sfogo post-elettorale

Sto cercando in tutti i modi di evitare di commentare queste elezioni.
Ma, passato qualche giorno a muso duro, di pessimo umore ed in totale silenzio, stimolazioni incessanti da tutte le parti mi forzano a qualche considerazione.

Cosa dire?
Berlusconi ha perso, ma ha vinto.
Il PD ha vinto, ma ha perso.
Grillo ha vinto, ed ha vinto.
Monti ha perso, ed ha perso.
Non credo sia necessario ad alcuno dei lettori che io spieghi queste semplici constatazioni.

Questi sono i fatti, per come li vedremo dal Parlamento.
La vista dalle urne è, a mio modestissimo parere, leggermente diversa. Ed i giornali stranieri ce ne danno ben conto. (Die Zeit 1, Die Zeit 2, The Economist)
Quel che si vede, e lo dico da uno che ha passato fisicamente il lunedì pomeriggio a stendere le schede e vedere i vari “gruppi” crescere o non crescere è questo: oltre quasi tre quarti degli italiani sono….mentalmente carenti. O intellettualmente, se preferite: non cambia.
Passatemi la definizione, ma non voglio sforzarmi troppo nel cercare parafrasi.
Quando ci si trova percentuali simili, con quasi il 30% di persone che hanno rivotato PDL e Berlusconi, un 25% abbondante che ha votato Grillo, una considerevole parte del nord che ancora vota Lega Nord (da me, oltre il 10%, ma in tutto il nord il risultato non è stato così negativo come ci si sarebbe aspettati e tacendo del risultato in Lombardia) -e senza considerare i voti dati a gente come Stefania Craxi, Casa Pound, movimenti Veneto-indipendentisti-; ecco, quando si considera tutto questo non si può non restare shockati dalla debolezza e carenza intellettuale della nostra popolazione.
Sto offendendo? Scusate: mi importa poco. Guardate i voti, guardate queste settimane post-elettorali e domandatevi se vi sembra un risultato dimostrazione di intelligenza popolare ed elettorale.
Non che fosse una novità, ma in passato abbiamo assistito almeno ad alcune variazioni. Oggi no: un blocco monolitico di populismo, protesta e demagogia.
E’ vero, come si è commentato subito dopo il voto che il voto di uno “stupido” (definizione non mia) conta quanto quello di una persona intelligente, così come è vero che gli “stupidi” sono in maggioranza. Ma resta fondamentale che scopo di un’elezione è selezionare la classe dirigente migliore, quella con le idee più favorevoli per il futuro, i programmi più sensati e realizzabili. Non urla e barzellette.
In questo, gli italiani hanno fallito.
Credo ci possa scappare una citazione di Trotzkij: “Il coraggio rivoluzionario non consiste nell’essere uccisi, ma nel resistere al riso degli stupidi che sono in maggioranza“.

Per chi scrive, sebbene avessi predicato da mesi che il Movimento 5 Stelle sarebbe arrivato comodamente al 25%, non era lontanamente pensabile un risultato simile: oltre il 60% degli italiani riconfermano il populismo.
Almeno, non era pensabile la combinata Berlusconi + Grillo. Contavo che fosse un aut aut.
Di fronte al baratro, gli elettori hanno manifestato chiare tendenze suicide, scegliendo il baratro.
Ad oggi, lo spread è di quasi 40 punti sopra i minimi del governo Monti.
Secondo alcune analisi, i “costi della non politica” sarebbero i seguenti: oggi sono stati collocati 4 miliardi di euro di titoli con scadenza primo maggio 2023, al top del target previsto e a un tasso del 4,83%, rispetto al 4,17% dell’asta di gennaio. L’aumento tutto sommato contenuto sul tasso di interesse ci costa + 26.000.000 di euro anno per 20 anni per la modica cifra di 528.000.000 di euro in più rispetto all’emissione di gennaio. Sempre oggi sono stati collocati 2,5 miliardi di euro di Btp quinquennali al 3,59%, in rialzo rispetto al 2,954% di gennaio. L’aumento odierno sui BTP ci costa 16.500.000 euro in più all’anno che per un totale di 5 anni ci da 82.500.000 euro. Nei primi due giorni post elettorali gli italiani hanno già pagato 660.000.000 (seicentosessantamilioni) di euro.
Vorrei davvero chiedere agli elettori “grillini” come pensano di recuperare questa spesa.
Ovviamente, tacendo delle conseguenze per l’Unione Europea…

Il voto di protesta è una malattia degli italiani: siamo passati con un filo rosso dalla protesta berlusconiana del dopo Tangentopoli a quella grillina  successiva agli scandali del 2000. Passando per la protesta “nordista” della Lega Nord.
Insomma, siamo drogati di berlusconismo e populismo.
Le forze “ragionevoli” della politica italiana sono evidentemente in minoranza: il PD prende il premio alla Camera per una manciata di voti, Monti è sostanzialmente insignificante.
Il tentativo di fare, finalmente una campagna elettorale ragionata, di contenuti, è irrimediabilmente naufragato.
E’ del tutto evidente come la responsabilità in questo paese non paghi e -se non fosse che ci tocca comunque viverci- sarebbe da mandare all’aria tutto, lasciare che l’Italia fallisca nell’incapacità fra due oltranzismi di formare un governo.

Non voglio autocelebrarmi, ma non posso fare a meno di constatare un altra previsione che -per il momento- si sta rivelando corretta: i “grillini” non sono affatto autonomi. Grillo sbraita da giorni cosa faranno e non faranno in Parlamento, di ieri alla Convention una dichiarazione che calpesta l’art. 67 della Costituzione (autonomia dei parlamentari- tacendo dei post-fotocopia…), in perfetto stile berlusconiano. Senza entrare nel merito delle squalificanti affermazioni di alcuni di loro (“Troveremo il Senato su google maps“…), basta considerare che le residue speranze di vedere elette persone coscienti e responsabili stanno scemando: decide tutto il capo, escludendo ogni collaborazione con il PD in nome dell’idiota retorica qualunquista “sono tutti uguali“. Uno vale centosessantatrè.
Grillo è una profezia che si autoavvera: predica che PD e PDL governeranno assieme e fa tutto perchè ciò accada, anche contro il desiderio di Bersani e di tutto il PD (io stesso vedo un moltiplicarsi di dichiarazioni contrarie dalla base), rendendola l’unica alternativa praticabile.
Ricordo solo che Napolitano non può sciogliere le Camere.

Gli elettori hanno sempre ragione. Anche quando hanno torto.
No, mi dispiace: gli elettori hanno fatto una cazzata, si son lasciati traviare dalle sirene.
Gli elettori hanno ragione nell’esprimere la propria volontà (libera?). Ma hanno torto nell’auto-convincersi che questa volontà sia la migliore possibile, questo va contro l’evidenza dei fatti.

Nel mio comune, alle elezioni comunali dello scorso marzo prendemmo come lista civica affiliata al PD circa 810 voti. Oggi, dopo un mese intensissimo di campagna elettorale, di discussioni, di volantinaggi, abbiamo preso esattamente gli stessi voti.
Esattamente gli stessi.
Inutile dirvi la pena costante nel vedere, dalla mia posizione al seggio, gli elettori avvicinarsi all’ingresso e soffermarsi a guardare le liste focalizzandosi solo su quelle di PDL e simili…
Non si è smosso nulla. Nonostante le campagne sulla trasparenza dei nostri candidati, nonstante il 40% di donne candidate ed il 75% di persone nuove, nonostante la candidata “del territorio” conosciuta ed apprezzata dalla popolazione.
Cambiare gli italiani è inutile, una perdita di tempo.

Ora, le analisi più raffinate sul voto si riducono ad un misero “con Renzi sarebbe stato diverso, avreste vinto“. Commento che proviene quasi sempre da destrosi elettori… come se volessero convincerci che avrebbero cambiato idea. Scusate, non riesco a crederci.
Non riesco a credere che si sia deliberatamente ignorato il contributo di Renzi con programmi, candidati e propaganda per focalizzarsi esclusivamente sulla sua persona.
Questo è il classico comportamento degli italiani trincerati dietro il falso mito del “comunismo“, il trovar scuse per non guardare in faccia il cambiamento e continuare a votare un folle.
Anzi, due folli questa volta.
Due folli e mille scuse. Per non guardare mai al paese.
Perchè, di nuovo, tanti punti del programma M5S o del PDL erano presenti anche nel programma del PD, molto meglio dettagliati, più ragionevoli e realizzabili senza traumi.

Il Partito Democratico ha evidentemente commesso errori in campagna elettorale, farsi dettare i temi in primis (IMU e tasse, tanto per dire). Ma anche questo è tema antico.
Ma, al contempo, il PD ha fatto anche una campagna coraggiosa: campagna di ragionevolezza, di contenuti. Ha fatto una campagna a viso aperto: persino qui in Veneto, i candidati del PD sono andati casa per casa, all’uscita dalle fabbriche. Il Partito Democratico ha fatto scelte radicali ed innovative (che ovviamente sono state ignorate). Cose che non si vedevano da tanto, tanto tempo.

Questa la mia analisi del voto. Sulle prospettive future, mi riservo di scrivere un’altra volta. Il post è già abbastanza lungo così.
Chiudo solo con il link al ragionevolissimo articolo di Beppe Severgnini su Grillo ed M5S. Ma a che serve la ragionevolezza in questa Italia?

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

22 thoughts on “sfogo post-elettorale

  1. Nel mio penultimo post (che peraltro ha scatenato un dibattito intensissimo) ho sostenuto le stesse tesi del tuo post. Il populismo e la demagogia hanno ottenuto una vittoria schiacciante. Ho scritto che l’elettorato ha votato in modo poco responsabile… io un eufemismo l’ho usato, giusto per non esacerbare gli animi, ma nonostante questo sono stato rimbrottato di non rispettare la volontà popolare. Mi è stato risposto che se Grillo ha trionfato e se berlusconi ha compiuto un’impresa non è demerito di chi li ha votati, ma del centrosinistra che ancora una volta non ha approntato una proposta politica altrettanto attrattiva. Ho cercato di spiegare che la maggioranza non necessariamente ha sempre ragione, citando anche Umberto Eco (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/noi-contro-la-legge/2127975)… ma tant’è… resta più semplice dare addosso a Bersani, che – intendiamoci bene – non è affatto esente da critiche (prima di tutto per non essere riuscito ad intercettare quel bisogno di rinnovamento espresso così profondamente), che concordare sul fatto che le proposte politiche premiate sono state quelle che hanno preferito illudere la buona fede della gente o cavalcare ed alimentare la rabbia e la sfiducia per la classe politica.

  2. Cosa avresti desiderato? Il cento per cento dei voti a Bersani, cosicché tutti saremmo ai tuoi occhi intelligenti? Tu mi sembri piuttosto intelligente e ti seguo sempre con attenzione ma non cadere nella spocchia tipica della sinistra salottiera che tratta chi la pensa in modo diversa con sufficienza. Ricordo quando Berlusconi disse che chi votava sinistra (ed io ho votato sinistra per vent’anni) era un coglione…da lui me lo aspetto pure ma non da altri…
    Ciao.

  3. Guarda Red che se il PD non ha ottenuto una maggioranza schiacciante, non è perché gli italiani sono stupidi, ma è perché Bersani non è risultato abbastanza convincente: se il problema numero uno dell’Italia è il lavoro e al secondo posto ci sono gli investimenti, non puoi uscirtene bofonchiando frasi a mezza bocca come ‘un pò di lavoro, un pò di investimenti, un pò di questo, un pò di quello’… Io ho votato M5S, e non mi sento affatto stupido. Forse, siccome è notorio che voi del PD (ma questo è un vecchio vizio che vi portate avanti dai tempi del PCI) vi credete di avere sempre la verità assoluta in pugno e di essere spiriti illuminati che si elevano da una massa di capre, avreste dovuto scendere per un attimo dal piedistallo; per inciso, Berlusconi non ha vinto per nulla, visto che a perso sei milioni e passa di voti; l’esito delle elezioni è stato -speriamo – di mettere la parola fine una volta per tutte all’equivoco del ‘centro’ come panacea di tutti i mali della politica, togliendo finalmente a gente come Casini il potere ricattatorio che ha avuto in mano per gli ultimi vent’anni. Il Parlamento uscito dalle elezioni è il più giovane della storia, il più giovane dell’Occidente; il numero di donne è aumentato in modo vertiginoso. E poi, scusa, ma il tuo ragionamento ha un grosso limite: secondo te avremmo dovuto votare ciò che gradivano i ‘mercati’, o che era più gradito alla sig.ra Merkel??? Bel concetto di democrazia, altro che ‘Grillo fascista’. Per finire, quello all’M5S non è affatto un voto di protesta: la protesta può attirare al massimo un 10 – 15 per cento di voti; quando le percentuali raggiungono ‘sti livelli, beh, non è più protesta è fiducia al cambiamento…

  4. bisogna saper perdere, il PD, quando perde, deve capire perché hanno vinto gli altri e perché non ha vinto Bersani.
    quando vince Berlusconi è perché ha le televisioni, quando vince Grillo è perché non ha le televisioni.
    il PD è quel partito che ha avuto dirigenti autorevoli Fassino e Rutelli, è quel partito vergine con il MPS, è quel partito che si dimentica di andare al voto sullo scudo fiscale, è quel partito che ha votato tutte le guerre?
    io non ho votato quel partito, ho votato Grillo, ancora non si rendono conto dello tsunami che ha colpito l’Italia, se il PD ha perso, cambieranno il segretario, o si naviga a vista?
    oggi ho letto questa notizia: http://www.sardiniapost.it/politica/cabras-alla-fondazione-base-del-pd-in-rivolta/
    colpa di Grillo, voti per Grillo?
    ultimamente Grillo mi sembra un po’ miagolare nel buio, non pensava(no) di essere i primi davvero, ma tutti gli altri non mi sembra capiscano che i tempi sono cambiati

  5. Per chi ha votato Grillo. Non vedere nessuna contraddizione, nessuna approssimazione, idee in netto contrasto fra di loro, grande ignoranza in diversi esponenti eletti in Parlamento e tanto populismo ? Solo aspetti positivi ? Intanto a Parma l’inceneritore partirà al 90 %…

  6. Spero voi tutti che avete gentilmente commentato ripasserete a vedere la mia risposta.

    Forse avrei dovuto includere questo cappello già nel post, ma poco importa.
    Con tutto il rispetto e massima gratitudine per aver speso il vostro tempo in questo post, ero certo che avrebbe suscitato legittimi malumori e legittime critiche. Tutte legittime e beneaccolte.
    Mi perdonerete, tuttavia, se non accolgo (cioè, non faccio mie) queste critiche.
    Il mio è uno sfogo.
    Ha dei dati oggettivi, ma non pretendo affatto che risponda a piena oggettività.
    Chi mi legge, sa che non mi sono mai tirato indietro né dal confronto franco e schietto, né dalle critiche alla sinistra in genere ed al PD in specie.
    Ad ogni modo, rispettando sempre e comunque le vostre idee, in questo momento non sono in grado di accorglierle.
    Per essere sincero fino in fondo: l’idea era di vietare i commenti, ma trovo che chiunque debba esser libero di esprimersi.
    Perdonerete comunque se per una volta rispondo a tutti voi assieme e non a ciascuno singolarmente come sono solito fare.

    Non accetto le vostre critiche, ho detto.
    E lo ribadisco. Non le accetto, perchè non trovo che rispondano a realtà (ripeto: questa è la mia percezione, alla quale non chiedo a nessuno di aderire, però la comunico).
    Come dire che il voto a M5S non è voto di protesta quando dei suoi elettori dichiarano di votarlo “perchè si sfasci tutto?”.
    Come dire che non è voto di protesta ed irresponsabile quando l’unica soluzione -indigesta al PD per primo- e collaborare a governare in un progetto riformista? Basterebbero pochi punti, ma per qualche assurda idea di principio, non lo si accetta. Meglio le macerie!
    Come dire che il voto al PD sarebbe stato un voto per la Merkel ed i mercati internazionali, quando ora Grillo stesso propone un governo tecnico??? Ma ci rendiamo conto dell’assurdità: Grillo ha gridato contro i tecnici per mesi. Ed ora li rivuole al governo.
    Il voto al PD non sarebbe stato dettato dai mercati, né dalla Merkel: sarebbe stato un voto per una diversa politica economica ed europea, diversa ma senza bisogno di urla e strepiti: diversa nei fatti.
    Come dire che questo voto è “fiducia nel cambiamento”? Quando si rigetta la sola possibilità concreta di cambiare che c’era, quando ora che il cambiamento al governo è l’unica strada che rimane?
    Io non ho detto che gli italiani sono “stupidi”, ho scritto “intellettualmente carenti”. E lo confermo: quasi il 60% della popolazione ha fatto la scelta di non vedere oltre il domani. Di trincerarsi dietro il mito di un cambiamento totale o di un facile guadagno, nuovamente dietro il mito del “grand’uomo” che eroicamente scioglie i problemi nazionali.
    Visto che si tira tanto in ballo Renzi, ricordo cosa disse Renzi il giorno prima delle votazioni: “un voto per Grillo può servire a mettersi a posto la coscienza. Un voto per il PD serve a mettere a posto l’Italia”.
    Sono alla finestra per vedere il giorno in cui Grillo metterà a posto questo paese: già oggi si sottrae a questa occasione. Questa responsabilità. Con la scusa che devono essere i partiti a terminare lo sfascio.
    Ma che logica è questa?? Dobbiamo arrivare al disastro prima di ricostruire? Visto che almeno un pò oggi possiamo, perchè non cominciamo a lavorare già ora?
    RESPONSABILITA’. Questo è un concetto che in Italia non passa mai.
    Ricordo il bellissimo discorso del presidente tedesco Gauck: “libertà è responsabilità”.
    Dubito che siamo un popolo libero.

    Scusate, sarò spocchioso, ma Grillo ed M5S risposte non ne stanno dando. Neppure quando sono un’esigenza imprescindibile come oggi.
    Sarò spocchioso nel dire che la risposta vera era quella offerta dalla sinistra.
    Io capisco benissimo che qualcuno possa votare Grillo, anche il 20% degli italiani o più. Ma non che il 25% voti M5S ed il 29% Berlusconi: sapete che per me i due fenomeni vanno a braccetto. E questa è un’enormità.
    Al netto di alcuni punti del programma, Grillo ricalca -per me- il populismo, esattamente come Berlusconi. E le sue ultime, terribili, sparate sull’art. 67 Cost. ne sono solo una prova.
    Ma anche Berlusconi ha sempre intercettato la voglia, la necessità di cambiamento!
    La differenza vera, in questo nostro paese, non è più tra conservazione e cambiamento: è tra populismo e ragionevolezza.
    Non si tratta di avere la verità assoluta, né essere immuni da errori: quante volte ci siamo coperti il capo di cenere? Quante volte abbiamo corretto i nostri sbagli? Quante volte abbiamo ammesso errori? Ma è stato sempre ignorato. La verità è che alla sinistra in Italia non si perdona nulla.
    In questo paese valgono solo i santi, gli immacolati: chi si sporca le mani, le avrà sempre sporche. Ecco perchè Berlusconi si proclama innocente fino alla morte, ecco perchè Grillo non prende alcuna responsabilità.
    “il PD non può cambiare”, si dice, “perchè ancora girano ‘quei personaggi'”. E ovviamente si omettono le primarie, il 75% di nuovi candidati, la partecipazione, le donne, i giovani. ‘Quei personaggi’ comandano e bloccano tutto.
    Ma che dire di Grillo e Casaleggio allora? Non comandano e bloccano tutto in M5S allo stesso modo? Forse che in M5S c’è libertà, autonomia personale e democrazia interna??

    Non scherziamo, qui non si chiede “il 51% dei voti a me solo”. Si vorrebbe solamente che le persone ragionassero, pensassero un passo oltre.
    Perchè, diamine, si imputano al PD ed alla sinistra scelte sulle quali non c’era margine.
    Si accusa il PD e la sinistra di non saper cambiare, omettendo tutti gli sforzi di cambiamento che sono stati fatti.
    Se ci sono tante donne in parlamento è merito del PD almeno quanto (se non di più) che di M5S.
    A Berlusconi si perdona di darci tutti dei “co******i”, alla sinistra nulla: mai una critica all’elettorato fu accettabile. Bhè, io oggi urlo. Urlo la mia stanchezza, il mio rifiuto di questo populismo, il mio schifo.
    Io non volevo, né vorrei mai, il 100% di voti alla mia parte. Vorrei che -per una volta!- la sinistra potesse governare ed essere accettata in questo paese. Vorrei che per una volta le persone votassero con la testa prima che con la pancia.
    Molti di voi l’avranno fatto, ma la stragrande maggioranza degli italiani no. Qui parliamo degli italiani tutti, non di ognuno di voi singolarmente. Il risultato è un voto di pancia di massa.
    Ho già detto che, se e quanto Grillo ed M5S cambieranno l’Italia, farò pubblica ammenda. Confido i suoi elettori siano pronti a fare altrettanto, se e quando verranno fuori scandali interni ad M5S.
    Questo il PD l’ha saputo fare.
    La storia sarà giudice delle nostre azioni.
    In chi ci rifuggeremo tra vent’anni per evitare una nuova condanna?

    Se questo mio post e questa mia risposta dovessero offendere qualcuno di voi, liberi di rispondere come meglio credete.
    Se dovessero offendervi al punto di non rivedervi in questo modesto blog, vi ringrazio sinceramente dei preziosi contributi offerti e dei confronti che abbiamo avuto.

      • cara Gabriella,
        non so da dove desumi che la mia scelta sia dettata da un atto di fede, poichè non mi risulta di aver scritto nulla di simile.
        Posso semmai concedere che vi sia una certa fiducia e speranza (chiamiamola pure “fede”, se vuoi), ma fondata anche su elementi che ritengo ben oggettivi.
        La stessa “fede” che comunque si trova anche nel voto ad M5S. Ma qui non vado oltre.

        Piuttosto, approfitto della gentile occasione offertami dalla tua risposta per precisare un punto che ho appurato solo dopo aver inviato il mio commento, ovvero l’analisi di Diamanti che hai postato.
        Condivido in larghissima parte quella analisi, ma vi dissento su un punto radicale: che Grillo abbia intercettato (almeno in maniera rilevante, perchè è del tutto evidente che in parte è stato cosi- in parte) il voto del PD.
        Infatti, il PD ha mantenuto pressochè gli stessi livelli che aveva in passato: non è cresciuto, ma non si può dire che abbia perso.
        Ovviamente alcuni che avevano votato PD in passato hanno ora votato M5S, ma non direi che si tratta dei “milioni” di voti.
        Il PD non cresce, ma neppure perde…
        Qui un paio di analisi del voto
        http://www.claudiosinigaglia.com/wp-content/uploads/2013/02/LITALIACHEVOTA_26feb2013.pdf
        http://www.astrid-online.it/Documenti/Politica-i/ELEZIONI-E2/Istituto-cattaneo-flussi_28_02_13.pdf

  7. “un voto per Grillo può servire a mettersi a posto la coscienza. Un voto per il PD serve a mettere a posto l’Italia”.
    sante parole…e fu profeta quando disse “con me il PD al 40%, con Bersani al 25%”
    non ci resta che aspettare le prossime lezioni politiche, nelle quali scopriremo che il PD candida un personggio nuovo e pulito, e i grillini avranno avuto modo di dimostrare che una manipoli di incapaci non risolve nulla.
    a me fa rabbia vedere che 2 italiani su 3 si fanno ancora inpapocchiare dalle palle che raccontano i due clown-

  8. Viviamo in un Paese in cui il leader di un partito si è dimesso perchè aveva detto una bugia circa un master, in realtà mai conseguito. Il leader di un altro partito, condannato a 4 anni e mezzo per frode fiscale e con un altro processo in corso per prostituzione minorile, non solo non si è dimesso, ma è stato addirittura premiato da un elettore su tre.Tutto questo mentre il leader di un altro partito ancora, che ha conseguito il 25% dei voti, ha condotto una campagna elettorale senza rispondere mai ad alcuna domanda da parte dell’informazione italiana. Tutto questo viene considerato normale solo in Italia, mai sarebbe successo in un’altra democrazia occidentale.

    Ora, mi si può dire che Bersani non ha acceso la speranza nei cuori… ed è vero. Però non si può negare che il popolo italiano ha votato, ancora una volta, in modo poco consapevole e responsabile. Del resto il movimento di Grillo è figlio del ventennio berlusconiano. Ne è certamente una reazione, che però – al tempo stesso – ha assunto i medesimi toni, linguaggi e propaganda. Il populismo si nutre di un nemico da abbattere: nel caso di berlusconi sono i comunisti, meglio se magistrati, nel caso di Bossi sono Roma ladrona e gli extracomunitari, nel caso di Grillo tutti i politici, senza distinzione.

  9. E poi, mentre Grillo propugna la democrazia diretta – senza però precisare come questo nuovo modello democratico dovrebbe funzionare, con quali meccanismi, quali poteri di controllo, quali bilanciamenti, quali istituzioni – lui è il leader monocratico di un movimento senza uno straccio di statuto, che censura ogni voce dissenziente, pieno di dilettanti allo sbaraglio, e con un marchio di cui egli stesso è l’unico proprietario.

    Ma chi ha votato Grillo non si fa domande, non coglie contraddizioni, non comprende il progetto che mira a cavalcare ed alimentare la rabbia e la sfiducia verso la classe politica. Abbraccia supinamente il teorema per cui politico diventa sinonimo di ladro, tutti condividono le medesime responsabilità, e Bersani si sovrappone esattamente a berlusconi, in un’ottusa retorica da Bar dello Sport, e con buona pace delle tante leggi ad personam, dei bunga bunga, delle culone inchiavabili, delle ville a Lampedusa, delle case acquistate ad insaputa del proprietario, delle forza gnocche, dei baciamani a dittatori sanguinari, dei ristoranti pieni, dei tumori sconfitti in 3 anni, dei legittimi impedimenti, dei processi brevi, degli avvocati Mills, delle condanne per frode fiscale, dei senatori accusati di mafia, di quelli comperati per 3 milioni di euro e via così.

  10. …urca! dopo essermi preso del “coglione” da Berlusconi ora mi tocca prendermi del “mentalmente carente” dal PD!! 😀 Questa proprio mi mancava! 😀

    Come pensa il PD di recuperare i 3.452.606 voti persi (mica bruscolini …) in questi ultimi cinque anni? Insultando chi ha lasciato le sponde del fù PCI\PDS\DS\PD per aderire al Movimento 5Stelle? E’ questa l’arma segreta con cui Via Nazareno riconquisterà le menti (e i cuori …) di ex aderenti e\o simpatizzanti? Un po’ meno di sicumera e una decisa autocritica sarebbero, invece, necessarie. Soprattutto nella segreteria.

    Affermare che Grillo è “demagogo, fascista del web, manipolatore, etc.” non aiuta a capire, ma determina un illusorio senso di rassicurazione. Ritenere che, a prescindere dai fatti, siano solo e unicamente gli altri a sbagliare, ovvero a votare male blocca ogni possibile linea evolutiva del pensiero politico.
    Non dirmi che all’interno del PD vige ancora la regola non scritta che il “Partito non si contesta mai, neanche quando commette errori” … retaggio di un periodo storico oramai passato. O forse no?

    Capisco la tua profonda delusione\rabbia, perché altre volte ho masticato amaro pure io. Ma il voto per un determinato partito non può (deve??) diventare un atto di fede (della serie voto utile\intelligente), giacché come tu stesso rilevi più volte bisogna usare la ragione e non i sentimenti.

  11. proprio oggi leggo che Livia Turco è orgogliosa dei 5000 euro di pensione che prenderà, a 60 anni e che un po’ di persone, compari di Penati, non la pagheranno per prescrizione, approvata dal governo Monti.

    so che sembrerà populista, ma se il PD proponesse che gli ex-eletti prenderanno il vitalizio a 67 anni, come tutti gli altri, che l’importo sia pari alla media delle pensioni di un medio dirigente, penso a un preside, o a un direttore provinciale dell’Inps, qualcuno dei 3.452.606 voti persi potrebbe recuperarli.

    e magari, se proponesse un governo senza Bersani e senza Renzi, con presidente del consiglio Rodotà, farebbe onore al PD e potrebbe far rientrare una parte dei votanti di protesta.

    troppo ci curiamo dell’effetto (Grillo e il 25%), troppo poco di quello che è stato causa.

    prendersela con Grillo è come prendersela con l’arbitro, o con il destino cinico e baro, quando gli altri vincono; se si ipotizza che lo vincano senza argomenti, ma solo con la comunicazione, non si potrebbe invitare al seppoku chi da vent’anni cura la comunicazione dei Ds prima e del Pd adesso?

  12. … Rear: ” … chi ha votato Grillo non coglie contraddizioni…” argomento che si può ribaltare anche su chi ha votato PD.
    Risulta incomprensibile che il PD, nel suo programma elettorale, parli di immigrati affermando giustamente che “Sono persone cui va riconosciuta la piena dignità umana.” mentre il 6 febbraio 2009 ratificava con PDL, Lega e UDC il trattato italo libico, quello in cui si dava carta bianca a Gheddafi per fermare le ondate di immigranti clandestini. Solo Sarubbi e Colombo non votarono l’ignobile trattato.

    Risulta arduo comprendere come lo stesso soggetto politico abbia potuto, nel 2009, approvare un insulto ai diritti fondamentali di ogni essere umano e ora farsi paladino degli stessi diritti. Non cogli la contraddizione oppure è un aspetto secondario e ininfluente a fronte del “padre di tutti i mali” ossia Grillo?

  13. Camoscio, a parte che io votato SeL, sugli effetti di quel trattato risalente a 4 anni fa, mi pare che tu abbia idee piuttoste distorte. Ti rimando a questa lettura. Io la penso così.
    http://www.partitodemocratico.it/doc/70981/re-gheddafi-e-la-tela-del-potere.htm

    Noto con dispiacere che chi ha votato Grillo provenendo da sinistra abbia un pò i nervi scoperti. Infatti Grillo è diventato incriticabile. Va abbracciato incondizionatamente, come ogni guru che si rispetti. Si badi bene, ciò che sosteniamo io e Red non è dettato dall’amarezza del risultato elettorale. Io critico Grillo da un anno a questa parte, quando il suo movimento era ancora ben lontano dal 25% dei consensi. In un mio post dello scorso 9 maggio, tu commentavi così: “Grillo è la diretta conseguenza delle scelte politiche (sbagliate) fatte in questi ultimi anni dall’arco parlamentare.”, confermando in questo modo ciò che si sostiene qui, ossia che il voto M5S è una reazione alla rabbia e alla delusione. Rabbia e delusione che da maggio a questa parte Grillo ha cavalcato sempre più strumentalmente e, con toni e linguaggi che avrebbero fatto impallidire Bossi, ha persino alimentato, facendo passare il concetto che tutti i politici siano egualmente responsabili della situazione in cui ci troviamo e che Bersani sia del tutto sovrapponibile a berlusconi. Un becero messaggio che più demagogo e qualunquista di così non si può.

    Ad ogni modo, queste cose non le diciamo solo noi, le sostiene l’intera stampa internazionale. Ora, mi si dovrebbe spiegare perchè quando la libera stampa internazionale criticava solo berlusconi era bravissima, quando invece – come oggi – accumuna il Cavaliere a Grillo, affermando che si tratti di due maschere diverse della stessa proposta populista (l’Economist, ma non solo lui, parla esplicitamente di 2 pagliacci), è diventata cattiva e livorosa. Mah…

    • … quindi anche Colombo e Sarubbi hanno le idee piuttosto distorte.

      Confermo quanto scrissi a maggio e confermo che il PD si è lasciato sfuggire un’occasione. Infatti il PD avrebbe potuto benissimo farsi carico di questa rabbia, ma non lo ha fatto. Perché?

      • scusa camoscio, ma da maggio a questa parte cosa avrebbe dovuto fare di più il PD?
        che in passato ci siano stati errori, è riconosciuto da tutti.
        ma da allora il PD ha:
        invitato tutti gli italiani a scegliere il candidato premier,
        invitato gli stessi a scegliere i candidati,
        realizzato una pressochè perfetta parità di genere,
        aderito in massa alla campagna per la trasparenza,
        presentato un programma innovativo e attento all’ambiente, al lavoro ed ai diritti civili….

        tutto questo non conta nulla?

        • @redpoz
          E’ vero, è stato fatto molto, ma non si è riusciti a comunicarlo con abbastanza forza. E così, come lo stesso Bersani ha detto da Fazio domenica sera, si è lasciato che la rabbia e il disagio sociale mettessero anche il PD nel mucchio. L’errore è stato questo.

      • Perchè ha sbagliato. Non è riuscito ad intercettare quel forte bisogno di rinnovamento che la gente ha espresso. Dobbiamo stare attenti però, perchè la rabbia, se male incanalata e se sfruttata per un proprio tornaconto, può spianare la strada a movimenti superficiali ed irresponsabili che possono condurre il Paese ad una pericolosissima situazione di sfascio. Sono dell’idea che una parte di quelli che hanno votato Grillo lo hanno fatto per dare una “svegliata” ai partiti di appartenenza, specie nell’area del centrosinistra. E mi pare che il PD stia già rispondendo nel modo migliore. Sono convinto che alle prossime elezioni saprà presentarsi rinnovato. Però chi ha votato Grillo sappia che la soluzione ai problemi del Paese può arrivare solo dall’interno del sistema istituzionale, in alternativa al quale c’è soltanto il caos. Ci ripensi finchè c’è tempo.

  14. Condivido appieno il commento di Rear: quando non si fanno distinzioni, si alimenta solo il populismo, il votare a sentimento e mai a ragione.
    Idem per le critiche a Grillo (più a lui che al movimento, ma distinguerli non si può…), che ho già ben esplicato in altri post.

    Intanto mi occorre precisare, ma credo sia ovvio a chiunque legge questo blog, che le mie non sono posizioni del Partito Democratico, ma esclusivamente personali e non possono essere in alcun modo ricondotte al PD.
    Spiace che le mie affermazioni offendano, per quanto mi renda conto ciò sia inevitabile. Ad ogni modo, ho già scritto sopra che esse sono rivolte alla generalità degli elettori (allo stesso modo in cui Grillo dice che i politici son “tutti ladri”), pur ammettendo debite eccezioni per chi, come si sono dimostrati essere -per mia grande fortuna- i lettori di questo blog.
    Ovviamente, a sparare nel mucchio si fanno anche vittime innocenti.
    Ma se tanto ci si scandalizza ora per il mio caustico giudizio, perchè non si fa altrettanto per quelli di Grillo?
    Come detto, alla sinistra in Italia non si perdona nulla.
    Io me la prendo con Grillo e con i suoi elettori non come contro un “destino cinico e baro”, ma come una forma di politica che si fa accecare dal momento (quanto alla comunicazione PD, ho già detto da tempo).
    Forma che ha le sue cause anche nelle scelte passate del PD, ma che non si fa minimamente toccare dalle scelte presenti. Forma che ha anche le sue cause nello stile berlusconiano degli ultimi vent’anni, stile che il PD non condivide.

    I voti persi dal PD in questi 5 anni, secondo me derivano da un confronto di base errato: nel 2008 la campagna di Veltroni fu radicalmente diversa da tutte le successive. Da allora e costantemente, il PD si è aggirato intorno al 30%.
    Qui non intendo insultare, ma esprimere giudizi. Giudizi che, come detto, non sono certo verso i “transfughi” ma diretti verso molta parte degli elettori di M5S. Chi ritiene di potersene chiamare fuori, ne è libero.
    Così l’autocritca: se c’è un partito che in Italia fa autocritica, quello è il PD.
    Quanti leader e candidati sono cambiati in nome dell’autocritica? Quante linee programmatiche sono state riviste?
    Sapete, per cortesia, farmi nome di un altro partito che abbia fatto lo stesso??? (Quanto alla segreteria, a breve vi sarà il congresso… chi altri fa i congressi in Italia? Forse M5S??).
    Dentro il PD vige ancora una vecchia logica monolitica che sopprime parte del dissenso, ma c’è anche una pluralità di voci che -per quanto minoritarie, vedi la Puppato- trovano comunque modo di esprimersi. Vorrei vedere chi altro ha questa polifonia interna, questa pluralità!
    Il PD ha CAMBIATO OLTRE TRE QUARTI DEI CANDIDATI! Se non è autocritica questa…
    Ebbene, io oggi (oltre alla costante autocritica) mi permetto un pò di sana critica anche agli altri.

    Capisco che le cause del “grillismo” siano anche da ricercare nel PD e che il PD debba “darsi una raddrizzata” su alcuni punti chiave come quelli citati.
    Quello che non capisco è questa foga distruttrice che non guarda ai cambiamenti già fatti: sottoscrivo totalmente che il PD dovrebbe dare una sterzata, ad esempio sui vitalizi, ma gli elettori di M5S sono disposti a sottoscrivere che almeno il PD -unico!!- ha fatto un grandissimo sforzo di rinnovamento e di accettarzione -in ritardo, ma l’ha fatto- di molte istanze civiche?
    Guardate, il sabato prima delle elezioni ero quasi contento: dopo quasi un’ora di intensa discussione con un rappresentante di M5S al seggio, questo aveva dimostrato un certa ragionevolezza ammettendo che sì, qualcosina il PD l’ha fatto.
    Spiace constatare sia stato un caso estremo.

    Così, ho già detto e ripeto che il PD ha sbagliato in Parlamento in passato ed oggi in campagna elettorale. Ma ciò non toglie minimamente che il discorso di Grillo sia per toni, modi, logiche, di stampo populista e demagogico in quanto si richiama ai sentimenti invece che al ragionamento e fa promesse incoerenti (“di tutto un pò”) ed irrealizzabili.
    Ripeto: parlo di Grillo prima che del movimento. Ma sono scindibili? Ogni giorno che passa mi conferma di no. Peccato.
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12038

    Come ho detto sopra: non so proprio (ah, ma forse sono “accecato”) dove il mio sia un atto di fede: PD escluso, nessuno in questa campagna elettorale ha fatto appello al ragionamento, all’intelligenza degli elettori.
    Solo slogan, urla e sparate.

  15. Il progetto di Grillo è ben preciso. Lui ha la necessità di sostenere che tutti i partiti sono uguali ed ugualmente responsabili della condizione in cui ci troviamo, perchè li vuole abbattere tutti, come lui stesso afferma nel libro scritto a più mani con Casaleggio e Dario Fo: «Noi vorremmo che i partiti scomparissero radicalmente, che ci fossero nuove regole di comunità anche in Parlamento. Lo so, molti potrebbero domandare, “Ma in Parlamento se non ci sono i partiti chi ci sarà? Come può esistere un Parlamento senza i partiti?” Nel Parlamento ci saranno i comitati, i movimenti e la società civile». Chiedo a chi ha votato Grillo: è lecito pretendere delle risposte in questo senso, visto che c’è questo piccolo particolare che senza i partiti non esiste alcun esempio di democrazia al mondo???? Ed invece non si sa come questo nuovo modello democratico dovrebbe funzionare, con quali meccanismi, quali poteri di controllo, quali bilanciamenti, quali istituzioni.

    Possiamo sul serio affidarci a qualcuno che ha in mente di destabilizzare l’intero sistema politico istituzionale, per sostiturgli un modello che non ha corrispettivo nel mondo civile, senza perdipiù neppure spiegare come dovrebbe funzionare tale modello… mah…?????

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