recensione 17: Salvador- 26 anni contro

Questo blog sta diventando pericolosamente cinefilo.
Che debba preoccuparmi?

Vabbè, intanto così è, se vi pare.
La prima recensione odierna (n.17) è per “Salvador- 26 anni contro“, storia di Salvador Puig Antich, ultima persona ad essere giustiziata dal regime di Franco con la garrota (strumento terribile). Esecuzione doppiamente assurda (perchè ogni condanna a morte lo è), perchè ingiustificata, perchè usato come capro espiatorio e perchè giunta in un momento in cui la Spagna mirava ad uscire dall’isolamento.
Salvador Puig Antich era un anarchico catalano militante del Movimento Iberico di Liberazione, nato nel 1948 e giustiziato nel 1974 -fra i vari reati di cui era accusato, rientra anche l’uccisione di un poliziotto durante lo scontro a fuoco scatenato nell’operazione per arrestarlo.
Oggettivamente, non sono rimasto molto impressionato dal film nel complesso.

Ma tutta la lunghissima parte sulla prigionia, processo, ricorso ed esecuzione di Puig Antich è straordinaria.
Ottimamente interpretato da Daniel Bruehl (già protagonista di “Goodbye Lenin“) cui veramente vanno fatti i complimenti per l’interpretazione, le scene nell’oscurità della prigione di Barcellona esprimono tutta la disperazione, l’ostinanzione degli amici e dei legali nel cercare ogni possibile ricorso contro una condanna assurda, la tacita rassegnazione della fine, l’amichevole menzogna che i fratelli si scambiano sull’esito dei ricorsi.
Un’intensità emotiva davvero eccezionale.
Insomma, aldilà della commozione e partecipazione per questa versione contemporanea dell’eroe romantico incarnata da Puig Antich, sicuramente il senso di oppressione trasmesso dalle scene di prigionia rende il film di particolare spessore. Spessore oggettivamente difficile da rendere a parole, ma incarnato negli sguardi, nei colori, nei dialoghi dei personaggi.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “recensione 17: Salvador- 26 anni contro

  1. Non ho visto questo Salvador ma me lo sono appuntato. Fra l’altro confesso che non conoscevo questo terribile strumento della garrota…

    Non c’è niente di male se il blog diventa cinefilo 🙂

    • Ma noooo, non c’è nulla di male.
      E’ che io di cinema non ci capisco nulla, quindi più ne parlo, più aumentano le possibilità di dire boiate.

      Comunque, neanche io conoscevo la garrota…vederla “all’opera” è stato veramente impressionante, probabilmente uno dei sistemi peggiori che abbia visto.
      Ed il film lo avevo sentito solo di fama, non sapevo cosa aspettarmi veramente.
      Quando lo vedrai, fammi sapere cosa ne pensi.

  2. “Salvador” l’ho visto al cinema quando è uscito, eravamo due gatti.
    è un gran film, l’attesa della fine è davvero ben gestita e il “giovane” attore tedesco è una sicurezza, se c’è lui so che il film è almeno molto bello.

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