otto anni di votazioni

Ieri sera, mentre tornavo a casa stanco al termine di un settimana di lavoro, propaganda, discussioni politiche e volantinaggi, mi era impossibile non ripensare a tutte le elezioni che ho visto, vissuto e cui ho partecipato attivamente nella mia -seppur brevissima- vita politica.
Perchè ogni elezione è una storia a sé; ha una sua logica, un suo fine.
Ma ogni elezione è anche concatenata, in un passo dopo passo che non arriva mai alla meta.

La prima elezione che in assoluto ricordi risale ad un secolo fa.
Non so che esattamente che età avessi, ma deve essere passato davvero un bel pò di tempo, perchè ricordo che mi lasciarono entrare nella cabina con mamma e che un giorno le chiesi per chi avrebbe votato e lei mi rispose “per i Verdi“, all’epoca c’erano ancora. I Verdi con il sole che ride, credo la leader fosse la Francescato….
(a proposito, ecco un altro nome interessante per il prossimo Presidente della Repubblica)

Ricordo poi abbastanza bene, come dopo un salto ultradecennale, le elezioni regionali del 2005.
Non facevo ancora politica, ma discutevo tantissimo al liceo. Probabilmente ero l’unico “di sinistra”.
Ricordo che furono elezioni “mitiche”: in Veneto perdemmo comunque, nonostante la candidatura di Carraro, ma il 14 a 2 del centrosinistra sul centrodestra fu epico.
Credo di avere ancora da qualche parte il manifesto dei DS “25 Aprile, l’Italia libera- come te“.

C’era poi il referendum del giugno dello stesso anno e quello costituzionale del 2006. Già per quest’ultimo un pò di campagna l’avevo fatta: giusto un volantinaggio o due a Trento.
Nulla che ricordi per le elezioni del 2006: facendo il pendolare con Trento non sapevo né dove, né come impegnarmi.
Ma ricordo bene la notte del lunedì aspettando lo spoglio…. l’ottimismo immenso che man mano scemava.

C’è poi un timbro delle elezioni comunali del 2007, ma stavo partendo per Hamburg ed era quasi di certo l’ultimo dei miei problemi.

Le politiche del 2008 furono un’altra cosa: non che feci campagna, ma tornai apposta da Hamburg per votare. Tornai con Christin il venerdì, facemmo un giro per le città venete e la domenica mattina presi la bici fischiettando “Bella ciao” ed andai a votare senza speranza prima di prendere il volo per tornare in Germania.

Dalle regionali del 2010 ho veramente ingranato: prima una lunga preparazione per la candidatura di Laura Puppato, poi una campagna disperata ed in cui si credeva davvero poco per Bortolussi contro “er pomata” Zaia. Forse una delle peggiori: pessima candidatura (che non piaceva né nel partito, né apriva ai cittadini), contro una “macchina da guerra” leghista e con una certa confusione sulle candidature…

Il referendum 2011 andò decisamente meglio: nonostante il silenzio del PD nazionale (ed il freddo: anche allora era febbraio), cominciammo a raccogliere firme fin quasi da subito. Nel mio comune facemmo molta campagna ed il risultato ci ripagò.
Io ero tornato da poco da Lyon e mi sarei laureato poco prima del voto, ma ce la misi tutta.
Peccato che pochi anche allora riconobbero il ruolo del PD, del nostro PD in quel risultato: in piazza i sabati e le domeniche non c’era nessuno all’infuori di noi, ma il merito andò tutto agli invisibili comitati.

Delle comunali del 2012 vi ho già parlato tanto. Ad un paio d’anni di distanza, forse con mente più fredda e lucida, mi domando quanto non ci siamo presi in giro, illudendoci noi stessi di poter ottenere un buon risultato.
Oggi, tutti i “vecchi” del partito ripetono che era impossibile, che il sindaco uscente avrebbe rivinto… (come fu). Ma durante la campagna le sensazioni erano altre: ricordo ancora le voci poche sere prima “mah, stavolta sento risposte diverse dalla gente“, ricordo la partecipazione ai nostri incontri… e ovviamente la delusione.
C’eravamo montati tanto la testa ed ovviamente fu una batosta che ancora sentiamo.

Sempre nel 2012, tempo solo di tornare da Arusha, sono cominciate le grandi manovre per le primarie del PD. Di queste non c’è timbro sulla scheda elettorale, ma ci sono le giornate passate al seggio fra novembre e dicembre, la bella sfida lanciata da Matteo Renzi e Laura Puppato e soprattutto la grande risposta dei cittadini.
Praticamente un non-stop da settembre a questo febbraio.

Di queste elezioni 2013 ho scritto tanto: ho corso, ho discusso, ho volantinato…
Arrivo abbastanza stanco, un pò sconfortato ed un pò speranzoso.
Da domani sarò di nuovo al seggio elettorale, a registrare votanti e scrutinare i risultati. Già lunedì pomeriggio avremo, avrò, la risposta di tutto il lavoro fatto.

Ovviamente ogni elezione ha un suo scopo, un suo senso, una sua ragione. Alcune sono sfide, altre sono scelte decisive aut aut destinate a segnare il destino di un paese.
Un pò tante elezioni in Italia sono state così negli ultimi anni, in effetti. Quasi un senso “messiaco.” E stavolta ancora di più.

Ora non so proprio più cosa aspettarmi, spero la notte porti consiglio a tutti.
Good night and good luck. E buon voto, Italia!

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

14 thoughts on “otto anni di votazioni

  1. Voto falce e martello, anche se Ferrando e’ un trotskista ed io no.Molti amici miei voteranno PD. Nelle liste di questo partito vi sono persone oneste. Ho simpatia per Fassina ed Alessandra Moretti. A Treviso ho dato il mio voto per primarie fase 2 a Carola Arena. A primarie fase 1 ho masso la x sul nome di Renzi, pure lui mi sta simpatico. Di Renzi condivido poco del suo programma ma ero/sono convinto avrebbe rottamato del vecchiume politico. Votare PD in Veneto significa pero’ mandare in Senato un caso eclatante di disonesta’ politica : Puppato. Sei/siete su Facebbok o mi dai/date l’ indirizzo email invio una nota critica sul personaggio. I miei sono:
    francesco.cecchini2000@yahoo.com. o
    francesco_cecchini2000@yahoo.com

  2. Il mio primo ricordo elettorale risale invece all’89 o giù di li. Ero a Rimini con i miei. Ricordo che parlavano della Bindi, se non sbaglio fu la prima volta che entrò in parlamento. Da elettore votai invece nel 2001 e non andò bene….

  3. la mia prima campagna elettorale: 1972, per portare in parlamento Valpreda, ingiustamente accusato della strage di Piazza Fontana: restò dentro ancora un po’ e il Manifesto prese lo 0,7% dei voti! 🙂

  4. io ho sempre votato Lega, e tu lo sai.
    a casa mia hanno perso 4 voti, poco, pochissimo, ma chi non mantiene le promesse va a casa.
    chi votare? a naso direi PD, di sicuro non Grillo…

  5. Rispetto la tua passione politica, che so essere non di facciata ma anche di contenuti.

    Personalmente non mi sono mai impegnato in un partito e non penso che lo farò mai, sia per il pochissimo tempo libero sia per un certo disamore verso la gente e verso la gente di partito…

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