qualche considerazione sulla campagna elettorale 2013

– Speravamo in Monti per una campagna elettorale che eliminasse demagogia e populismo; una sfida fra grandi visioni programmatiche (una riformista e l’altra “conservatrice” -che al professore piaccia o meno questo termine-) che si confrontassero sul piano delle idee, dei contenuti, dei progetti e dei programmi. Evidentemente ci illudevamo: gli italiani non sono cambiati ed i voti si conquistano solo così…
Così, Monti ha cominciato a fare ricorso alla più classica campagna elettorale “populista”.
Certo, non esageratamente né platealmente come il b. “rampante” -che ci è nato-, ma ci si mette di impegno: IMU, tasse, alleanze con PD o PDL… tutti temi triti e ritriti sui quali marciare per conquistare consensi.
Questo, ovviamente, tacendo sulle facce di chi è candidato con Monti: il professore potrà parlare di “scelta civica” quanto vuole, ma con lui restano Fini, Casini, svariati amichetti di Comunione e Liberazione… insomma, non certo personaggi “civici”, né nuovi all’emiciclo parlamentare.
L’unico qui rimasto a dire cose serie è Bersani, nonostante certe sparate forse un pò esagerate (ma, si sa, nella logica mediatica ci stanno).

– Grillo si sbugiarda.
Che fosse un “arruffapopolo” già lo sapevamo, ma la scena in cui dice di “abbracciarlo” ad una dipendente di MPL mentre lei lo sta contestando per l’idea che la banca sia “un’azienda fallita” è scandalosa, meschina. Un bieco gioco coi sentimenti, degno del peggior demagogo. Evidentemente, la signora vive personalmente, emotivamente “visceralmente” le difficoltà dell’azienda e lui fa leva sulle sue emozioni, beceramente. Tutto, è ovvio, per conquistare consenso. Perchè se uno non lo fa per i media,  per il pubblico, queste cose le fa benissimo in privato.
Inoltre, lo stesso Grillo fa una figura veramente peregrina promettendo che andrà in televisione. Lui sì, ma gli altri no. Difficile non credere all’idea che nel Movimento 5 Stelle vi sia una chiara gerarchia di potere, per la quale il capo è legibus absolutus (sciolto dalle leggi) e può fare quel che vuole, incluse azioni che agli altri costerebbero severe sanzioni (l’esplulsione). Inutile menzionare chi ci ricorda questo atteggiamento.

– Lui, egli, esso. Il cavaliere.
La battuta sul fascismo mi rifiuto semplicemente di commentarla. Lascio la parola a Benigni (1995), in fondo al post.
Più interessante la mossa di Berlusconi di “ripulire” le liste elettorali dai principali (mica tutti… tanto per fare un nome su cui magari torneremo: Denis Verdini e Roberto Formigoni) personaggi coinvolti in scandali ed affari loschi è ovviamente una mossa puramente propagandistica. Neppure per un istante è credibile l’idea di un Berlusconi campione di legalità.
Ma, politicamente parlando, in campagna elettorale è una mossa eccezionale: E’ una mossa che consente al Cavaliere ed ai suoi candidati di ribattere colpo su colpo al PD. Pur sacrificando qualche pezzo importante, adesso Berlusconi non lascia ai competitors un argomento potenzialmente dirompente nella campagna elettorale, specie in un momento di scandali, antipolitica ed ostilità contro i privilegi della “casta”.
Tutto, pur di non dare argomenti all’avversario, non dargli modo di distinguersi e di portare la campagna su un terreno favorevole.
Adesso Berlusconi potrà sempre ribattere alle affermazioni sulla legalità che “anche le nostre liste sono pulite!” e nessuno penserà al prima o al dopo ad inclusi ed esclusi: troppe sottigliezze. E comunque loro (PDL) “restano garantisti“.

– Voti più utili e meno utili.
I voti sono tutti utili. Punto.
Ma sono utili per ragioni diverse: sono utili per garantire la tutela di certi valori “non negoziabili”; sono utili per evitare che “i comunisti prendano il potere”; sono utili per protestare; sono utili per fare testimonianza di certe idee e possono esser utili per governare. …oh, sono anche utili per ricattare qualcuno!
Ma guardiamoci dall’eterogenesi dei fini dei voti. Protestare contro il malcostume politico o far testimonianza potrebbe condurci proprio all’esito opposto. Potrebbe condurci ad aumentare quel malcostume, forzando “inciuci” necessari per avere i numeri in Parlamento.
Se qualcuno crede che sia il momento per una politica di equità, di riformismo, di giustizia sociale o che il sia il momento per finirla con un trentennio di neoliberlismo rampante, con un venteggio di politica berlusconiana, l’unico voto utile è quello che permetta di concretizzare queste aspirazioni, questi ideali. Perchè finché rimangono idee fluttuanti nell’aria, non cambierà nulla per la vita quotidiana delle persone.
E, alla fine, è la vita delle persone quella che conta.
Allora, se c’è un modo per incidere sulla vita delle persone in Italia ed in Europa, per cercare di superare berlusconismo e liberismo, per portare un pò di giustizia sociale e fare qualche riforma in Italia, questo passa per un voto al PD.

– “Proviamoli”
Un ragionamento che consentì al Berlusconi di ottenere molti consensi in passato fu quello del “proviamolo”: l’uomo nuovo, avulso dalle logiche politiche (ovviamente viste in modo negativo).
Mi sento quindi di dire, a tutti gli indecisi, moderati, dubbiosi: non capisco perchè la logica del “proviamoli” deve valere per persone sin dall’inizio di dubbia fama come Berlusconi che non avrebbe mai potuto realizzare le sue promesse ed invece non applicarsi mai ad una coalizione riformista che, forse per la prima volta ha veramente la possibiltà di attuare un programma riformista in Italia….
Rifletteteci, se c’è il momento di “provare” qualcuno o qualcosa, è quello di una politica riformista.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

9 thoughts on “qualche considerazione sulla campagna elettorale 2013

  1. ma rifotmista di cosa? Sono vent’anni che dite tutti “riformista”. Come sono vent’anni che mettete il prefissoide “centro-” prima di sinistra e destra, che fra un po’ quando faccio una scoperta mi verrò da scrivere: ho avuto un’idea centrorivoluzionaria, per evitare di offendere qualche peer-reviewer politicizzato… e sono tutte palle, come quelle di Grillo, solo un po’ più vecchie. Il problema del mondo in cui viviamo non è nazionale, ma globale. Che riforme vuoi fare? A che minchia vuoi che servano, redpoz? Governano le potenze emergenti, che sono antidemocratiche, e le multinazionali. Siamo merda vecchia, non puzziamo nemmeno più!

    Sì, sì, vi voto, ma sappilo, sono qui che ti aspetto al varco, per quando sarai vecchio stanco e grasso e userai ancora le stesse parole che usi ora. E sarò lo stronzo che salta su e ti dice: te l’avevo detto.

    • intesomale, sai che in genere attendo un pò prima di rispondere.
      Ma le tue parole mi toccano nel vivo e voglio farlo subio. Magari “via il dente, via il dolore” funziona.
      Forse sono un illuso e forse, probabilmente, fra trenta-quaranta anni sarò un vecchio babbioso pieno di vecchia retorica…. o sarò diventato un pessimo conservatore inacidito.
      Non lo so neanche io e conto di scoprirlo, sperando di non dovermi lamentare troppo di come è andata e sperando di conservare un minimo di coerenza.
      Spero ci sarà un censore morale, oggi come allora, a sbattermi in faccia le mie cazzate. Spero pure che lo faccia con forza sufficiente da colpirmi il naso e farmi svegliar fuori. Ma, magari, in quegli anni preferirò una carezza ad un pugno e tutto ciò mi darà fastidio.
      Per ora ti rispondo solo che sono cosciente di tutti i limiti che l’Italia e l’Europa affrontano ed affronteranno sempre di più nei prossimi decenni. Forse non conteremo neppure più un due di picche, neanche in Mali o Kossovo. Ma forse potremmo ancora mantenere quella parvenza democratica, repubblicana e di stato sociale per le quali -secondo me- vale la pena spendersi.
      E’ vero che potremmo contare sempre meno, ma forse riusciremo a contare quel minimo per restare noi stessi. E forse questo passa anche da alcune scelte di ieri e di oggi. O forse potremmo preservare qualche cosa… ma questo dipende tutto da come agiamo ora.
      E’ vero che tanto a lungo si è blaterato di riforme, finite a vuoto. Ma qualcuna si è anche fatta.
      E non possiamo dare la colpa degli insuccessi sempre e solo ad una fantomatica, astratta “sinistra”: la verità è anche che tutto questo dipende da ogni singolo italiano che resiste con le unghie e coi denti ad ogni minimo cambiamento. Guarda solo la lotta sull’uso del contante…
      Lo so, sono un illuso. Ma probabilmente abbiamo tutti bisogno di illuderci con qualcosa… e magari fra quei trenta-quaranta anni mi illuderò (o potrò illudermi) di aver fatto quel che potevo, per questo paese e magari per qualche altro. Credo potrebbe bastare.

  2. Una campagna elettorale in cui, all’inizio, si riteneva che la coalizione di centrosinistra potesse vincere facilmente, ora è diventata molto più incerta, con berlusconi che punta all’ingovernabilità al Senato e guadagna consensi giorno dopo giorno. Finchè questo Paese non voterà in modo da liberarsi una volta per tutte dell’incantatore che ha paralizzato il Paese per un ventennio, sarà impossibile ogni progresso.

  3. Io credo invece che il problema sia e resti quello del cosiddetto ‘centro’: che per intenderci è lo stesso che ha permesso a Berlusconi di andare più volte al Governo, o che sul versante opposto (leggi Mastella) causò la caduta dell’ultimo Governo Prodi; siamo sempre lì, con la genetica incapacità del sistema politico italiano di liberarsi della cancrena che per vent’anni è stata rappresentata da Casini, cui oggi si è unito allegramente Fini, entrambi a sostenere Monti (il quale come molti hanno notato, s’è fatto infinocchiare da quei due: il primo a capire come sarebbe andata a finire è stato Passera, che infatti ha evitato di partecipare…). In Italia il riformismo autentico non sarà mai possibile finché una parte dello stesso PD (quella ex democristiana, con l’ausilio di D’Alema e chi la pensa come lui) continuerà a pensare che l’Italia si governa solo coi moderati. Io mi chiedo quale razza di riformismo sarebbe in grado di offrire il PD all’Italia governando con gente come Monti e Casini, e mi riferisco soprattutto al riformismo dei diritti civili e delle questioni etiche… Il maledetto problema è che Prodi, Veltroni e D’Alema s’innamorarono di quest’idea del ‘partito democratico all’americana’, quando qua non siamo in america… col risultato di vedersi ora rosicchiare l’elettorato non solo da Vendola (poco male, è nella coalizione), ma anche da quell’accozzagli di morti viventi guidati da Ingroia che per l’ennesima volta vanno alla ricerca di uno scranno parlamentare… A fine dicembre il PD era come la Juventus in campionato: padrone delle proprie sorti; oggi a un mese di distanza, il PD continua a essere come la Juventus: non più così sicuro e molto vicino a una crisi di nervi (e ‘sta storia di Montepaschi potrebbe segnare la tranvata definitiva). L’impressione è che da un possibile Governo PD-Sel con qualche problema al senato, stia tornando verso un Governo tecnico-politico con ‘grossa coalizione’, guidato da un Riccardi (o dall’emergente Barca) col patrocinio di Monti al Quirinale…

  4. Dalla tua analisi e dalla tua riflessione, se posso fare una critica, sembra che nel ventennio berlusconiano il PD (o il centro sinistra) non abbia governato per 7 anni… senza risolvere molti nodi critici e, anzi, creandone uno clamorosamente grande (riforma del 2001 del titolo V)

  5. scusate l’attesa delle risposte.

    @ RW: concordo, ma parte significativa dell’incertezza deriva semplicemente dai dati sul Senato.
    Comunque, se è vero che B. pare recuperare, rimane anche vero che il centrosinistra ha buone chances in Lombardia… quindi la partita è apertissima anche ad esiti positivi.

    @ crimson: sono fondamentalmente d’accordo con la tua analisi, dal problema del centrismo alle sirene che hanno affascinato larga parte della sinistra.
    io resto convinto che il “centro” in sé non esista: o si è riformisti, o si è conservatori. così, l’idea del PD di aggregare parte del centro poteva avere senso solo nella misura in cui questo si riconoscesse come progressista. cosa che non mi pare, ancora, avvenuta.
    comunque, non direi che il PD si fa rosicchiare voti a sinistra: quell’ala non voterebbe mai PD, non in queste circostanze -forse vi potrà ambire fra qualche anno, ma non adesso-; infatti quell’ala è il risultato di frazioni distaccatesi alla sinistra (solita logica…).
    però, ad essere sincero, per quanto l’idea di un’alleanza con Monti dopo le elezioni non sia da escludere, al momento non vedo probabile né un governo Barca o Riccardi (non hanno lo spessore politico, direi), né Monti al Quirinale.

    @ bruno: critica più che benvenuta.
    precisando che comunque queste mie considerazioni sono strettamente sulla campagna elettorale attuale e non sull’ultimo ventennio politico, la tua critica è corretta.
    ovviamente non posso né voglio negare che anche il centrosinistra ha la sua bella fetta di responsabilità sulla situazione attuale (fra le quali, a mio modesto avviso, non rientra la riforma del 2001. ma possiamo discuterne).
    ma dobbiamo anche riconoscere che le politiche del centrosinistra avrebbero evitato molti dei problemi attuali (ad esempio, con l’avanzo primario di Prodi e Ciampi che ci avrebbe fatto rientrare del debito progressivamente e non con 40 mld all’anno come ci impone ora l’UE).

    • A mio avviso la Riforma costituzionale del 2001 è stata l’ennesima pessima mossa della politica, strutturata male, non chiara, con deleghe alla Regioni che hanno portato ad un fiorire di posti pubblici ben remunerati (stipendifici) nella migliore tradizione italica… dobbiamo però riprendere l’argomento con maggiore calma !

  6. scrivi sempre cose interessanti, mi piace leggerti…
    purtroppo io appartengo a quella sfera di disillusi e incazzati (lo sai per chi ho sempre votato io), che a fine febbraio andranno in montagna o se gioca il Toro in casa, allo stadio.
    non credo piu a nulla, nè a destra nè a sinistra..sono di quella schiera che dice “tanto sono tutti uguali”..
    triste vero?
    vinca chi vuole, davvero, per me non cambia nulla..l’unica eccezione, l’avrei fatta avesse vinto Renzi ma siccome agli italiani il nuovo non piace, e allora andate voi a votare per i soliti dinosauri..

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