maialata di Stato

Simbolicamente, sul porcellum si scatenano i nostri più bassi istinti di commentatori e critici politici “della domenica” (o da bar, come si preferisce. Io preferisco il bar).
Porcellum, dixit, ovvero la Legge Calderoli che dal 2006 regola le elezioni “circensi” (ovvero della maga Circe) del Parlamento in Italia.
Legge Calderoli già ben nota nei suoi principali contenuti: proporzionale, liste bloccate, soglia di sbarramento e premio di maggioranza, nazionale alla Camera e regionale al Senato.
Legge che, si dice, consente la governabilità: grazie al premio di maggioranza “chi vince, vince”! E con una camionata di deputati, governa. Tranquillo.
Ma legge che, si dice, porta anche all’ingovernabilità: perchè il premio di maggioranza al Senato è attribuito diversamente dalla Camera, col rischio di risultati diversi, “pareggi” o maggioranze risicatissime al Senato.

Prima di svolgere la mia analisi, invito tutti ad una semplice riflessione:
XV Legislatura, elezioni 2006: vittoria risicata di Prodi al Senato (2 senatori in più sull’opposizione);
XVI Legislatura, elezioni 2008: vittoria “schiacciante” di Berlusconi, sia alla Camera che al Senato;
Elezioni 2013: praticamente indubbia vittoria di Bersani alla Camera, rischio “pareggio” al Senato.
Uno sì, uno no… un pareggio, una vittoria netta. Un’elezione vinta dalla sinistra, una vinta dalla destra…

Maggioranze regionali al Senato, 2008 (PD in verde)

Maggioranze regionali al Senato, 2008
(PD in verde)

Risultati al Senato: premi di maggioranza 2006

Risultati al Senato: premi di maggioranza, 2006

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2013: sebbene minimo, vantaggio del centrodestra in Lombardia, più marcato in Veneto e quasi certa la vittoria in Sicilia.

Digressione: in tutti i sistemi bicamerali, le due camere non hanno mai una composizione identica. La loro selezione è sempre affidata a criteri diversi (ne ho già parlato in parte qui). Anche dove sono elette dallo stesso corpo elettorale, i seggi sono attribuiti in modo diverso. L’esempio migliore, al nostro caso, sono gli Stati Uniti: dove i membri della Camera dei Rappresentanti sono attribuiti agli Stati secondo la popolazione, mentre per il Senato sono -fissi- 2 per ciascuno Stato.
Esempio calzante per la nostra legge elettorale: perchè l’art. 57 della Costituzione prevede (da prima di Calderoli) che “Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale“. Non deve quindi sorprendere che il porcellum attribuisca il premio di maggioranza per il Senato su base regionale (art. 4: “l’assegnazione dei seggi tra le liste concorrenti è effettuata in ragione proporzionale, con l’eventuale attribuzione del premio di coalizione regionale“), perchè questo risponde a Costituzione.
Il problema è un altro.

Come dicevo, nei sistemi bicamerali la ripartizione dei seggi è diversa fra le due camere. Con la legge Calderoli in Italia, invece, si è creato un sistema elettorale nel quale tutti i seggi sono attribuiti alle circoscrizioni in proporzione alla popolazione: anche alla Camera, le regioni più popolose eleggono la maggioranza di deputati (salvo, poi, creare un “calderone” nazionale per il premio di maggioranza alla Camera).

Ora, cosa si vede dalle cartine delle precedenti elezioni e dai dati odierni? Oggi come allora, si vede che tre regioni sono nettamente “in mano” al centrodestra.
Tre regioni (Lombardia: 49 senatori; Sicilia: 25; Veneto: 24) eleggono da sole quasi un terzo del Senato e sono saldamenti di maggioranza di centrodestra (altre swing sono Campania: 29 senatori; Lazio: 28; Piemonte: 22; Puglia 20). Sommando i premi di maggioranza di queste regioni (Lombardia: 27; Sicilia: 14; Veneto: 14) si ottiene circa una cinquantina di senatori. Esattamente la maggioranza che la coalizione berlusconiana (Lega Nord+PDL) aveva al Senato nel 2008.
Quindi, come è stato ben scritto oggi su Repubblica, la Lombardia non è “l’Ohio d’Italia” (swing state che cambia di elezione in elezione). E’ il Texas.
Insomma, non è affatto vero che il porcellum favorisce risultati incongruenti come la governabilità & l’ingovernabilità al contempo. La verità è che questa legge elettorale, vera maialata, è costruita in modo tale da garantire
in caso di una coalizione conservatrice-berlusconiana una netta maggioranza sia alla Camera che al Senato;
in caso di vittoria di una coalzione riformista, un’affermazione alla Camera ma una maggioranza risicatissima al Senato.
Insomma, questa legge elettorale è una truffa perchè fa sempre “vincere” il centrodestra.
Una truffa al voto della maggioranza degli italiani, una subdola truffa al principio stesso della democrazia.

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

7 thoughts on “maialata di Stato

  1. L’analisi è giusta, però mi dico: Obama quando ha vinto (specie la prima volta) lo ha fatto ‘sfondando’ non solo negli Stati in bilico, ma anche in alcuni tradizionalmente repubblicani; e allora mi chiedo se lo stesso non potrebbe succedere in questa occasione: insomma, come ha detto anche Renzi, le elezioni si vincono convincendo chi ha votato dall’altra parte a cambiare, discorso – aggiungo io – valido anche per gli orientamenti regionali ‘tradizionali’: onestamente credo che il PD abbia certezza sufficiente di prendersi Puglia e Lazio; probabilmente anche il Piemonte, mentre sulla Campania ho qualche dubbio; per quanto riguarda le ‘regioni di Destra’, si può sperare che in Sicilia il premio se non al PD, vada almeno al MoVimento Cinque Stelle (sperando ripeta la prestazione delle Regionali) e dunque non al PDL; resterebbero Lombardia e Veneto: quest’ultimo lo considero perso, troppo forte la Lega, ma mi chiedo, seppure per pura statistica, possibile che dopo vent’anni la Lombardia non possa passare al PD? Dopotutto perfino Alemanno su fronte opposto è riuscito a diventare sindaco di Roma…

  2. ma allora perchè, la sinistra non cerca di capire come mai al nord, non vince? detto che il Porcellum fa schifo, detto tutto il male possibile, ma se sei cosi bravo, vinci ovunque…di per sè il concetto non sbagliato, pensa se la Basilicata contasse piu della Lombardia o Piemonte, non lo troveresti assurdo??
    pensassero a prendere i voti, anzichè stare sempre a lagnarsi.
    la sinistra può e deve vincere, da sola…si dia da fare, senza cercare alibi

  3. @ allegria di nubifragi: grazie.

    @ crimson: vero, però non pensiamo che Obama abbia stravinto gli stati “red” (repubblicani), ne ha vinto qualcuno. Mica ha vinto il Texas… in fin dei conti, anche il centrosinsitra ha già vinto in Piemonte alle regionali ed altri. i dati ci danno comunque, come scrivi, dei buoni margini su altre regioni che in passato avevano votato a destra.
    senza dubbio per vincere bisogna convincere chi non ci ha votato, ma dobbiamo anche smascherare i trucchetti.
    sarebbe ovviamente interessante vedere se M5S sfonda in Sicilia, ma è dura… dipende tanto dal “patto” con la mafia, secondo me.
    sulla Lombardia ho speranze, per il Veneto ovviamente meno… ma non si sa mai. certo, sarebbe il più grande segnale di cambiamento immaginabile.

    @ luigi: secondo me la sinistra ha fatto una lunga analisi sulle sue difficoltà al nord.
    ed una risposta è prettamente ideologica: il nord è imbevuto di un’immagine che vede sempre e comunque la sinistra come “comunista” e non riesce a votarla. scrollarsi questa etichetta è durissima.
    ovvio che il più forte vince ovunque, ma non è neanche pensabile che una sola regione condizioni tutto.
    inoltre, non è che la Lombardia debba contare meno della Basilicata… devono contare lo stesso. o, meglio: dato che già alla Camera maggiore popolazione conta di più, al Senato -anche per tutela delle regioni più piccole- non dovrebbe. altrimenti si esagera.
    premesso che questa è una mia riflessione personale e non una “lagnanza” del PD, mi sembra comunque corretto dire come stanno le cose… il PD può vincere e vincerà.

  4. Perdonami, Red, non sono sicuro di aver capito: se il premio di maggioranza al Senato su base regionale è conforme alla Costituzione per quanto ne concerne l’elezione, più che il “porcellum” bisognerebbe riformare l’articolo costituzionale? O eliminare il premio di maggioranza al Senato? Voglio dire, come si smonta il meccanismo?

  5. @ luigi: insisto, vota PD. almeno al Senato!
    proprio per non farci tutti truffare da questa legge elettorale…. sarebbe un gran gesto di responsabilità.

    @ Goatwolf: ho abbozzato la risposta nel post, citando il modello americano.
    Ci sono vari modi per smontare il trucco, due li citi tu. Secondo me, il modello più congruo ad uno Stato (che mira a diventare) “federale”, è quello di una Camera proporzionata alla popolazione ed una con ugual numero di rappresentanti per ogni ente locale. Potrebbero essere circa 15 per regione (eventualmente con eccezioni per le più piccole).
    Questo, ovviamente entro l’attuale legge elettorale ed entro l’attuale sistema istituzionale…..

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