Stato di psicanalisi

E’ ovviamente l’Italia.
Vorrei parlare d’altro, credetemi, vorrei davvero. Ma questo argomento di M5S è ormai centrale ed ineludibile per il futuro (oltreché il presente) del nostro paese. Quindi parlo di questo.
So che molti lettori dissentono, legittimamente, dalle opinioni che esprimo. Ma sento di non potermi esimere dal farlo.
Ben che vada, ammetterò di essermi sbagliato.
Mal che vada, mi rimarrà la consolazione di averci intravisto giusto.

spoiler: quello che scrivo potrebbe non piacervi; l’argomento potrebbe essere sensibile e qualche lettore potrebbe risentirsi. Se urta la vostra sensibilità politica, non proseguite. Se avente intenzione di inveire, non proseguite. Se decidete di proseguire, siete stati avvisati e pertanto invito a leggere e riflettere con cautela, ponderazione e calma-

Il punto che mi proponevo di trattare oggi (ma lo rimando solo alla prossima puntata) è se M5S per realizzare appieno i suoi scopi debba “distruggere” tutto quel che attualmente esiste in Italia come politica, istituzioni (in senso largo) e strutture della società civile.
Parlerò, invece, di un altro problema: parlerò di psicanalisi.
Non so nulla di psicanalisi, ma so che questo è il tema.
Non so nulla di psicanalisi, ma so che questa “patologia” che mi accingo a descrivere rientra esattamente nella materia. Ad occhio, dovrebbe essere paranoia.
Prendo la descrizione da wikipedia, che non sarà clinica o tecnica, ma mi pare dia un discreto inquadramento del problema:
Esempi piuttosto comuni sono la convinzione di essere pedinati e spiati, di essere avvelenati, di avere una qualche malattia prodotta da azioni nocive di persecutori, di essere circondati da persone inaffidabili o cattive, di essere vittima di parassiti, di subire o aver subito lavaggi del cervello o controllo mentale, di voler essere allontanati dalla società verso posti lontani dove terzi potranno approfittare della propria mente. Ciò che per una persona normale può essere visto come un evento casuale, per un paranoide o un paranoico può essere considerato intenzionale. Perciò in caso di paranoia a tema persecutorio, quando scatta la paranoia, il paranoico attacca la persona di cui si sente vittima in modo del tutto ingiusto e irragionevole; qualunque risposta possa dare chi è aggredito viene interpretata come un tentativo di inganno e quindi rimugina, parla molto dei suoi problemi, ne controlla i comportamenti. Uno dei sintomi più evidenti della paranoia è la mancanza di modestia e la totale scomparsa del senso di autoironia, sia rispetto a se stesso, sia rispetto agli incarichi o alle funzioni che svolge socialmente. Il paranoico ha infatti una struttura giudicante molto rigida, protegge il suo io con strutture della negazione e della proiezione, dopo che scatta la paranoia l’aggressività propria viene vista regolarmente nell’ambiente esterno. Il paranoico sviluppa quindi un atteggiamento antisociale, attribuendo alla società la paranoia stessa della quale il soggetto è vittima. È tipico il ribaltamento sulla società dei propri stessi atteggiamenti, per i quali il soggetto si sente vittima. Il desiderio di vendetta che innesca questa lucida autoconvinzione è spesso causa di condotte socialmente pericolose. Molti serial-killer sono stati identificati come paranoici. La loro volontà di vendetta era in realtà la voce incorporea della loro stessa paranoia, di cui molti si sono definiti vittime. Raramente i paranoici si considerano malati ed in genere si sottopongono a terapia solamente se fermamente invitati.

Penso a tutti quei casi nei quali ci si costruisce (o qualcuno costruisce per noi) una realtà parallela, illusoria. Realtà che ovviamente è migliore, consolatori, ben strutturata ed internamente coerente; realtà parallela con alcuni selezionati agganti al mondo; realtà nella quale le colpe e le responsabilità sono chiare, così come le soluzioni (per favore, nessuno tiri fuori Nietzsche con realtà, interpretazione, mondo fasullo…).
E’, ad esempio, il mondo (ri-)”costruito” che descrive Jacques Semelin in “Purificare e distruggere” all’origine dei genocidi: quella (ri-)costruzione della realtà ove tutti i mali derivano da un “loro” ostile contro un “noi” in sofferenza. Pensiamo, ad esempio, ai nazisti ed agli ebrei od ai khmer rouges in Cambogia, oppure pensiamo a hutu e tutsi nel Ruanda dei primi anni ’90.
E’ il mondo (ri-)”costruito” del “berlusconismo” dove il malessere nazionale, lo stato precario del paese viene logicamente imputato ad una parte politica [i comunisti] e si identifica un’unica possibile soluzione [il liberismo, le riforme] ed un unico possibile demiurgo [Lui]. E dove ogni ostacolo [la giustizia] viene incanalato in un complotto del “loro” oppressore contro il “noi”.
Ma è anche il mondo (ri-)”costruito” del “grillismo”: in questo mondo vi sono dei “cattivi”, zombie, [politici, sindacati…] che hanno rovinato l’Italia e dei “buoni” [M5S] che la vogliono cambiare radicalmente, per riportarla al benessere.
Ripensate alla descrizione di cui sopra, notate niente? Non vi sembra di trovare molti di questi aspetti nella prassi-predicazione politica dei soggetti citati?
(sento che qui ci starebbe Elias Canetti, ma non mi viene in mente come/dove...)

Ovviamente, simili aspirazioni sono assolutamente legittime e normali. Anzi: auspicabili, in un sistema democratico (e, pertanto, fondato sulla convinzione che la massima partecipazione favorisca il miglior risultato possibile).
Quello che, invece, non va è la ri-costruzione sistematica degli eventi in questa chiave dualistica: noi/loro, buoni/cattivi, attivisti/troll, M5S/zombie; questa logica del sospetto [faranno l’inciucio] da una parte e della purezza dall’altra [noi non voteremo mai con loro]. Pensate agli “schizzi di merda“, ai sospetti, alla teoria del complotto dei troll…
Quello che non va è questa concatenazione infinita degli eventi, per quanto distanti e slegati.
Tutto questo senza citare la summa paranoide di Casaleggio e del suo video “gaia” con una terza guerra mondiale fra pochi anni ed oltre 5 miliardi di vittime.
Quello che non va nella ri-costruzione di Grillo è la disattenzione, la cosciente sottovalutazione dei fatti che contraddicono la propria ri-costruzione. Anche qui: pensiamo all’elezione di Pietro Grasso e Laura Boldrini, bollate come “foglie di fico“, perchè ammettere che possono essere un cambiamento vero smonterebbe il sistema costruitosi.
Quello che non va è l’incapacità di riconoscere ed ammettere anche i propri errori (già citato: l’inceneritore di Parma).
Quello che non va è non accettare che si scherzi su di sé (vedasi le battute di Fiorello sul “bel addormentato” Crimi).

Già, la coerenza esterna della ri-costruzione proposta: il sistema dev’essere coerente al proprio interno, deve avere una consequenzialità logica (ma questo è abbastanza facile, pensate alle ucronie come “Fatherland” od il videogame “Homefront“): la vera difficoltà è renderlo coerente con i “fatti” con la realtà esterna, è far sì che le ri-costruzioni sostenute siano plausibili, credibili e veritiere alla luce di quanto ci accade attorno. Altrimenti la quotidianità distruggerebbe tutto al primo confronto (e la patologia non sussiterebbe). Si tratta di estrapolare alcuni fatti, adatti allo scopo, e ricondurli in un nuovo sistema, presentarli sotto nuova luce che li renda compatibili con la ri-costruzione ipotizzata. Difficile, ma non impossibile: abbiamo attorno a noi migliaia di fatti ambigui, che possono essere interpretati a piacimento.
In “1984” un apposito Ministero “della verità” si occupava di correggere giorno per giorno la memoria storica dei fatti (articoli di giornale, foto, libri) in base alla verità del momento, in “Fatherland” i nazisti inviano per anni ai parenti all’estero degli ebrei uccisi fantomatiche lettere ove scrivono sempre “tutto bene, trasferiti all’est”…
E’ difficile, ma se riesce la costruzione sarà inabbattibile, inattaccabile (pensiamo, ad esempio al film “Shutter island): ogni nuovo fatto sarà introdotto nel sistema, in modo coerente con lo stesso anche piegandolo, quindi rafforando il sistema stesso.
Nel nostro caso, direi che la strada di fondo è stata abbastanza facile (e spianata dal predecessore, Berlusconi): è bastato affermare che tutte le informazioni provenienti dai canali tradizionali (giornali, radio, tv) fuori dal web sono false, corrotte e/o di parte (non uno, dico uno!, che dica la verità).

So che l’accostamento darà fastidio, scusate, ma confrontiamo le dichiarazioni sui vaccini (qui un post di Grillo e qui la risposta del sen. Ignazio Marino), i troll od i “chip installati nelle persone” e quelle -certo, ben più estreme- dei khmer rossi dove si facevano confessare complotti “orchestrati dalla CIA col KGB ed i Vietnamiti per sabotare la Kampuchea Democratica” (…e non vi dico che complotti!!).
So che l’accostamento darà fastidio, scusate di nuovo, ma confrontiamo la logica sull’orgine e sulla soluzione dei problemi di Grillo con quella dei hutu ruandesi nel 1993-1994: loro hanno colpe, noi siamo la soluzione. Senza di loro.
So che l’accostamento darà fastidio, e scusate per l’ennesima volta, ma confrontiamo la retorica su chi (cosa) sono “loro” e chi siamo “noi” di Grillo con quella degli esempi citati: gli “scarafaggi” tutsi, gli ebrei dell’Olocausto, il “cancro” di Berlusconi e gli attuali “zombie“.

I sintomi? Sempre secondo wikipedia, alcuni di essi sarebbero i seguenti:
tendenza a sovraccaricare le frasi dette da altri di significati che non sussistono sia secondo chi le ha pronunciate che secondo i presenti o chi ascolta i ricordi del paziente, e a giustificare queste interpretazioni distorte in base al tono della voce e all’espressione del viso dell’interlocutore, in mancanza di una motivazione reale attribuibile al contenuto;
debolezza di memoria: relativa a interi periodi della vita dimenticati, in cui ha avuto luogo l’episodio;
insomma, sopravalutazione di alcune cose esterne (probabilmente percepite come aggressive e/o offensive) e rimozione di alcune cose interne alla ri-“costruzione” (probabilmente elementi difficili da giustificare), personalmente direi che potrebbe essere anche sottovalutazione degli stessi. In sostanza, uno “sbilanciamento” fra elementi esterni coerenti ed interni incoerenti (ovvero, elementi “negativi” per i “buoni”): i primi radicalizzati, i secondi svalorizzati al massimo.
L’esempio, nel nostro caso, potrebbe essere tutto quello sulla retorica di apertura al fascismo.
Specularmente, si tende a sottovalutare le cose esterne incoerenti e sopravvalutare quelle interne coerenti (ovvero, “positive” per i “buoni”); si tende cioè a negare tutti queli aspetti che -da fuori- mostrano una tendenza contraria al supposto complotto e sopravvalutare tutte le logiche interne che lo confermano.
Nel nostro caso, si ignorano le primarie per i parlamentari fatte da altri, si ignorano le scelte sulla trasparenza dei candidati e si esagerano le qualità dei propri (la famosa “madre di tre figli” come ministro dell’economia).
La verità è che “bene” e “male” esistono più o meno in equal misura all’esterno e all’interno del sistema.

Concludo con una semplice considerazione: proprio perchè il sistema ri-costruito di questa “paranoia” deve piegare i fatti, gli elementi della realtà esterna alla propria percezione, smontarlo è difficilissimo.
Per chi accetta la ri-costruzione paranoica, essa diventa una sorta di ecosistema e di matrice psichica: non solo è essenziale per orientarsi nel mondo, nelle azioni e fra le notizie, ma è altrettanto essenziale per definire il proprio ruolo, la propria identità. Da un ruolo, una “missione”, una vocazione ed una precisa direzione del proprio essere ed agire nel constesto sociale. Diventa pertanto parte integrante del sé: senza di essa, senza l’interpretazione certa che essa da dei fatti, gli stessi fatti diventano un nonsenso e si perde la capacità di orientarsi nel mondo, ma si perde altresì il senso del proprio agire.
Proprio per questo non può -generalmente- essere smontata con semplici strumenti razionali individualizzati: non basta dimostrare che un tale fatto è così e non nel modo supposto.
Pensiamo ai fanatici nazisti: per loro, anche di fronte ai fatti, ammettere la sconfitta era impossibile, inammissibile e preferirono suicidarsi con Hitler -fare altrimenti, avrebbe significato riconoscere che tutte le proprie azioni ed in definitiva la propria stessa esistenza perdevano il loro senso.
Insomma, una volta instauratasi la paranoia diventa una condizione esistenziale ed essenziale del soggetto, che non potrà riniunciarvi.

Sono ovviamente cosciente di estrapolare alcuni elementi dall’insieme, ma è ovvio che un’analisi complessiva è impossibile, quindi mi limito a prendere alcuni “sintomi”.
Non dico affatto che tutti gli attivisti/ sostenitori/ elettori di M5S siano affetti da paranoia. Per quanto mi lanci spesso in assurdità, non oserei tanto. Come, d’altronde, non arrivo a dire che tutti gli elettori berlusconiani siano presi da un’altra paranoia: in tutti i casi elencati ci sono persone che si sottraggono a questa “diagnosi”, che mantengono capacità di discernimento e critica e percepiscono quando alcune affermazioni sono ri-costruzioni poco plausibili od infondate.
Insomma, sono certo che anche molti di voi lettori ha sorriso sentendo le “sparate” sui chip od altre.
Ma il problema non è ciascuno di voi, quanto la massa che si è lasciata affascinare ed affabulare prima da Berlusconi, poi dalla Lega ed infine da Grillo. La massa, si sa, è intimamente stupida: la folla non ha ragione, né coscienza. Così, la paranoia (vera o solo propagandata) di uno, può diventare la paranoia di tutti.

Fra l’altro, uno psicanalista italiano, Luigi Zoja, ha pubblicato una ricerca nella quale si mette in luce il grandissimo carisma storico di personaggi paranoici (come Hitler o Stalin).
E non sorprende affatto: il discorso paranoico si presenta semplice, coerente, affascinante e risolutivo. Tutti elementi chiave nell’agire politico e per coinvincere le masse.
Ricorda nulla che non stiamo vivendo?

Già si sono visti in rete i confronti fra i discorsi di Hitler e quelli di Grillo. Forse potremmo girare la telecamera e vedere le folle di Hitler, di Berlusconi e di Grillo. Forse non vi troveremo poi grande differenza.

Effettivamente ho sbagliato ad intitolare questo post “Stato di psicanalisi”, avrei dovuto intitolarlo
“Stato da psicanalisi”…

per piccola integrazione rimando a questa bella, complessa analisi su M5S: non la condivido appieno, ma è comunque molto interessante

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Questa voce è stata pubblicata da redpoz.

7 thoughts on “Stato di psicanalisi

  1. @Red, da elettore del MoVimento Cinque Stelle ovviamente non sono del tutto d’accordo con la tua analisi… buttandola sul ridere, scriverei che dopo essersi sentiti dare da varie parti degli stupidi, irresponsabili, causa del proprio male, fascisti, analfabeti, qualunquisti, sovversivi e via dicendo aggiungerci ‘paranoici’ non fa manco più tanto effetto… 😉 Il problema, come in parte ammetti anche tu, è che probabilmente tra gli elettori del MoVimento ci sono anche gli affabulati e i paranoici, ma sono una minima parte: le cose sono più semplici di così; si è semplicemente votata un’alternativa a un ‘sistema’ che negli ultimi vent’anni non ci ha portato da nessuna parte, ‘sistema’ del quale purtroppo il PD e i suoi predecessori sono stati una parte organica; c’è chi crede che i famosi ‘venti punti’ del MoVimento siano, con qualche eccezione, realizzabili (come nel caso di qualsiasi programma politico) – è il mio caso – c’è chi semplicemente ha voluto ‘punire’ gli altri, sperando che la ‘tranvata’ li porti a più sani consigli, ma a vedere atteggiamenti, parole, liturgie delle ultime settimane, non sembra abbiano appreso appieno la lezione: il PD qualcosina ha fatto, il PDL ben poco, del resto anche loro i loro bei voti li hanno ottenuti, i risultati quindi gli danno in parte ragione.. Se volessimo continuare la similitudine potremmo dire che è la società italiana ad essere affetta da sindrome tripolare… 🙂 E comunque, insomma, non è che gli unici sani sono quelli che hanno votato PD… Insomma qualcuno potrebbe dire: ma come, dopo che per anni non hanno fatto nulla, hanno sempre ‘ceduto’, non hanno colto le occasioni avute, si sono imposti con l’immagine di ‘quelli che aumentano le tasse’, ancora li votate? Gli elettori del MoVimento saranno dei paranoici, quelli di Berlusconi incapaci circonvenuti, ma gli elettori del PD vanno dritti dritti trai masochisti… 😉

    • Crimson,
      ovviamente ho ben precisanto che il discorso è generale e generalizzato e, proprio in quanto tale, include in sé eccezioni e casi differenti. E’ abbastanza logico, parlando della massa: neanche i nazisti (elettori di Hitler) in Germania erano tutti uguali.
      La mia non vuole essere un’offesa, ma uno strumento di analisi.
      Analisi di massa, perché quello del “grillismo” è un fenomeno di massa, come lo è stato il berlusconismo prima. Tu dici che i “paranoici” sono una minoranza, ma io ti rispondo -con rammarico, sia chiaro- che sono in realtà la maggioranza: perchè la gente è irrazionale.
      E’ vero che si è data un’alternativa, ma la domanda vera è come la si è data. Anche Hitler, anche Berlusconi, anche Bagosora davano un’alternativa ad una situazione sbagliata.
      E qui l’alternativa proposta è irrazionale, emozionale, semplicistica. Almeno per la maggioranza (dopo, come detto, ci sono eccezioni che si pongono domande precise sul programma di M5S).
      La sindrome tripolare non la conosco, me la cerco.

      Sul PD, siamo senza dubbio masochisti.
      Ma molto, mooolto di più di quanto si pensi! Molto.

  2. concordo con la tua analisi, pur riconoscendo anch’io la bontà e la serietà di molti elettori del M5S…pochi per la verità, i più secondo me sono stati bellamente manipolati da Grillo, indottrinati ben bene, e incapaci di dissentire da ciò che dice il papa ligure…brutta storia, davvero.
    io credo che se alle prossime elezioni, il PD farà veramente pulizia, totale, a partire proprio da Bersani, si toglierà a Grillo l’arma del turpiloquio fine a se stesso (siete tutti uguali, vecchi puttanieri, 20 anni di rovine)
    la vedo dura per un 65enne dire a Renzi le solite frasi…e allora si, che ci sarebbe una svolta democratica..è cosi difficile da capire che la gente dei Bersani, Bindi, Franceschi e company ne ha le saccocce piene???
    facciano tesoro di questa ennesima batosta, e diano spazio ai giovani democratici…
    te lo dice uno, e tu lo sai, che ha sempre votato Lega…

  3. Non so se il santone del vaffanculo possa definirsi paranoico o meno, ciò che so è che politicamente è persino più pericoloso di berlusconi. Quest’ultimo ha da sempre anteposto i propri interessi a quelli del Paese, Grillo gli interessi del Paese li vuole semplicemente abbattere. L’ex premier ha sempre sostenuto di puntare al 51% dei voti, il comico ligure si è spinto ad affermare di volere il 100%, configurando di fatto un regime dittatoriale dove nessuna critica è permessa, nessuna voce dissonante contemplata (salvo quella di alcuni troll prezzolati, naturalmente).

    @crimson: che il PD sia parte organica dello sfascio di questo paese (che già di per sè è un’affermazione discutibile) lo dici tu, Grillo sostiene una cosa ancora più estrema e cioè non l’organicità, quanto piuttosto l’equivalenza. Lo fa perchè per perseguire i propri obiettivi ha bisogno che la classe politica nella sua interezza sia indistintamente un nemico da abbattere. Mi chiedo in che modo porterà avanti il tema dell’ineleggibilità di berlusconi… ma come? Tutti i politici sono uguali, tutti dei padri puttanieri e berlusconi è ineleggibile e bersani no? A me qualcosa non torna, per chi è indottrinato come diversi fra di voi no, ma non mi sorprende…

  4. @ luigi: concordo in larga parte, non sulle prossime mosse del PD.
    l’arma del torpiloquio, infatti, a Grillo non la si toglierà mai. sarebbe come ammettere che la sua ri-costruzione era almeno in parte errata: l’abbiamo ben visto con l’elezione di Boldrini e Grasso alle presidenze di Camera e Senato- rapidamente bollati come “foglie di fico”.
    sono convinto che un sano ricambio nel PD sia utile e necessario e potrà già avvenire col prossimo congresso, ma non mi illudo affatto che basti questo per smontare Grillo. altrimenti, Berlusconi sarebbe già sistemato da un pezzo.
    no, quando si arriva a simili convincimenti “psicologici” si è ormai ad un livello di fede e spostarvisi è difficilissimo.

    @ RW: sai bene che condividiamo in larghissima misura questo giudizio.
    ovviamente quella sulla paranoia era una suggestione, un’ipotesi di riflessione.
    “indottrinati” è la parola giusta. potremmo anche dire “catechizzati”.
    se ricordi, avevo ipotizzato poco tempo fa che in fondo a Grillo Berlusconi faccia comodo (anzi, gli sia essenziale) per continuare a portare avanti la propria retorica.
    ecco ben spiegato perchè nessuno si è fatto avanti per dichiararlo ineleggibile.

  5. Pingback: recensione 32: Paranoia (la follia che fa la storia) | redpoz

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