un gran casino

Mi affiorano alla mente molteplici temi da trattare, tanto da essere anche un pò in fdifficoltà sul quale scegliere.
Scarto per opportunità quelli politici sulle prospettive di governo e le critiche a questa o quella forza politica; così come scarto i commenti all’elezione papale di Bergoglio e la (ipotetica) compromissione con la dittatura militare argentina (molto argomentata da Horacio VerbitskyPagina 12, contra).

Un commento però sull‘elezione del papa lo faccio: mi ha deluso.
Non mi ha deluso per la sua persona, ma proprio come evento in sé: in un’epoca di spettacolarizzazione, di “eventi”, anche questo conclave era stato pubblicizzato, commentato, diffuso come un fatto bene o male epocale. Invece, nonostante la scelta innovativa, extravagante e persino oserei dire inusuale, si è sgonfiato subito.
Eletto Francesco I, chiudiamo baracca e burattini.
Tanto clamore per nulla.
Forse dipende da fatto che personalmente non sono coinvolto, come non credente, ma non vi trovo nulla da meritare tanta attenzione, tanto pathos. Però potevano fare di meglio…

Un altro argomento che mi riservo di sviscerare meglio nei prossimi giorni, riguarda M5S.
Non alimenterò ulteriore polemica rinnovandone l’analisi interna sulle linee politiche, la qualità degli eletti, la democraticità ed il ruolo di Grillo. Voglio piuttosto soffermarmi su un aspetto interesante del Movimento e comune a tanti “rivoluzionari”, ovvero sull’idea che per far spazio al nuovo si debba distruggere il vecchio.
La domanda che mi pongo e vi pongo è la seguente: distruggere tutto indistintamente o c’è anche qualcosa da salvare?
Premetto che credo ci sia molto di vero nell’analisi del grandissimo Alexis De Tocqueville contenuta in “l’antico regime e la rivoluzione“. Giusto per dare una direttrice d’analisi.

Infine, la questione dei due marò “scappati”, ovvero non rientrati in India.
Questione davvero interessante, sia dal punto di vista giuridico che diplomatico-politico: sapete che in genere mi tengo alla larga dalla stretta cronaca e commento dei fatti giudiziari, quindi lascerò da parte questo aspetto.
Quello su cui più mi preme riflettere è la sequenza di azioni del nostro governo e la loro opportunità giurdico-politica.
La cosa è complessa, quindi cercherò di seguire un ordine cronologico:
– in dicembre il governo italiano ed indiano raggiungo un accordo su un bail– cauzione per i marò, affinchè possano rientrare temporaneamente in Italia, con condizionale di circa 800.000 dollari.
I marò passano il Natale in patria e tornano in India, facendo a mio avviso un bellissimo gesto di responsabilità.
– in febbraio un accordo simile consente agli stessi di rientrare per votare. Stavolta la cauzione è offerta dal oath– giuramento dell’ambasciatore italiano a New Dehli, che garantisce il loro rientro.
Procedura che trovo molto particolare e curiosa, giuridicamente parlando, ma gli amici indiani mi confermano che è così (e meriterebbe qualche riflessione più approfondita, magari pensando anche al contesto sociale). Stavolta i marò non tornano, scoppiano le polemiche e l’ambasciatore è accusato per non aver rispettato il giuramento (non so se ancora formalmente o meno).
Prima questione: la tempistica. Trattenere i due marò dopo averli fatti tornare una prima volta, è una cazzata.
Seconda questione: l’opportunità. Come commentava l’amico indiano, è un gesto che ci si aspettava da Israele o dall’Iran, non dall’Italia. Si perde moltissima credibilità internazionale.
Terza questione: conseguenze. Ora l’India “si vendica” sull’ambasciatore, che per non aver rispettato il giuramento potrebbe subire conseguenze legali. Giustamente, dico io.
Ma ovviamente ciò apre anche tutta la diatriba sulle immunità diplomatiche.
Quarta questione: come? Tutta la faccenda, da una prospettiva giuridica, pare un pò “strana”: con la decisione prevista a breve, il processo in India in una fase così avanzata, il primo rientro degli imputati dopo Natale, sembra francamente bizzarra la scelta di trattenerli ora. Quindi sono in attesa di vedere le prossime mosse, specie da parte dell’India, ovvero sono curioso di vedere con quanta forza reagiranno.
Se la reazione dovessere essere relativamente limitata, ciò alimenterebbe il mio sospetto che vi siano stati contatti diplomatici segreti per addivenire ad una simile soluzione “di fatto” evitando invece una pronuncia dei tribunali “di diritto”, che avrebbe potuto causare più di qualche attrito fra Italia ed India.
Così, in teoria, vi saranno polemiche già previste, calcolate e controllate delle parti e poi la vicenda potrebbe esser lasciata morire (magari in un lungo processo in Italia).

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

8 thoughts on “un gran casino

  1. Tralascio l’elezione del papa perchè mi appassiona poco, e la vicenda dei marò perchè non ho sufficienti conoscenze di diritto internazionale per capire se la decisione di non farli tornare in India sia o meno plausibile.

    Mi concentro sul M5S. La domanda è: “distruggere tutto indistintamente o c’è anche qualcosa da salvare?” Pare ormai evidente che il vero scopo di Grillo sia la destabilizzazione politica prima ed istituzionale poi, per dare successivamente vita ad un modello democratico diretto, non meglio precisato e non realizzato in precedenza da alcuno stato moderno. Del resto non si scopre certo l’acqua calda affermandolo, visto che è un obiettivo che è stato più volte esplicitato sia in campagna elettorale, che nel blog del comico, che nel libro scritto con Casaleggio e Fo. Un disegno eversivo che forse una parte degli elettori di Grillo non ha colto, ma che sta giustamente preoccupando gli osservatori nazionali e non. Der Spiegel ad esempio definisce Grillo l’uomo più pericoloso d’Europa.

  2. per la vicenda indiana mi sembra che manchi la chiarezza, o sono in prigione o non lo sono.
    anziché i soldi, al posto dell’India avrei chiesto il ritorno a casa di un po’ di indiani in galera in Italia, come uno scambio d’ostaggi o di prigionieri, con una proporzionalità da decidere.
    sarebbe stato più divertente.

  3. Ricordiamoci anche di Tomaso Bruno, detenuto in India, condannato all’ergastolo con un processo a dir poco dubbio…

    Non che debba entrare in connessione con i marò, ovviamente.

  4. acuta e molto “diplomatica” l’analisi disincantata dei possibili accordi segreti sotto alla vicenda dei marò.

    ti rinnovo la domanda se non hai mai pensato di fare il concorso per entrare nella carriera diplomatica: ti ci vedrei proprio bene! 🙂

  5. 1 – Papa: come possono essere diverse le percezioni! Io non ne posso più di tutti i commenti e i servizi su cosa e come farà il nuovo papa per rinnovare la Chiesa sorridendo ed evangelizzando. A me è sembrato persino eccessivo lo spettacolo del conclave.

    2 – Distruzione del vecchio: non ricordo quale filosofo conservatore russo diceva, criticando il fallimento della rivoluzione del 1905, che se il nuovo non si presenta gravido di contenuti può solo lasciare uno spazio vuoto dalla distruzione del vecchio; spazio vuoto e perciò debole, precario, che per rinforzarsi in mancanza di novità finisce col riprendere alcune forme abolite e riaprire così la strada al ritorno del vecchio. Una forma nuova che si riempie di vecchi contenuti.

    3 – I due marò: mi stavo appunto chiedendo come mai si sia scelto di fare una figura del genere, specie dopo gli sproloqui sul caso di Battisti. E come in quel caso alla fine ho pensato anch’io ad accordi sottobanco conditi da polemiche fatte ad arte. In fondo anche la diplomazia internazionale è un po’ come il mercato delle vacche.

  6. sul Papa: chi non è credente, non sa l’importanza di un personaggio come Francesco. e si annoia
    sui marò: ci siamo mossi all’italiana, strano che l’India non sapesse di cosa son capaci gli italiani
    sui 5 stelle: è stato un buon segnale che 12 grillini abbiano provato a ragionare con la loro testa, e non sempre e solo manovrati col joystick del papa ligure

  7. @ RW: come anticipato, il tema lo affronterò a breve.
    per ora, magari anticipo solo che non penso solo a Grillo, di cui l’idea è già nota, ma a tutti gli attivisti di M5S.

    @ franz: lo scambio sarebbe stato effettivamente una bella idea….
    quanto ai marò: sono stati rilasciati sotto cauzione, quindi dovrebbero essere in prigione e se violano le condizioni della cauzione, vi tornano.

    @ ipitagorici: giusta annotazione.

    @ bortocal: eh, ti ho già risposto… vedremo.

    @ goatwolf: anche io non ne posso più dei commenti e dello “spettacolo”… diciamo piuttosto che l’evento non è stato così “epocale” come ci si sarebbe aspettati.
    direi che la conclusione del filosofo che citi potrebbe andar bene anche per Tocqueville.
    su i marò: una figura a dir poco barbina… specie dopo averli fatti rientrare dopo Natale.

    @ luigi: forse dipende anche dal fatto di non esser credente, possibile. però mi sento ancora di dire che tante aspettative sono rimaste un pò sottobanco. almeno per ora, almeno nell’ “evento” dell’elezione.
    su i “grillini” andrei ancora cauto.
    e su i marò, mi pare evidente che dopo averli fatti rientrare una mossa del genere era inaudita anche per l’italia….

    http://www.ilpost.it/makkox/2013/03/17/toto-indiano/

  8. A mio parere non si può chiedere troppo ad un Papa. E’ piaciuto a molti perchè ha mandato un messaggio. Direi che la gente aveva più che altro bisogno di questo. A cui non seguirà nulla (e non vedo nemmeno cosa possa seguire), ma nella situazione in cui siamo per alcuni è già qualcosa.

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