credo che si debba essere ragionevoli nello scegliere quando applicarle e quando no.
Nel caso di una legge elettorale come il porcellum, una previa selezione dei candidati alle elezioni è non solo opportuna,  ma necessaria. Al contempo, credo sia opportuno che il candidato Presidente del Consiglio abbia una certa influenza nella scelta dei candidati, così mi sembra un’ottima cosa che Bersani abbia la facoltà di indicarne un 10%, che non è una percentuale stratosferica, ma gli permette a) di avere dei “fedelissimi” in Parlamento; b) di aprire alla candidatura di persone meritevoli (intellettuali, esponenti della società civile, etc. etc) non appartenenti al partito e che altrimenti potrebbero non avere il necessario consenso.

Perchè il consenso non è tutto.
Non è tutto, non solo quando sosteniamo che il verbo berlusconiano dell’investitura popolare conosce dei limiti nella divisione dei poteri e nello Stato di diritto, ma anche considerando che il “paradosso della democrazia” (in sintesi: avere rapprensentanti uguali e diversi -migliori- dei rappresentati) se limitato ad una pura selezione democratica, potrebbe portare ad escludere molte persone di qualità dalle assemblee rappresentative.
Questo è il criterio per il quale, ad esempio, in Irlanda la camera alta (Seanad Eireann) è selezionata non dal Primo Ministro e da altre istituzioni su criteri di merito; in Francia il Sénat è eletto indirettamente da Sindaci ed altri membri delle istituzioni; in Gran Bretagna i Lords sono nominati dai regnanti; il Senato del Canada è nominato dal Governatore Generale e persino in Italia i Senatori a Vita sono nominati per i loro meriti direttamente dal Presidente della Repubblica.
Inoltre, per la selezione interna ad un partito politico, il mero criterio del consenso popolare può portare ad alcune ulteriori distorsioni. Ad esempio, può bloccare il ricambio interno: il paradosso -solo apparente- si spiega infatti con la semplice constatazione che i rappresentanti i carica hanno maggiori strumenti (informazioni, supporto, finanze) rispetto agli sfidanti per conservare il consenso.

Ma ho detto che queste primarie sono una “cazzata”. Ciò è vero solo in parte, e vi spiego tale mia affermazione: il problema di queste nuove primarie sta a) nella tempistica; b) nelle regole adottate; c) nella concorrenza interna.
Innanzitutto, la tempistica: prima di una settimana fa, nessuno pensava alle primarie per i parlamentari (tranne, va detto, Laura Puppato). Lode a Bersani per questa iniziativa, ma convocarla per il 29-30 dicembre è una follia (giorni assurdi per votare già di per sé, ancor peggio quando si è votato prima il 2 dicembre ed in Lombardia pure il 16…), specie quando le regole sono decise solo il 17 e le candidature approvate domenica. Vedremo dopo meglio perché. Intanto basti pensare che si avrà pochissimo tempo per fare campagna elettorale (10 giorni, con Natale in mezzo…). Capisco che la crisi di governo abbia accellerato tutto, ma il governo non è ancora caduto e, comunque, farle la prima settimana di gennaio non avrebbe stravolto i piani.

Le regole adottate (qui il link). Andiamo per ordine: a) la base elettorale, ovvero tutti gli iscritti dal 2011, coloro che hanno votato alle primarie per il candidato Presidente del Consiglio, purché si dichiarino elettori del PD… farsa sulla farsa. Aggravata dall’ennesimo contributo di 2 euro, cosa che trovo scandalosa -specie considerando che gli iscritti già ne pagano una decina per la tessera-. b) i candidati: elettori del PD che abbiano i requisiti del Codice Etico (qualcuno lo conosce? qui il link– nota positiva: esclude in parte candidature per imputati e/o condannati anche non definitivi, art. 5); obbligo di “campagna leale” e divieto di pubblicità a pagamento; divieto per Sindaci oltre i 5.000 abitanti (praticamente tutti… troppa concorrenza!) o Presidenti di Provincia e Regione. Divieto di candidarsi ad altre elezioni nei successivi 6 mesi (interessante, questa). Tutti a condizione di avere almeno il “5% – e comunque non meno di 50 e non più di 500” sottoscrizioni degli iscritti nel ambito territoriale.
Come per il ristretto tempo per la campagna elettorale, questa regola agevola in modo palese tutti coloro che abbiano già una macchina organizzativa e di propaganda ben organizzata. Alla faccia dell’ “apertura”: provate voi a prendere un nome qualsiasi, ora, e farlo candidare….
Senza considerare che, se le candidature superano il doppio dei posti disponibili, la direzione territoriale può ridurle d’imperio (Direzione nella quale si sono cristallizati i rapporti di forza del precedente Congresso).

Infine, la concorrenza interna. Altra ragione per cui ho sempre nutrito dubbi sulle primarie “ad ogni costo”, specie così poco tempo dopo un altro confronto interno. Ora, tutte le “correnti” formatesi a sostegno dei candidati (candidati) Presidente del Consiglio faranno a gara per spartirsi le posizioni ed assicurarsi il massimo numero possibile di rappresentanti alle elezioni.
Non solo si avrà il problema del sostegno/rappresentanza territoriale (Tizio viene da Pisa, quelli di Livorno non lo votano perché vogliono il proprio deputato: funziona finché Pisa e Livorno ne eleggono uno ciascuno, ma se ne viene eletto uno solo scoppia una guerra intestina che non fa eleggere nessuno …o solo il candidato di Firenze), ma pure quello del sostegno/rappresentanza di “corrente” (Tizio ha sostenuto Renzi, i ‘bersaniani’ lo ostracizzeranno per avere il proprio rappresentante) in un gioco di veti incrociati che avrà come maggiore -se non unico- effetto quello di favorire i candidati delle “correnti” e territori più forti.
Di nuovo, alla faccia dell’ “apertura”: provate ora ad assicurarvi un candidato della vostra località (o lì vicino), di un luogo di provincia; provate a proporre un candidato esterno, che non abbia sostenuto nessuno; provate a lanciare personalità esterne.

A queste condizioni, queste primarie sono per me abbastanza una cazzata.
Ma sono già di nuovo in moto….

***

post scriptum per il sig. Grillo.
Il signor Grillo Giuseppe, meglio noto come Beppe, comico e “megafono” del Movimento 5 Stelle scrive e dichiara che queste primarie sono una “buffonata“.
Giudizio curioso, specie se dato da chi ha organizzato cosa simile meno di un mese fa in internet: “cosa” alla quale hanno partecipato circa 20.000 italiani e rispetto alla quale non v’è alcuna garanzia democratica (i voti, infatti, sono tutti contati telematicamente in un server della Casaleggio Associati).
Noi qui non vogliamo giudicare od infierire sulle “parlamentarie” organizzate da Grillo e partecipate dal M5S, ma solo considerare la pochezza di tale “evento” politico: tanto modesto che se anche il 30 dicembre -data sciagurata- alle primarie del PD si presentassero appena 200.000 elettori (cifra francamente modestissima, ma che sarà senza dubbio raggiunta), sarebbe dieci volte tanto quelle di Grillo.
Sproporzione interessante, per definirle una “buffonata”.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “qualcuno dice che queste primarie sono una ca***ta?

  1. L’impressione è che il PD le avrebbe volute fare comunque, ma l’anticipo di circa un mese delle elezioni ha costretto a fare tutto troppo di corsa; l’alternativa era non farle, perdendo un pò della credibilità acquisita con le primarie per il candidato Premier; inoltre probabilmente si cerca di ‘rilanciare’ la visibilità, anche se in quel periodo, in piene vacanze di fine anno, forse la gente ha meglio cui pensare che le primarie del PD… Il rischio è che tutto si restringa a pochi militanti / iscritti, con l’aggiunta – come sottolinei tu – di norme sull’elettorato attivo e passivo che rischiano seriamente di provocare un’ondata di critiche… A questo punto bisognerà veramente vedere come saranno gestite, il rischio dell’autogol è forte…

  2. Mi spiace che ci siano già in lista degli intoccabili che non parteciperanno alle primarie: finocchiaro, D’Alema , etc…

  3. @ crimson: sì, la fretta è soprattutto il problema di queste primarie.
    certo, tornano utili per fare campagna elettorale- inutile nasconderlo.
    ma, soprattutto, sono utili come occasione per selezionare una classe dirigente “di qualità”. speriamo.
    Grillo, intanto, si è già lanciato in critiche assurde su queste “buffonarie”: incredibile, parla lui che ha coinvolto 20.000 persone… con che faccia? basta che il PD ne porti 50.000 (che è veramente pochissimo) per smerdarlo. incredibile

    @ il sonnambulo: la Finocchiaro ha chiesto la deroga, quindi -se concessa- dovrebbe partecipare alle primarie.
    D’Alema ha detto che non si vuole ricandidare, quindi confido rispetti questo impegno.

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