recensione 16: il segreto dei suoi occhi

Era un pezzo che volevo vedere questo film. Non ricordo se sin da quando uscì, ma di certo da quanto ero a Lyon. Ieri sera, complice una partita non entusiasmante, ne ho avuto l’occasione.
Premetto che è stata una visione parziale, perchè dovevo pure controllare il risultato ogni tanto…
Ricordo bene che a Lyon, esprimendo ad un’amica l’intenzione di vederlo, ne ricevetti una critica affatto lusinghiera. Per esser sintetici, disse che i premi vinti (Oscar come miglior film straniero 2010) erano del tutto immeritati e che la trama non sapeva veramente destreggiarsi fra politica e storia d’amore.

Capisco bene, dopo averlo visto, la sua critica sullo squilibrio della trama, ma non la condivido. Avevo capito io stesso di non dovermi aspettare un film politico, nonostante l’ambientazione, ed una volta superato questo aspetto direi che il film regge bene.
Il segreto dei suoi occhi“, film argentino del 2009 per la regia di Juan Jose Campanella è la storia dell’agente del Tribunale Federale Benjamin Esposito (Ricardo Darin) che, in un lungo flashback dopo il pensionamento, rivive uno dei casi affrontati in carriera e la propria passione inespressa per il proprio capo Irene Menendez Hastings (Soledad Villamil).
Intanto una nota sui protagonisti (cui aggiungo quella dell’agente Sandoval-Guillermo Francella e del marito della vittima Morales-Pablo Rango) e sulla loro recitazione: ottima, per la mia scarna competenza. In ogni caso, molto espressiva, senza bisogno di ricorrere ad eccessi rendendo invece bene la quotidianità professionale degli agenti. Personalmente, la parte di Morales invecchiato mi ha colpito in modo particolare.

La storia si destreggia fra piani narrativi diversi e molteplici sia per sincronia (il tempo presente, di Esposito ormai pensionato e romanziere che riapre il vecchio “caso Coloto”; quello passato del 1974 e delle indagini originali), che per tematica (le indagini, l’aspetto politico, la relazione fra Esposito e Menendez). Tuttavia, non risulta affatto di difficoltosa compresione e si sviluppa bene, alternando con dovizia i vari topoi.
Il “caso Coloto” (donna violentata ed uccisa) si presenta come un caso affascinante che deve aver profondamente colpito il protagonista, svelandosi poi in una sua vera e propria ossessione.
L’indizio chiave, che porterà alla soluzione dell’indagine ed a quella della complicata relazione fra Esposito e Menendez, è proprio “il segreto dei suoi occhi”.
Ma durante lo svolgimento dell’indagine si apre tutta la tematica politica: un collega di Esposito (Romano) arresta e fa torturare per estorcegli una confessione due innocenti, lo stesso rilascia poi il colpevole perchè “agente” impiegato nella lotta anticomunista e “così si costruisce la nuova Argentina”.
Il finale, poi, si rivela particolarmente rivelatore: una vera e propria “chiusura del cerchio” di tutti i temi in sospeso.

Insomma, un film complesso ma ben strutturato e ben recitato per una storia intrigante. In definitiva, direi che merita i riconoscimenti avuti.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

6 thoughts on “recensione 16: il segreto dei suoi occhi

  1. El secreto de tus ojos e’ ambientato in un’ Argentina, tra gli anni 60 e 70, che sta immergendosi sempre più nella violenza politica. Il quadro e’ ben descritto e quindi si può considerare un film politico anche se non lo e’ dichiaratamente. Il film e’ tratto da un buon romanzo, opera prima dello scrittore argentino Edouardo Caleri , dallo stesso titolo: El secreto de tus ojos.

  2. dentro c’è amore, vendetta, amicizia, amore, politica, sport, c’è tutto.
    e i personaggi sono indimenticabili, grande Sandoval, l’amico per la vita.

    e “Banca dello sperma, mi dica” è irresistibile

  3. @ Francesco: sì, l’ambientazione è quella di un paese che di lì a breve cadrà nella dittatura, quindi il discorso politico c’è. però non direi che è un tema centrale… insomma, il film non parla di montoneros. è, appunto, un’ambientazione.

    @ intesomale: anche a me!

    @ ismaele: le battute del protagonista e Sandoval sono geniali “si aprirono le porte del paradiso…”. film veramente completo e molto bello anche il personaggio di Sandoval, che ricordi: eroe “sporco”, un falso eroe per tutta la durata del film ma alle fine (o solo nella memoria?) recupera tutto il proprio valore.

    @ bruno: ma questa è la mia battua!! che fai, mi copi? 😉
    comunque te lo consiglio

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