cercando la stupidità del voto

Un tema che ho lasciato un pò in cantina dopo le elezioni riguarda la “stupidità” del voto.
Ma non si preoccupino gli amici elettori di M5S, questo non riguarda direttamente loro. Anche se non posso negare che almeno incidentalmente li coinvolga (ma, in fondo, come chiunque altro).
Il tema torna in qualche modo attuale in considerazione delle dichiarazioni di Beppe Grillo sull’art. 67 Cost., ovvero sulla libertà di coscienza e voto dei parlamentari.
Per essere precisi, il problema mi si è posto quando durante gli exit poll un collega mi ha fatto notare che “il voto di una persona intelligente vale quanto quello di uno stupido. e siccome ci sono più stupidi…” [tutte parole sue]. Ma non è questa la “stupidità” di cui voglio parlare: non riguarda il modo, le argomentazioni, in base alle quali gli elettori fanno le proprie scelte elettorali, riguarda una fase successive.

Provo a porre la questione in questi termini: definisco “stupido” quel voto che non raggiunge i propri scopi. Si noti, voto stupido: non elettore. Per carità.
Credo che nessuno di noi abbia bisogno di esempi concreti, perchè tutti ne abbiamo a mente moltissimi e se anche ne facessi uno scontenterei tutti -magari suscitando diverse polemiche-.
Comunque sia, se voto Tizio perchè promette A mi aspetto che realizzi A. Ma se Tizio una volta eletto realizza non-A o addirittura B, allora il mio voto è stato “stupido”.
Ovvio che non abbiamo molti strumenti per sapere prima se i candidati si impegneranno sul serio per quello che promettono, così come abbiamo pochi strumenti per controllarlo ed indirizzarli.
Per questo ho richiamato le dichiarazioni di Grillo in apertura, dichiarazioni che sapete bene non condivido: perchè negare la libertà di coscienza degli eletti ed imporre loro un “vincolo di mandato” è una delle forme più stringenti per assicurare che il voto non si “instupidisca” col tempo. Insomma, uno si deve attenere alle promesse fatte.

Ma a questa considerazione credo se ne debba aggiungere un’altra, ovvero: è necessario introdurre una distinzione fra gli impegni e le promesse di un candidato. Direi che ne esistono almeno di due tipi: “di principio” e “specifiche”, dove le seconda indicano singoli punti programmatici (per essere chiari: Pizzarotti che a Parma promette “no inceneritore“) e le prime indicano alcuni orientamenti di fondo dell’azione politica. Ovviamente possono anche coincidere (per tornare al nostro esempio, direi che la promessa del sindaco Pizzarotti è uno di questi casi).
Inoltre, è noto a tutti come qualsiasi teoria si scontri poi con la situazione di fatto della pratica, che può richiedere la necessità di adattamenti e modifiche da ciò che si pensava, si progettava e si prometteva in precedenza.
Questo è un tema che può aprire una voragine, non necessaria al momento. Quindi limitiamoci a dire che esistono ragioni serie e meno serie per adattarsi e variare le promesse fatte. Insomma, c’è “adattamento” e “tradimento”.

Partendo da queste premesse, abbiamo evidentemente “stupidità” nelle grandi e nelle piccole cose, nelle questioni di principio e nei singoli punti specifici. Personalmente trovo che ci si dovrebbe attenere alle linee guida, ai principi delle proprie idee, delle proprie proposte. Perchè queste sono quelle che illuminano  il cammino, fanno da “stella polare” delle proprie azioni.
Per quanto importanti, i singoli punti specifici sono solo declinazioni nel contesto dei primi.

Ora, sempre come giudizio personale, alla luce dei fatti e dei comportamenti di questi primi giorni della XVII legislatura, mi domando se gli elettori di M5S non abbiamo dato un voto “stupido”. E qui, scusate, mi rivolgo direttamente a voi elettori di M5S -ben conscio che per tutti gli anni passati potreste rigirarmi la domanda come elettore del PD.
Non tutti, ovviamente: molti hanno votato Grillo per “mandare a casa tutti”, per entrare in Parlamento e -accada quel che accada- non scendere a compromessi con nessuno, fare le pulci a tutti.
Ma, voi lettori mi insegnate, alcuni l’hanno fatto anche come sprono, come convinta idea di poter così veramente cambiare qualcosa nel nostro paese. Detto francamente, come politica di sinistra.
Ed è in effetti a voi che mi rivolgo, ma non prendetela come critica (anche perchè so che molti di voi son concordi nel dire che un cambiamento di atteggiamento da parte di M5S è necessario). Cioè, a M5S tramite voi. Io non ho certo titolo per dire alcunché a M5S.
Insomma, non potremmo dire che l’attuale comportamento parlamentare di M5S tradisce almeno in parte quelle che sono state le sue legittime promesse ai cittadini? Non dico certo dal punto di vista della democraticità ed altre questioni strettamente interne al M5S, penso chiaramente alla prospettiva politica, ovvero: M5S non tradisce almeno in parte i propri principi nel rifiutarsi di collaborare alla riforma del paese?
Non dico neppure governo o non governo, alleanza o non alleanza… dico solo nel permettere di approvare una o due leggi essenziali. Aldilà di votare la fiducia (ed aldilà delle differenze evidenti fra PD e PDL, come si stanno ovviamente rivelando), potremmo pensare al non aver sollevato la questione di incadidabilità di Berlusconi o non aver ancora presentato un disegno di legge

Lascio la domanda aperta.
Ma è evidente a questo punto come anche in un movimento che si proclama “a-politico”, al di sopra delle parti ed equidistante, anche in M5S insomma, vi siano due anime: una di puro populismo, incarnata dalla sua leadership e ben rappresentata dalla retorica delle “mummie” o del “pdl-pdmenoelle”; l’altra (mi sentirei di dire a chi legge: la vostra) di rinnovamento, di bisogno di cambiare questo paese.
Potremmo sviscerare meglio queste due anime, ma mi sembra già abbastanza chiaro.
Ed è evidente che queste due anime seguano principi di fondo differenti: una intransigente a qualsiasi compromesso in nome di un modello radicalmente nuovo, l’altra disposta almeno ad un accordo di scopo per alcune riforme.
La domanda ora è quanto a lungo queste anime potranno convivere? Quanto a lungo si potrà fingere che Grasso e Schifani sono uguali e non punire con qualche artifizio chi ha scelto invece di sottolinearne la differenza? Quanto a lungo si potranno negare alleanze, voti sulle proposte di legge in nome dell’oltranzismo? In fondo, la retorica sull’art. 67 Cost, sulle decisioni prese collegialmente alle quali tutti devono attenersi, serve proprio a placare qualsiasi conflitto o dissenso interno, che altrimenti scoppierebbe.
Lascio anche questa domanda aperta (ma son convinto che voi abbiate più risposte di me).

Una chiosa finale, provocatoria e più come ipotesi che altro: non è che la senatrice di M5S non ha sollevato la questione sull’incadidabilità di Berlusconi per una ragione precisa?
Idea provocatoria, ma semplice: senza Berlusconi, anche il palco e la recita di Grillo crollerebbero.
Si dice sempre che la sinistra ha bisogno di un nemico (mah…), non è che tutto sommato anche Grillo ne ha bisogno? Che ha bisogno di Berlusconi come perfetto modello della politica corrotta perchè senza di lui anche M5S si sfalderebbe? Perchè senza di lui sarebbe più difficile attaccare anche il PD e la sinistra? Sarebbe più difficile sostenere che “sono tutti uguali”?
La butto lì.

Integro il post con questo magnifico post di Luigi Bruschi su L’Espresso on line, che mi pare spieghi benissimo in concetto.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

3 thoughts on “cercando la stupidità del voto

  1. … a forza di dare addosso a grillo e al suo movimento si sta dimenticando chi negli ultimi 20 ha arrecato danni enormi all’Italia. La stampa e le reti sono occupate ad evidenziare le incoerenze del Movimento 5 Stelle, nel mentre Berlusconi può procedere indisturbato a tessere le sue trame e i suoi ricatti. Berlusconi ringrazia sentitamente … 🙂

    • caro camoscio, ricordo bene di non esser mai stato fra quelli che brindavano alla “morte” politica di Berlusconi (e su questo Rear può ben darmi conferma): ho sempre detto che un colpo di coda del caimano sarebbe potuto arrivare in qualsiasi momento.
      come in effetti è stato.
      quindi, non credo proprio di poter rientrare fra quelli che possono ora essere “accusati” di distrarre l’attenzione dal vero pericolo di un revival berlusconiano.
      la mia attenzione su questo è altissima. ed anche quella del PD, direi, visto che è stata posta una pregiudiziale fortissima su qualsiasi accordo con il PDL.
      Ciònondimeno, questo è di gran lunga il post più gentile che ho scritto nei confronti di M5S, un post sereno, un invito a riflettere (come se servisse a qualcosa….): potrei benissimo inveire contro gli “schizzi di merda” di Grillo, ma ho preferito focalizzarmi sul programma, sulla strategia e sulla responsabilità di fronte ai propri elettori.
      Credo siano punti abbastanza importanti.

  2. Si tratta forse di voto stupido non aver compreso che il M5S è una forza populista come la destra berlusconiana e che il vero obiettivo di Grillo non è certo il rinnovamento, ma la destabilizzazione dell’intero sistema politico istituzionale, ossia lo sfascio, il tanto peggio tanto meglio, la mancanza di assunzione di responsabilità di fronte alla possibilità di dare un Governo a questo Paese…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: